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Daniel Ramirez da Honolulu, USA, CC BY 2.0

Hapag-Lloyd firma l’accordo di fusione per acquistare la israeliana ZIM

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Hapag-Lloyd e ZIM sono ufficialmente allo scoperto: il vettore tedesco ha firmato un accordo di fusione per acquisire il 100% di ZIM, un’operazione valutata oltre 4 miliardi di dollari.

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Hapag-Lloyd ha firmato un accordo di fusione con ZIM Integrated Shipping Services in base al quale il vettore tedesco acquisirebbe il 100% delle azioni di ZIM al prezzo di 35,00 USD per azione, in contanti, valutando la transazione oltre 4 miliardi di USD.

Nella struttura proposta, il fondo israeliano di private equity FIMI Opportunity Funds assumerebbe la proprietà di un ramo scorporato dell’attività israeliana di linea container, che si farebbe carico della piena responsabilità della “golden share” di ZIM e rileverebbe il marchio ZIM.

Le parti hanno dichiarato che l’operazione è soggetta ad approvazioni, con l’approvazione degli azionisti di ZIM e delle autorità regolatorie prevista entro la fine del 2026.

Cosa prevede l’operazione

Secondo il comunicato stampa, l’attività scorporata di proprietà di FIMI sarà avviata come una nuova compagnia israeliana dedicata al trasporto container, con 16 navi “moderne, di grandi dimensioni ed efficienti”, e assumerà la responsabilità dei diritti speciali connessi alla quota speciale dello Stato.

Hapag-Lloyd ha dichiarato che l’entità combinata manterrebbe la propria posizione come quinta compagnia di linea container al mondo, con una flotta di oltre 400 navi, una capacità disponibile di oltre 3 milioni di TEU e un volume di trasporto annuo superiore a 18 milioni di TEU.

L’azienda stima che la transazione genererebbe “diverse centinaia di milioni di USD” di sinergie annue.

L’amministratore delegato di Hapag-Lloyd, Rolf Habben Jansen, ha affermato che i clienti vedrebbero una rete più solida sulle rotte commerciali, tra cui Transpacifico, intra-Asia, Atlantico, America Latina e Mediterraneo orientale.

“Business as usual” fino al closing

Hapag-Lloyd e ZIM hanno dichiarato che rimarranno concorrenti fino alla chiusura della transazione, con una collaborazione operativa limitata agli accordi esistenti di condivisione delle navi e di slot charter.

Trans.info ha già riportato che la golden share di Israele attribuisce allo Stato diritti speciali pensati per proteggere la capacità marittima strategica, ed è stata un fattore centrale nelle discussioni sull’acquisizione di ZIM. Nella copertura precedente, anche sindacati e stakeholder politici hanno espresso preoccupazioni sulla struttura proprietaria di qualsiasi acquirente e sulle implicazioni per gli interessi nazionali.

Le aziende hanno legato la tempistica ai via libera societari e regolatori, dichiarando che le approvazioni necessarie sono attese entro la fine del 2026.

Se il processo procederà come previsto, le prossime tappe da monitorare saranno il voto degli azionisti di ZIM, le decisioni delle autorità antitrust/regolatorie e la costituzione formale della “nuova ZIM” di proprietà di FIMI, che assumerà gli obblighi legati alla golden share.

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