Maersk e Hapag-Lloyd compiono un primo passo verso il ritorno nel corridoio del Mar Rosso. I due gruppi hanno annunciato che il servizio container AE15/SE3 della rete Gemini Cooperation tornerà a transitare attraverso il Canale di Suez, abbandonando il più lungo instradamento via Capo di Buona Speranza adottato negli ultimi mesi a causa della crisi della sicurezza nella regione.
La modifica riguarda esclusivamente questa linea e, almeno per il momento, non interessa gli altri collegamenti Est-Ovest della rete Gemini. La prima partenza con il nuovo itinerario sarà effettuata dalla Majestic Maersk.
Con il nuovo assetto, il servizio collegherà Qingdao, Kwangyang, Ningbo, Tanjung Pelepas, Port Said, Damietta, Colombo e Singapore, ripristinando il passaggio attraverso Suez.
Una decisione legata al quadro di sicurezza
Secondo Maersk, la scelta è il risultato di una valutazione congiunta con Hapag-Lloyd sulle condizioni di sicurezza nel Mar Rosso e rappresenta un primo passo verso un possibile ritorno graduale lungo il corridoio trans-Suez.
Il gruppo precisa tuttavia che non si tratta di un ripristino generalizzato dei servizi. Eventuali ulteriori modifiche dipenderanno dall’evoluzione della situazione nell’area e dall’assenza di nuove escalation. Qualora il quadro dovesse peggiorare, il servizio potrebbe tornare a essere instradato via Capo di Buona Speranza.
Secondo quanto riferito da Reuters, un portavoce di Hapag-Lloyd ha spiegato che il nuovo itinerario consentirà di ridurre i tempi di transito fino a quattro settimane rispetto all’attuale percorso.
Jensen: “Un segnale positivo, ma non un ritorno completo”
L’analista del settore container Lars Jensen ha definito l’annuncio “una buona notizia nella crisi del Mar Rosso”, sottolineando però che il cambiamento riguarda esclusivamente il servizio AE15/SE3 e non rappresenta ancora una riapertura dell’intera rete Gemini attraverso Suez.
Secondo Jensen, nella valutazione dei vettori pesa anche l’ipotesi che le tensioni nello Stretto di Hormuz non si estendano al Mar Rosso. L’analista osserva inoltre che il traffico delle portacontainer nel Golfo Persico rimane limitato e che molti carrier continuano a privilegiare il riposizionamento delle navi al di fuori dell’area.
Una strategia già delineata nei mesi scorsi
La decisione segue una linea già anticipata all’inizio dell’anno. A febbraio Maersk e Hapag-Lloyd avevano annunciato che un servizio Gemini tra India, Medio Oriente e Mediterraneo avrebbe ripreso il transito nel Mar Rosso con supporto navale, lasciando intendere che, al migliorare delle condizioni di sicurezza, anche altri collegamenti avrebbero potuto seguire lo stesso percorso.
Il ritorno dell’AE15/SE3 appare quindi come un test operativo, più che come una riapertura completa della rotta attraverso il Canale di Suez.
Un passaggio osservato con attenzione dal mercato
La scelta dei due vettori viene seguita con interesse dall’intero settore dello shipping. Il Canale di Suez rappresenta infatti la principale via marittima tra Asia ed Europa: quando le navi sono costrette a circumnavigare l’Africa attraverso il Capo di Buona Speranza, aumentano i tempi di navigazione, si riduce la capacità disponibile della flotta e cresce la pressione sui noli.
Un ritorno progressivo a Suez avrebbe l’effetto opposto, accorciando i viaggi e aumentando la capacità effettivamente disponibile sul mercato, con possibili riflessi anche sulle tariffe di trasporto.
Reuters riferisce che, dopo l’annuncio, i titoli di Maersk e Hapag-Lloyd hanno registrato un calo, mentre gli investitori valutavano l’impatto che un eventuale ritorno più ampio nel Mar Rosso potrebbe avere sui ricavi dei principali vettori.
La prudenza resta la linea guida
Per gli spedizionieri, il ripristino dell’AE15/SE3 offre una possibile alternativa più rapida sulle rotte tra Asia ed Europa. Tuttavia, i due carrier mantengono un approccio estremamente prudente.
Maersk ribadisce che la sicurezza di equipaggi, navi e merci resta la priorità assoluta e conferma la disponibilità di piani di contingenza qualora la situazione nell’area dovesse deteriorarsi.
La cautela trova conferma anche nei recenti episodi registrati nel Golfo Persico. Reuters riferisce che tre petroliere sono state colpite nello Stretto di Hormuz, evento che ha spinto diverse navi cisterna a rinunciare al transito, dimostrando quanto rapidamente gli incidenti di sicurezza possano incidere sulle decisioni operative delle compagnie marittime.









