LC3 trasporti/LinkedIN

Idrogeno e HVO, l’Italia sperimenta il camion dual fuel per tagliare le emissioni

Puoi leggere questo articolo in 3 minuti

Presentato a Transpotec Logitec 2026 il progetto H-Dual sviluppato da Ford Trucks, Ecomotive Solutions, Politecnico di Milano e Sfbm. Obiettivo: ridurre fino al 90% della CO2 sfruttando infrastrutture già esistenti.

Dietro questo testo c'è una persona, non un'intelligenza artificiale. Questo materiale è stato interamente preparato dal redattore, utilizzando la sua conoscenza ed esperienza.

Un camion pesante alimentato contemporaneamente da HVO, idrogeno e, in prospettiva, idrobiometano. È una delle strade su cui l’industria italiana dell’autotrasporto prova a giocare la partita della decarbonizzazione senza attendere una rivoluzione completa delle infrastrutture. Il progetto si chiama H-Dual ed è stato presentato a Transpotec Logitec 2026, la principale manifestazione italiana dedicata alla logistica e al trasporto merci.

La tecnologia dual fuel

Il veicolo sviluppato sulla piattaforma Ford Trucks utilizza un sistema dual fuel progettato da Ecomotive Solutions: il motore può funzionare con diesel HVO in combinazione con idrogeno oppure con miscele di idrogeno e biometano. Una soluzione che, secondo i promotori, consentirebbe di abbattere le emissioni di CO₂ fino al 90%, mantenendo però tempi di rifornimento, autonomia e operatività compatibili con le esigenze del trasporto pesante.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Ford Trucks, Ecomotive Solutions, il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, LC3 Trasporti, Greenture del gruppo Snam e Sfbm, società controllata dal Gestore dei Servizi Energetici. L’obiettivo dichiarato è accelerare la transizione energetica del trasporto merci utilizzando tecnologie applicabili nell’immediato e compatibili con la rete distributiva esistente.

La sfida delle infrastrutture

La strategia industriale punta soprattutto a evitare il tradizionale dilemma tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Invece di attendere la diffusione capillare di infrastrutture dedicate all’idrogeno puro, il sistema H-Dual mira infatti a integrare progressivamente combustibili alternativi all’interno di motorizzazioni già operative.

Secondo Nicola Russo, amministratore delegato di Ford Trucks Italia, l’ambizione è arrivare a una commercializzazione su larga scala della tecnologia, costruendo una logistica a basse emissioni senza compromettere la competitività delle imprese di trasporto.

Una parte cruciale del programma riguarda proprio la rete di rifornimento. I partner analizzeranno i dati provenienti dalle prime stazioni dedicate all’idrogeno, a partire dall’impianto di Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, considerato uno dei primi nodi strategici per il trasporto pesante lungo le direttrici logistiche del Nord Italia.

Sicurezza e sperimentazione

Sfbm e Greenture avranno invece il compito di sviluppare serbatoi ad alta pressione e infrastrutture di distribuzione, oltre a coordinare i test di sicurezza sui componenti. Marco Mele, amministratore unico di Sfbm, ha ricordato che la società ha già condotto sperimentazioni sull’utilizzo di miscele di idrogeno e idrobiometano per mezzi pubblici e privati, con test che avrebbero certificato la sicurezza di percentuali di idrogeno fino al 60% nelle bombole in acciaio.

Il debutto a Transpotec conferma anche il crescente interesse del settore logistico verso tecnologie di transizione capaci di ridurre rapidamente le emissioni senza imporre una sostituzione totale delle flotte circolanti. In un comparto dove elettrificazione e idrogeno puro restano frenati da costi elevati e infrastrutture ancora limitate, i sistemi dual fuel si candidano a diventare una delle soluzioni ponte più concrete per il trasporto merci europeo.

Tags:

Leggi anche