Un incidente mortale in un’area di servizio di un’autostrada tedesca ha riportato ancora una volta l’attenzione su uno dei fallimenti infrastrutturali più persistenti e pericolosi d’Europa: la cronica carenza di parcheggi sicuri e legali per i camion. Sebbene il tema venga discusso da anni, i recenti incidenti dimostrano che le conseguenze non sono più soltanto teoriche.
All’inizio di dicembre 2025, si è verificato un grave incidente nell’area di servizio Am Blauen Stein sull’autostrada A61 nel Nord Reno-Vestfalia. Una piccola autovettura ha tamponato un autoarticolato fermo nei pressi dell’uscita dell’area di servizio.
Secondo quanto riportato dai media tedeschi, il camion era parcheggiato vicino all’uscita dell’area di servizio dopo che gli stalli di sosta designati erano già pieni. L’impatto ha avuto conseguenze devastanti: un passeggero di 53 anni è morto sul colpo, mentre il conducente, 49 anni, ha riportato ferite potenzialmente letali ed è stato estratto dalle lamiere dai soccorsi.
La polizia tedesca ha aperto un’indagine per stabilire se il camion fosse parcheggiato illegalmente. Tuttavia, il contesto più ampio era già noto al settore: l’autista aveva esaurito le possibilità di sosta legali.
Non si è trattato di un episodio isolato.
Solo pochi mesi prima, nel luglio 2025, un altro grave incidente si è verificato nell’area di servizio Varrelheide-Nord sulla A2 vicino ad Hannover. Un’auto si è schiantata ad alta velocità contro un rimorchio in sosta.
Una persona è morta e altre tre sono rimaste gravemente ferite. È stato impiegato un elicottero di soccorso e l’autostrada è rimasta chiusa per diverse ore. Come nel caso della A61, il camion era fermo in un’area di servizio dove la capacità di parcheggio era insufficiente rispetto alla domanda.
I rischi per la sicurezza legati ai camion in sosta non riguardano solo la Germania. Anche il Belgio ha registrato gravi incidenti che hanno coinvolto veicoli pesanti fermi, tra cui uno schianto riportato a fine gennaio 2026.
Secondo la cronaca locale, un’autovettura si è scontrata con un camion in sosta il 30 gennaio 2026, lasciando il conducente dell’auto gravemente ferito. Il resoconto ha confermato che il camion era fermo al momento dell’impatto, ma non ha indicato l’esatta località o il tratto stradale.
Di chi è la colpa di questi incidenti?
Considerati nel loro insieme, questi casi indicano un modello ricorrente più che una serie di tragedie scollegate. Eppure la reazione pubblica a incidenti di questo tipo è spesso rapida e semplicistica, con la colpa che viene subito attribuita agli autisti di camion.
In tutti e tre i casi descritti sopra, però, i veicoli coinvolti erano camion fermi. I mezzi pesanti non hanno urtato altri utenti della strada: erano già arrestati. Questo solleva una domanda scomoda ma necessaria: come si può spiegare che questi incidenti siano imputabili esclusivamente agli autisti di camion?
La realtà è più complessa. Prevenire incidenti di questo tipo non è una questione di comportamento individuale, ma di condizioni di sistema che determinano le scelte a disposizione degli autisti.
Dopo l’incidente in Belgio, un commento di settore riportato da Flows ha evidenziato una contraddizione strutturale al cuore del trasporto stradale europeo. Gli autisti sono tenuti per legge a fermarsi e a riposare una volta raggiunti i limiti di guida. Eppure, in molte regioni, non c’è semplicemente sufficiente capacità di parcheggio autorizzata perché tutti i veicoli possano farlo in modo sicuro e legale.
Quando le aree di servizio si riempiono ore prima del calare della notte, gli autisti restano senza alternative reali. Continuare a guidare significherebbe violare la legge. Fermarsi altrove può rispettare le regole sul riposo, ma introduce nuovi rischi per la sicurezza degli autisti e degli altri utenti della strada.
Questa mancanza di scelta è centrale per capire perché i camion in sosta continuino a comparire in luoghi inadatti o pericolosi. Non è una questione di irresponsabilità, ma di un’infrastruttura che non è riuscita a tenere il passo con i volumi di traffico e con le esigenze normative.
Un fallimento strutturale, confermato da settore ed esperti
Le organizzazioni di settore e gli esperti di sicurezza stradale avvertono da anni che il deficit di parcheggi per camion in Europa non è un inconveniente isolato ma un fallimento sistemico con conseguenze dirette sulla sicurezza.
Secondo i dati citati dalla Commissione europea e da gruppi di settore, nell’UE mancano diverse centinaia di migliaia di posti di sosta per camion, soprattutto lungo i principali corridoi merci. Solo una piccola parte delle strutture esistenti soddisfa gli standard minimi di sicurezza e protezione, lasciando agli autisti poche opzioni legali una volta raggiunti i limiti di riposo obbligatorio.
In Germania, l’entità del problema è stata più volte evidenziata dall’ADAC, che ha avvertito come il cronico sottoinvestimento nelle aree di servizio autostradali abbia normalizzato pratiche di sosta pericolose. L’ADAC ha sottolineato che i camion finiscono regolarmente su rampe, uscite e corsie di emergenza non per negligenza degli autisti, ma perché le aree di parcheggio ufficiali sono piene ore prima dell’inizio dei periodi di riposo notturni.
L’International Road Transport Union (IRU) ha formulato valutazioni analoghe a livello europeo, collegando direttamente la mancanza di parcheggi sicuri alla sicurezza stradale, alla criminalità legata alle merci e al benessere degli autisti. L’organizzazione ha ribadito più volte che far rispettare le norme su guida e riposo senza offrire un’infrastruttura di sosta sufficiente mette gli autisti in una posizione impossibile: rispettare la legge, ma accettare condizioni di sosta non sicure.
Anche gli stessi operatori dell’autotrasporto hanno riecheggiato queste preoccupazioni: le aziende hanno avvertito che la carenza di parcheggi compromette sia la pianificazione operativa sia la fidelizzazione del personale. Gli autisti sono spesso costretti a fermarsi prima del previsto, perdere le finestre di consegna o parcheggiare in luoghi in cui non si sentono al sicuro — tutti fattori che aumentano lo stress in un lavoro già molto impegnativo.
Anche i grandi operatori di flotte hanno riconosciuto pubblicamente il legame tra le condizioni di sosta e la carenza di autisti. Rappresentanti di aziende come Girteka hanno osservato che strutture stradali inadeguate e l’incertezza quotidiana di trovare un luogo legale dove riposare sono tra i fattori che spingono gli autisti esperti a lasciare la professione e scoraggiano i nuovi ingressi.
Il Regno Unito: cronica insufficienza di capacità confermata da dati di settore e governativi
La carenza di parcheggi per camion nel Regno Unito è ben documentata sia dagli organismi di settore sia da ricerche sostenute dal governo. Secondo le stime della Road Haulage Association (RHA), il Regno Unito convive da tempo con un deficit di circa 11.000–12.000 posti di sosta per camion, un dato ripetutamente citato dall’associazione nelle evidenze presentate al governo e richiamato nelle analisi di settore.
Questa valutazione è supportata dai risultati delle indagini sulla capacità di parcheggio per HGV del Dipartimento dei Trasporti del Regno Unito, che hanno mostrato come la domanda di sosta notturna superi regolarmente l’offerta, in particolare vicino a porti, principali hub logistici e corridoi stradali strategici. Queste indagini confermano che molti siti ufficiali raggiungono la capienza massima ben prima dell’inizio dei periodi di riposo obbligatorio degli autisti.
La carenza ha portato a un ricorso diffuso a luoghi informali e inadatti, tra cui aree industriali, strade di accesso, perimetri di parchi commerciali e piazzole di sosta lungo le autostrade. Questi luoghi non dispongono di caratteristiche di sicurezza di base e non sono mai stati progettati per accogliere veicoli pesanti.
La RHA ha ripetutamente avvertito che questa situazione rappresenta un fallimento sistemico, non una mancata conformità individuale. Nelle sue dichiarazioni pubbliche, l’associazione ha sottolineato che gli autisti spesso non hanno alcuna alternativa legale quando le ore di guida scadono, finendo per violare le norme se continuano a guidare o per correre rischi se si fermano in luoghi non sicuri.
La risposta alla carenza passa anche da nuovi interventi infrastrutturali, come la realizzazione di un parcheggio per camion con standard di sicurezza elevati.











