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Mercato camion in Italia, crescita del 3% trainata dai trattori stradali

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Le immatricolazioni aumentano a settembre e nei primi nove mesi del 2026, ma la ripresa resta disomogenea. In difficoltà i carri e i veicoli più leggeri, mentre l’Italia perde terreno rispetto all’Europa anche nella transizione elettrica. UNRAE sollecita lo sblocco degli incentivi da 590 milioni di euro. Il mercato italiano dei veicoli industriali torna a crescere, ma la ripresa continua a mostrare segnali di fragilità. A settembre 2026 le immatricolazioni sono aumentate del 3,4%, mentre il bilancio dei primi nove mesi registra un progresso del 3%. A sostenere il settore sono soprattutto i trattori stradali, in forte recupero dopo le difficoltà dello scorso anno. La crescita, tuttavia, non coinvolge tutte le categorie di veicoli: i carri perdono terreno, i segmenti più leggeri restano sotto pressione e il mercato nazionale procede più lentamente rispetto alla media europea.

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L’essenziale in breve

  • Il mercato italiano dei veicoli industriali cresce del 3% nei primi nove mesi del 2026, con 21.332 immatricolazioni.
  • I trattori stradali registrano un aumento del 13,3%, mentre i carri arretrano del 7,6%.
  • Le immatricolazioni restano inferiori di circa il 5% rispetto ai livelli del 2024.
  • L’Italia cresce meno della media europea e accumula ritardi nella diffusione dei camion elettrici.
  • UNRAE chiede di rendere operativo il fondo da 590 milioni di euro per il rinnovo delle flotte.

Trattori stradali protagonisti della ripresa

Secondo i dati diffusi da UNRAE, tra gennaio e settembre 2026 sono stati immatricolati in Italia 21.332 veicoli industriali, contro i 20.717 dello stesso periodo del 2025. L’incremento complessivo ammonta a 615 unità, pari al 3%.

Dietro questo risultato si nasconde però una forte differenza tra le principali categorie. I trattori stradali sono passati da 9.994 a 11.321 immatricolazioni, con una crescita del 13,3% e un aumento di 1.327 unità.

Senza il contributo dei trattori stradali, il mercato avrebbe registrato una contrazione del 6,6%, perdendo complessivamente 712 immatricolazioni. Un dato che evidenzia come la ripresa sia concentrata su una parte specifica della domanda, anziché rappresentare un recupero generalizzato degli investimenti.

La distanza emerge soprattutto nel segmento dei veicoli pesanti, con massa pari o superiore a 16 tonnellate. Nei primi nove mesi dell’anno questa categoria registra una crescita complessiva del 4,2%, ma con risultati opposti al suo interno: mentre i trattori avanzano del 13,3%, i carri scendono da 7.628 a 7.048 unità, segnando una flessione del 7,6%.

Anche settembre conferma questa tendenza. Le immatricolazioni complessive raggiungono 2.146 unità, in aumento del 3,4% su base annua. I trattori pesanti crescono dell’11,4%, mentre i carri registrano una diminuzione del 6,4%.

Un’inversione di tendenza rispetto al 2025

Il quadro attuale rappresenta un’inversione rispetto a quanto osservato nel 2025, quando i trattori stradali avevano chiuso l’anno con un calo del 6,4%, a fronte di una crescita del 2,8% dei carri.

La ripresa dei trattori potrebbe riflettere un rinnovato interesse per gli investimenti da parte delle imprese impegnate nel trasporto stradale con semirimorchio. Al contrario, la debolezza dei carri potrebbe essere collegata alla maggiore prudenza degli operatori attivi nella distribuzione specializzata e nelle applicazioni professionali.

Si tratta, tuttavia, di indicazioni che richiedono cautela. Le immatricolazioni misurano gli acquisti di nuovi veicoli e non costituiscono necessariamente un indicatore diretto dell’andamento dei volumi di merci trasportate.

Il mercato resta sotto i livelli del 2024

Nonostante il segno positivo, il settore non ha ancora recuperato il terreno perduto negli ultimi due anni.

Nei primi nove mesi del 2025, infatti, le immatricolazioni avevano registrato una flessione del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’incremento del 3% osservato nel 2026 rappresenta quindi soltanto un recupero parziale.

Rispetto alle circa 22.500 unità immatricolate tra gennaio e settembre 2024, il mercato attuale si colloca ancora su livelli inferiori di circa il 5%.

Anche l’andamento mensile conferma la mancanza di una ripresa stabile. Dopo il progresso del 6,5% registrato a giugno, luglio ha chiuso pressoché invariato (+0,1%), agosto ha segnato una contrazione del 2,5% e settembre è tornato in territorio positivo con un aumento del 3,4%.

Il settore continua dunque ad alternare segnali di recupero e nuove frenate, senza mostrare ancora una crescita sufficientemente consolidata.

Veicoli leggeri in difficoltà, andamento contrastante per i medi

Le maggiori criticità interessano i veicoli industriali di massa inferiore alle 16 tonnellate, con differenze significative tra le singole fasce.

Il segmento compreso tra 3,51 e 6 tonnellate ha registrato nei primi nove mesi del 2026 una flessione del 23%, passando da 987 a 760 immatricolazioni.

A settembre si è osservato un recupero del 22%, che ha interrotto cinque mesi consecutivi di contrazione. Il dato riguarda però appena 72 veicoli e non modifica significativamente il bilancio negativo accumulato dall’inizio dell’anno.

Più equilibrato l’andamento della fascia tra 6,01 e 15,99 tonnellate, che cresce del 4,5% nel periodo gennaio-settembre, pur registrando una diminuzione del 10,7% nell’ultimo mese.

Il risultato complessivo restituisce l’immagine di un mercato nel quale le decisioni di investimento rimangono strettamente legate alle specifiche esigenze operative delle imprese.

Europa più dinamica, Italia in ritardo sui camion elettrici

Il confronto con gli altri Paesi europei mette in evidenza ulteriori elementi di debolezza per il mercato nazionale.

Secondo i dati ACEA, nel primo semestre del 2026 le immatricolazioni di camion nell’Unione europea sono aumentate del 9,8%, mentre in Italia la crescita si è fermata al 4%.

La distanza diventa ancora più marcata osservando l’evoluzione delle motorizzazioni elettriche.

Nel primo semestre, le immatricolazioni europee di camion ricaricabili elettricamente hanno registrato un incremento del 47,7%, raggiungendo una quota del 4,8% del mercato complessivo.

In Italia, invece, le immatricolazioni di questa categoria sono diminuite del 48,9%, fermandosi a 192 unità.

La contrazione italiana riguarda soprattutto i veicoli medi. Nel segmento dei pesanti elettrici superiori a 16 tonnellate si registra invece un aumento da 21 a 39 unità. Si tratta di numeri ancora contenuti, che evidenziano una diffusione delle tecnologie a zero emissioni molto diversa tra le varie categorie.

Il diesel mantiene comunque una posizione dominante anche a livello comunitario, rappresentando il 92,1% delle nuove immatricolazioni di camion nell’Unione europea.

Incentivi, UNRAE chiede lo sblocco dei 590 milioni

In un mercato caratterizzato da una ripresa ancora discontinua, torna al centro del dibattito la questione delle misure pubbliche a sostegno del rinnovo delle flotte.

Giovanni Dattoli, presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, sollecita il Governo a rendere operativo il Fondo straordinario da 590 milioni di euro destinato all’ammodernamento del parco circolante.

A un anno dallo stanziamento delle risorse, manca ancora il decreto attuativo necessario per consentire alle imprese di accedere agli incentivi.

L’incertezza sui tempi rischia di influenzare direttamente le decisioni di acquisto degli operatori. La prospettiva di poter beneficiare in futuro di contributi pubblici, infatti, può spingere alcune aziende a rinviare gli investimenti già programmati.

UNRAE propone inoltre di riservare una quota specifica dei finanziamenti ai veicoli a zero emissioni con massa superiore a 16 tonnellate e di semplificare i criteri di accesso alle agevolazioni.

Pedaggi e costi di esercizio, la sfida della transizione

Accanto agli incentivi per l’acquisto, resta centrale il tema dei costi operativi dei veicoli industriali.

Dattoli richiama l’attenzione sulla necessità di recepire la direttiva europea Eurovignette, che prevede una differenziazione dei pedaggi stradali in funzione delle emissioni di CO₂.

La revisione recentemente approvata dal Parlamento europeo consente agli Stati membri di mantenere fino al 30 giugno 2031 le esenzioni dai pedaggi per i veicoli a zero emissioni e riduzioni fino al 75% per quelli a basse emissioni.

Si tratta di strumenti che possono incidere sulla convenienza economica delle nuove tecnologie, considerando non soltanto il prezzo iniziale del veicolo, ma anche i costi sostenuti durante il suo utilizzo.

Il rilancio del mercato dipenderà anche dalla certezza degli incentivi e dalla sostenibilità degli investimenti. Per il momento, la crescita dei trattori stradali permette al settore di chiudere in positivo i primi nove mesi del 2026, ma la persistente debolezza degli altri segmenti conferma che una ripresa diffusa del mercato italiano dei camion resta ancora da costruire.

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