Nel cuore della logistica europea, l’Italia si distingue per le dimensioni della propria flotta di veicoli destinati al trasporto merci. Secondo il rapporto “Vehicles on European Roads 2026” pubblicato dall’ACEA, aggiornato ai dati del 2024, il Paese conta oltre 5,7 milioni di veicoli commerciali attivi, di cui quasi un milione sono camion con massa superiore a 3,5 tonnellate e più di 4,6 milioni sono furgoni.
Questi numeri pongono l’Italia ai vertici dell’Unione Europea, davanti a grandi economie come la Germania o la Spagna, e seconda soltanto alla Francia nel segmento dei van.
In particolare, l’Italia può vantare il primato assoluto nella flotta di camion circolanti in UE, superando i 988 mila veicoli pesanti e superando la Germania (969 mila) e la Polonia (841 mila). Un dato che, se da un lato testimonia l’importanza strategica del trasporto su gomma per l’economia nazionale, dall’altro rivela una dipendenza strutturale da una modalità logistica tuttora difficile da decarbonizzare.
Crescita contenuta, ma costante
Rispetto all’anno precedente, la crescita della flotta è stata contenuta ma costante: +1% per i mezzi pesanti e +2,4% per i veicoli leggeri. Tuttavia, questo incremento è accompagnato da un fattore che pesa sempre più sul futuro del comparto: l’età avanzata dei veicoli.
L’Italia detiene uno dei parchi mezzi più anziani d’Europa. I camion hanno un’età media di quasi 20 anni, a fronte dei 14 della media UE. Peggio fanno solo Grecia (22,9 anni) e Malta (22 anni), mentre paesi come Austria o Lussemburgo si attestano sotto i 10 anni.
I 5 Paesi UE con il maggior numero di camion (>3,5 t)
| Paese | Camion 2023 | Camion 2024 | Variazione (%) |
| Italia | 978 036 | 988 165 | +1,0% |
| Germania | 977 673 | 969 920 | −0,8% |
| Polonia | 832 294 | 841 545 | +1,11% |
| Francia | 625 846 | 621 501 | −0,70% |
| Spagna | 596 581 | 616 878 | +3,40% |
ACEA
Una flotta vecchia che fatica a rinnovarsi
Anche tra i van la situazione è tutt’altro che rosea: con un’età media di 15 anni, l’Italia registra il valore più elevato tra le quattro grandi economie europee, superando anche la Spagna (14,7 anni) e ben al di sopra della Germania (9,3). Questi numeri non solo pongono l’Italia in coda alla transizione ecologica, ma hanno conseguenze concrete su consumi, emissioni e affidabilità dei mezzi.
Il diesel ancora dominante
Sul fronte delle alimentazioni, il quadro è altrettanto critico. Il diesel continua a dominare in modo quasi assoluto: secondo ACEA, oltre il 96% dei camion in circolazione in Europa è alimentato a gasolio, e in Italia la situazione è del tutto analoga.
I veicoli elettrici rappresentano appena lo 0,3% della flotta pesante. Per i van, il diesel copre oltre il 90% del totale, mentre i mezzi elettrici restano marginali, intorno all’1,3% a livello UE.
È evidente che, nonostante le ambizioni europee sulla neutralità climatica, il settore della logistica italiana fatica ad allinearsi agli obiettivi di decarbonizzazione. I Paesi che stanno mostrando segnali concreti di cambiamento – come Paesi Bassi, Danimarca o Lussemburgo – restano eccezioni, più che modelli già replicabili.
Ciò che emerge chiaramente dal rapporto è che l’Italia è sì un colosso della movimentazione merci su strada, ma con una base infrastrutturale obsoleta. La sua dipendenza da veicoli vecchi e altamente inquinanti rischia di trasformarsi in un freno alla competitività internazionale, soprattutto in un contesto europeo che accelera – seppur con difficoltà – verso forme di mobilità più sostenibili.









