I camion elettrici a batteria continuano a trovare il loro impiego naturale nella distribuzione urbana e regionale. Due nuove navette internazionali attivate da Dachser & Fercam Italia dimostrano però che, in presenza di specifiche condizioni operative, la trazione elettrica può risultare sostenibile anche su collegamenti transfrontalieri.
Da maggio l’operatore utilizza camion elettrici su due collegamenti regolari di andata e ritorno: Bolzano–Monaco e Rho–Regensdorf. Non si tratta del tradizionale lungo raggio, caratterizzato da destinazioni variabili e programmazione limitata, ma di linee dedicate e ripetitive, con orari definiti e finestre di ricarica pianificate. Un modello che, allo stato attuale, rappresenta una delle configurazioni più favorevoli per rendere sostenibile, anche sotto il profilo economico, l’impiego di veicoli elettrici pesanti.
La prevedibilità diventa un vantaggio competitivo
Nel trasporto internazionale tradizionale le variabili operative sono numerose: itinerari che cambiano, percorrenze differenti e modifiche dell’ultimo minuto. Il modello “shuttle” segue invece una logica opposta.
Con punti di partenza e di arrivo costanti, percorrenze ripetibili e soste programmate, la prevedibilità delle operazioni permette di integrare la ricarica nella normale organizzazione del servizio, riducendo le incertezze nella gestione della flotta.
Per molte aziende di trasporto questa continuità rappresenta una delle condizioni essenziali per rendere praticabile l’elettrificazione delle tratte di media e lunga percorrenza.
Pedaggi e incentivi incidono sulla redditività
La sostenibilità economica del trasporto elettrico non dipende soltanto dall’organizzazione del servizio. Anche il quadro normativo può modificare in misura significativa il costo totale di esercizio.
Le due navette attraversano Germania e Svizzera, Paesi che oggi garantiscono importanti agevolazioni ai mezzi elettrici. In Germania i camion a batteria beneficiano dell’esenzione dal pedaggio autostradale, mentre in Svizzera non sono attualmente soggetti alla LSVA, la tassa commisurata alle prestazioni dei veicoli pesanti.
Su collegamenti effettuati con continuità, questi risparmi possono contribuire a compensare il maggiore investimento iniziale richiesto dai veicoli elettrici. La convenienza economica, quindi, dipende da una combinazione di fattori: caratteristiche della tratta, sistema tariffario nazionale e strumenti di sostegno disponibili.
La ricarica resta il principale nodo infrastrutturale
Un altro elemento decisivo è la disponibilità di infrastrutture di ricarica aziendali.
Secondo Dachser, il gruppo dispone di oltre 1.000 punti di ricarica distribuiti nelle proprie sedi. Questo consente di rifornire i veicoli durante soste già previste dal ciclo operativo, limitando il ricorso alla rete pubblica ad alta potenza.
Per molte imprese di trasporto di medie dimensioni, invece, l’accesso all’energia rappresenta ancora uno degli ostacoli principali. Finché la rete di ricarica ad alta capacità lungo i principali corridoi logistici resterà limitata, l’impiego dei camion elettrici continuerà a risultare più efficace nei contesti in cui l’approvvigionamento energetico può essere gestito internamente.
Un modello efficace, ma non ancora universale
L’esperienza conferma anche i limiti dell’attuale fase di sviluppo del settore. I camion elettrici esprimono oggi il loro massimo potenziale nelle catene di trasporto chiuse, regolari e altamente pianificabili.
Nel lungo raggio tradizionale, caratterizzato da cambi frequenti di destinazione, tempi di attesa imprevedibili e deviazioni operative, autonomia, disponibilità delle infrastrutture e tempi di ricarica continuano a rappresentare variabili critiche.
Più che indicare una svolta generalizzata del mercato, il progetto evidenzia quindi le condizioni nelle quali l’elettrificazione del trasporto pesante può già offrire risultati concreti, sia sotto il profilo operativo sia sotto quello economico.
Un progetto pilota con indicazioni per tutto il comparto
Dachser presenta l’iniziativa come un ulteriore passo nel percorso di ampliamento dei trasporti a minori emissioni. Per l’intero settore logistico, tuttavia, il valore dell’esperienza risiede soprattutto nell’evidenza operativa che produce.
Le due nuove navette dimostrano che i camion elettrici possono operare con efficacia anche su tratte internazionali quando convergono alcuni fattori determinanti: percorsi prevedibili, infrastrutture di ricarica dedicate e un quadro regolatorio favorevole, come quello garantito dalle agevolazioni sui pedaggi.
Per molte aziende di autotrasporto sarà proprio questa combinazione a determinare, nei prossimi anni, se le flotte elettriche potranno estendersi oltre gli impieghi urbani e regionali oppure continueranno a concentrarsi su corridoi logistici selezionati, anche in vista delle crescenti pressioni regolatorie e degli obiettivi europei in materia di riduzione delle emissioni.









