I nuovi ingressi vengono formati presso la Girteka Drivers Academy. L’azienda sottolinea che i conducenti selezionati vantano esperienza nella lunga percorrenza, ma devono completare l’iter richiesto dall’ordinamento UE, inclusa l’ottenimento della Carta di qualificazione del conducente (CQC – codice 95) e la piena conformità alle regole su tempi di guida e di riposo.
«Durante il percorso formativo i nostri autisti provenienti dal Brasile hanno dimostrato elevata professionalità, motivazione e capacità di adattamento agli standard europei», ha dichiarato Mindaugas Paulauskas, CEO di Girteka Transport. «Nonostante l’esperienza maturata, hanno affrontato con grande impegno il processo di certificazione».
Il Brasile come nuovo bacino strategico
L’iniziativa riflette una dinamica ormai evidente nel settore dell’autotrasporto europeo: un numero crescente di operatori, in particolare nell’Europa centrale e orientale, amplia le campagne di selezione a Paesi extra UE.
Il Brasile emerge come bacino interessante per due ragioni principali: l’esperienza diffusa nella lunga distanza e la disponibilità a operare in contesti internazionali. I processi di selezione vengono spesso avviati a distanza, con verifiche documentali e colloqui preliminari prima del trasferimento in Europa. Una volta sul territorio, i candidati completano l’iter amministrativo e formativo necessario.
Un modello di reclutamento guidato dal fabbisogno
Nel settore si sta affermando un modello strutturato di incontro tra domanda e offerta di lavoro, talvolta definito “asta di autisti”. In questo schema, le imprese comunicano con anticipo — anche fino a dodici mesi — il proprio fabbisogno di personale, consentendo ai recruiter di avviare selezione e formazione in modo programmato.
Il modello è particolarmente attrattivo per i vettori di piccole e medie dimensioni, che non dispongono di strutture interne complesse per la ricerca del personale. Tuttavia, può determinare una relazione di forte dipendenza contrattuale del lavoratore nei confronti dell’azienda già nella fase iniziale dell’inserimento.
In diversi casi ai candidati viene richiesto di arrivare con risorse finanziarie proprie — in media circa 800 euro — per coprire le prime spese di permanenza.
Il caso Gretvėja e il tema delle tutele
A marzo, la società lituana Gretvėja ha annunciato l’obiettivo di impiegare fino a 200 autisti brasiliani. La selezione è stata gestita dall’agenzia M/Brazil, specializzata nel reperimento di conducenti per il mercato europeo e statunitense.
Parallelamente all’espansione del reclutamento extra UE, cresce il dibattito sulle condizioni di lavoro e sulle garanzie offerte ai lavoratori migranti. In diversi Paesi europei il permesso di soggiorno è legato al singolo datore di lavoro, rendendo la perdita dell’impiego un fattore critico anche sotto il profilo della permanenza legale.
Negli ultimi mesi non sono mancati contenziosi salariali che hanno coinvolto autisti provenienti da Paesi terzi, riaccendendo l’attenzione su trasparenza contrattuale, retribuzioni e conteggio dei tempi di lavoro.
Verso una nuova normalità del reclutamento?
Le imprese del settore sostengono che, in assenza di un’apertura strutturale ai lavoratori extra UE, sarà difficile garantire continuità operativa in un comparto che registra da anni un deficit cronico di conducenti.
Per Girteka, l’inserimento di autisti brasiliani rappresenta solo l’inizio di una strategia più ampia volta a costruire una forza lavoro diversificata e qualificata.
La competizione per attrarre conducenti sta ormai superando i confini europei. Se il fenomeno dovesse consolidarsi, il reclutamento globale potrebbe trasformarsi da soluzione emergenziale a componente strutturale del modello operativo dell’autotrasporto europeo.









