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Export extra Ue in ripresa a febbraio: segnali positivi anche per la logistica

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A febbraio 2026 l’export italiano verso i Paesi extra Ue torna a crescere, interrompendo la fase negativa di inizio anno. Secondo i dati Istat, le esportazioni registrano un aumento dell’8,5% su base mensile e del 2,5% su base annua, dopo il calo del 5,5% segnato a gennaio.

Un segnale incoraggiante anche per il trasporto merci su strada, che resta un anello fondamentale nella movimentazione delle merci verso i mercati internazionali.

L’incremento dell’export è sostenuto soprattutto dai beni intermedi (+20,5%) e dai beni strumentali (+3%), categorie strettamente legate alle filiere industriali e quindi alla domanda di trasporto.

Va però sottolineato che parte della crescita è influenzata dalle vendite di mezzi di navigazione marittima. Al netto di questo fattore, l’aumento sarebbe più contenuto, ma comunque positivo (tra +0,8% e +4,9% a seconda degli indicatori).

Per il settore dell’autotrasporto, questo significa una ripresa reale ma ancora fragile, legata a dinamiche specifiche e non uniformemente distribuita tra tutti i comparti.

Stati Uniti e Svizzera trainano i flussi

Dal punto di vista geografico, emergono alcune direttrici particolarmente dinamiche:

  • Svizzera +33,1%
  • Paesi Opec +14,5%
  • Stati Uniti +9,6%

Al contrario, si registrano cali rilevanti verso:

  • Turchia -27,8%
  • Regno Unito -16,4%
  • Paesi Asean -13,7%
  • Mercosur -13,5%

Per le imprese di autotrasporto, queste variazioni si traducono in una riallocazione dei flussi logistici, con maggiore intensità sulle rotte verso Europa centrale e Nord America e una contrazione su altri corridoi commerciali.

Import in calo, pesa la riduzione dell’energia

Sul fronte opposto, le importazioni segnano una lieve flessione annua (-0,4%), dovuta principalmente al forte calo degli acquisti di energia (-30,5%). Un dato che incide anche sui volumi di trasporto, in particolare per le filiere energetiche.

Crescono invece le importazioni di beni di consumo non durevoli (+22,4%), con effetti positivi sui flussi distributivi interni e sulla domanda di trasporto su gomma.

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