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Container, il mercato torna a respirare: Hapag-Lloyd alza la guidance dopo Maersk

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Domanda più sostenuta e noli spot in ripresa spingono il secondo armatore europeo a rivedere al rialzo le stime. Dopo Maersk, arrivano nuovi segnali di fiducia per il trasporto marittimo di container.

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Il mercato del trasporto container mostra i primi segnali concreti di ripresa e Hapag-Lloyd rivede sensibilmente al rialzo le proprie prospettive per il 2026. Il gruppo tedesco attribuisce il miglioramento delle stime alla tenuta della domanda di mercato e al rafforzamento dei noli spot, confermando un’inversione di tendenza che nelle scorse settimane era stata già evidenziata anche da Maersk.

La revisione riguarda innanzitutto l’EBITDA, che Hapag-Lloyd prevede ora compreso tra 2,7 e 3,7 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forchetta di 1,1-3,1 miliardi. Il limite inferiore della guidance migliora quindi di 1,6 miliardi di dollari, segnale della maggiore fiducia del management sull’andamento del mercato nei prossimi mesi.

Migliorano anche le prospettive per l’EBIT, ora atteso tra 100 milioni e 1,1 miliardi di dollari, contro la precedente stima che oscillava tra una perdita di 1,5 miliardi e un utile di 500 milioni di dollari.

Anche nella conversione in euro il quadro risulta sensibilmente più favorevole. L’EBITDA previsto sale a 2,3-3,2 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 0,9-2,6 miliardi, mentre l’EBIT passa da una stima compresa tra -1,3 miliardi e 400 milioni di euro a una nuova forchetta tra 100 milioni e 1 miliardo di euro.

Secondo la compagnia, l’aggiornamento riflette “la recente forza della domanda di mercato e l’andamento positivo dei noli spot”, elementi che stanno sostenendo la redditività del settore dopo un avvio d’anno più debole.

Maersk aveva già indicato la stessa direzione

L’annuncio di Hapag-Lloyd arriva a poche settimane di distanza da quello di Maersk, che a fine giugno aveva già rivisto in modo significativo le proprie previsioni, rafforzando l’idea che il miglioramento riguardi l’intero comparto e non un singolo operatore.

Il gruppo danese ha innalzato la guidance dell’EBITDA “underlying” da 4,5-7 miliardi di dollari a 8-10 miliardi, mentre l’EBIT “underlying” è stato rivisto da una precedente forchetta compresa tra -1,5 miliardi e +1 miliardo a un intervallo di 2-4 miliardi di dollari.

Anche la previsione sul free cash flow è stata migliorata, passando da almeno -3 miliardi ad almeno -1,5 miliardi di dollari. Maersk collega la revisione agli stessi fattori indicati da Hapag-Lloyd: l’aumento dei noli spot e la solidità della domanda di container, soprattutto sulle rotte dell’Estremo Oriente.

Il gruppo danese ha inoltre aggiornato le proprie attese sulla crescita del mercato globale dei container, che ora viene stimata intorno al 4% nel 2026, rispetto alla precedente previsione compresa tra il 2% e il 4%.

Gli altri operatori osservano l’evoluzione del mercato

Gli altri grandi vettori non hanno ancora comunicato revisioni di guidance della stessa portata, ma gli ultimi dati confermano un contesto in graduale miglioramento.

CMA CGM ha chiuso il primo trimestre con un ricavo medio marittimo di 1.351 dollari per TEU, in calo del 9,8% su base annua, mentre l’EBITDA della divisione shipping è sceso da 2,5 miliardi a 1,5 miliardi di dollari, risentendo della debolezza dei noli registrata nella prima parte dell’anno.

Il gruppo francese ha tuttavia evidenziato che verso la fine del trimestre i noli spot hanno iniziato a recuperare, accompagnati da una crescita dei volumi trasportati, saliti dell’1,5% fino a 5,9 milioni di TEU.

Le revisioni di Hapag-Lloyd e Maersk rappresentano così il primo segnale concreto di una possibile fase di recupero della redditività nel trasporto container. Resta da capire se il rafforzamento della domanda e dei noli sarà sufficiente a convincere anche gli altri grandi operatori del settore ad aggiornare al rialzo le proprie prospettive nei prossimi mesi.

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