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L’Italia ripristina i controlli al confine con la Slovenia fino a dicembre 2026

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L’Italia prorogherà i controlli temporanei alle frontiere interne con la Slovenia dal 19 giugno al 18 dicembre 2026. La decisione, notificata nell’ambito delle procedure previste dal Codice frontiere Schengen, viene motivata dal governo con il permanere di rischi legati alla sicurezza interna e alla pressione migratoria lungo la rotta balcanica.

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Secondo quanto comunicato dalle autorità italiane, alla base della misura vi sono “la continua minaccia di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori lungo la rotta dei Balcani occidentali”, oltre alle conseguenze delle crisi internazionali in Medio Oriente e in Ucraina. Roma richiama inoltre “l’elevato livello di migrazione irregolare” e la presenza di reti criminali attive nel traffico e nello sfruttamento di migranti.

I controlli riguarderanno i confini terrestri con la Slovenia e si inseriscono nel quadro delle disposizioni del Codice Schengen, che consente agli Stati membri di reintrodurre temporaneamente verifiche alle frontiere interne in presenza di “una grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna”.

La normativa europea stabilisce che il ripristino dei controlli debba rappresentare una misura eccezionale e di ultima istanza, limitata nel tempo e proporzionata alla minaccia individuata. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a motivare la decisione e a sottoporla al monitoraggio della Commissione europea, che può esprimere valutazioni sulla necessità e sulla proporzionalità del provvedimento.

Negli ultimi anni diversi Paesi dell’area Schengen hanno fatto ricorso a strumenti analoghi, soprattutto in relazione alla gestione dei flussi migratori, alle minacce terroristiche e alle tensioni geopolitiche alle frontiere orientali dell’Unione.

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