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La nuova piattaforma UE per il reclutamento suscita preoccupazioni nel settore dei trasporti

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Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sulla proposta Talent Pool – una piattaforma UE pensata per mettere in contatto i datori di lavoro con candidati provenienti da Paesi extra UE. Tuttavia, l’ETF (European Transport Workers’ Federation) avverte che le soluzioni adottate potrebbero aprire la porta ad abusi e aggravare i problemi di dumping sociale nel settore.

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Secondo l’ETF, le nuove regole potrebbero avere un impatto diretto sul settore del trasporto merci su strada, che già dipende in larga misura da autisti provenienti da Paesi terzi.

Con un voto in seduta plenaria, il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione in prima lettura sulla proposta Talent Pool presentata dalla Commissione europea. Il progetto prevede la creazione di una piattaforma che metta in contatto lavoratori provenienti da Paesi extra UE con aziende operanti negli Stati membri.

L’obiettivo dell’iniziativa è rendere più semplice il reclutamento nei settori che soffrono di carenza di manodopera. Tra questi rientra il trasporto su strada, che in molti Paesi europei deve far fronte a una cronica mancanza di autisti professionisti.

Gli Stati membri potranno aderire al bacino di talenti dell’UE su base volontaria e ritirarsi, con un preavviso di nove mesi

Il bacino di talenti dell’UE non crea nuovi canali legali per la migrazione verso l’UE; piuttosto, abbina le posizioni lavorative vacanti pubblicate dai datori di lavoro con sede negli Stati membri che partecipano al programma con cittadini di Paesi terzi che cercano un impiego e risiedono al di fuori dell’UE. La selezione di un candidato da parte di un datore di lavoro non garantisce il diritto di ingresso o di soggiorno, sebbene gli Stati membri possano, in base al diritto nazionale, agevolare e accelerare le procedure pertinenti. Informazioni generali sulle procedure per ottenere documenti di soggiorno e visti saranno disponibili sia sulla piattaforma sia tramite i punti di contatto nazionali” – si legge nella dichiarazione del Parlamento europeo.

Sindacati: nessuna tutela per i lavoratori

La European Transport Workers’ Federation osserva che il testo adottato non include tutele fondamentali per i lavoratori. L’organizzazione sottolinea che la proposta non prevede meccanismi che consentano ai lavoratori di presentare reclami in caso di abusi e che mancano anche informazioni chiare sui diritti del lavoro o sull’accesso alle prestazioni.

Secondo la federazione, non vi sono inoltre garanzie in merito a un reclutamento e a un impiego corretti, il che potrebbe portare a situazioni in cui i lavoratori provenienti da Paesi terzi risultino più esposti a pratiche scorrette.

Allo stesso tempo, l’organizzazione evidenzia di sostenere l’accesso dei lavoratori migranti al mercato del lavoro nell’Unione europea, ma – come osserva – dovrebbero godere degli stessi diritti del lavoro, sindacali e sociali dei cittadini degli Stati membri.

Rischio di un numero crescente di intermediari

Un altro aspetto evidenziato dai rappresentanti dei lavoratori riguarda il ruolo degli intermediari nel processo di reclutamento. In base alla proposta, la piattaforma potrebbe essere utilizzata da numerosi soggetti che operano come intermediari del lavoro, che non sono regolamentati a livello dell’Unione europea.

Secondo la federazione, ciò potrebbe rendere più difficile individuare le responsabilità in caso di abusi, come dumping sociale o fittizio distacco dei lavoratori negli Stati membri.

Più intermediari ci sono nella catena occupazionale, più diventa difficile determinare le responsabilità per eventuali violazioni delle norme.

Possibile afflusso di lavoratori non tutelati

Sebbene la partecipazione degli Stati membri al sistema Talent Pool debba essere volontaria, la federazione ritiene che qualsiasi Paese che decida di aderire alla piattaforma potrebbe diventare un potenziale punto di accesso per un afflusso di lavoratori migranti non tutelati nell’Unione europea.

In pratica, ciò potrebbe avere ripercussioni anche sul mercato dei trasporti, dove le aziende ricorrono sempre più ad autisti provenienti da Paesi terzi per colmare le carenze di personale.

I sindacati hanno chiesto di mettere il progetto in pausa

In precedenza, le federazioni sindacali europee avevano chiesto il ritiro del progetto Talent Pool, sostenendo che sia prematuro. Hanno sottolineato che le iniziative legislative previste sulla mobilità dei lavoratori e sulla qualità del lavoro potrebbero regolamentare questi aspetti in modo più efficace.

Tra queste figurano, tra l’altro, un pacchetto previsto sulla mobilità equa dei lavoratori, una revisione del mandato dell’Autorità europea del lavoro e una tabella di marcia sulla qualità del lavoro.

Secondo i sindacati, solo norme complete sul subappalto e sull’intermediazione del lavoro potrebbero ridurre efficacemente il rischio di sfruttamento dei lavoratori in catene occupazionali complesse.

In pratica, ciò potrebbe avere ripercussioni anche sul mercato dei trasporti, dove le aziende ricorrono sempre più ad autisti provenienti da Paesi terzi per colmare le carenze di personale.

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