A giugno, le percorrenze dei camion soggetti al pedaggio tedesco sono aumentate del 10,5% rispetto a maggio e dell’8,1% su base annua. Il dato, tuttavia, non riflette necessariamente un’accelerazione della domanda. Secondo ELVIS, a incidere è soprattutto la limitata capacità effettivamente disponibile sul mercato.
Il quadro resta infatti caratterizzato da segnali contrastanti. A luglio l’indice ELVIS relativo al trasporto a carichi parziali è diminuito del 6,9% rispetto a giugno e dell’1,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nello stesso periodo, le aspettative delle imprese di autotrasporto risultavano inferiori del 22% su base annua.
Sul fronte dei costi, nel primo trimestre del 2026 il costo del personale nel trasporto e nella logistica è aumentato del 3,7% rispetto a un anno prima. Anche l’energia continua a rappresentare una variabile difficile da gestire: a giugno il prezzo del diesel per i grandi clienti è sceso dell’11,8% su base mensile, ma è rimasto dell’11,2% sopra i livelli di giugno 2025. Nello stesso mese, l’AdBlue costava il 37,7% in più rispetto a un anno prima.
Economia debole, capacità di trasporto sotto pressione
Il rapporto ELVIS evidenzia come si sia indebolita la tradizionale correlazione tra ciclo economico e disponibilità di capacità nel trasporto stradale. La Germania non attraversa una fase di forte espansione e l’industria continua a mostrare segnali di debolezza. Nel secondo trimestre il Pil tedesco è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. A giugno, inoltre, la produzione chimica è diminuita dell’1,8% su base mensile, mentre nel comparto dei macchinari il calo ha raggiunto il 3,9%.
In condizioni normali, una dinamica di questo tipo dovrebbe tradursi in una minore pressione sulla capacità di trasporto. Il mercato mostra invece una situazione diversa: a fronte di una domanda moderata, l’utilizzo dei mezzi resta elevato, mentre aumentano i costi operativi e la disponibilità di conducenti si riduce.
Il risultato è un mercato nel quale la capacità effettivamente disponibile conta almeno quanto i volumi da trasportare.
Camion molto utilizzati, ma non è ancora una ripresa
Uno degli indicatori più significativi riguarda le percorrenze dei veicoli soggetti al pedaggio in Germania. A giugno i chilometri percorsi sono aumentati del 10,5% rispetto a maggio e dell’8,1% rispetto a giugno 2025.
A prima vista, la dinamica potrebbe suggerire una ripresa consistente dell’attività. ELVIS invita però a una lettura più prudente.
«Un elevato livello di utilizzo non va confuso con la forza del mercato. Il vero fattore determinante oggi è la scarsità di capacità di trasporto», spiega Nikolja Grabowski, membro del consiglio direttivo di ELVIS.
I dati sui carichi parziali confermano un andamento tutt’altro che uniforme della domanda. A luglio l’indice ELVIS del segmento è diminuito del 6,9% rispetto a giugno e dell’1,6% su base annua.
L’elevato utilizzo delle flotte non è quindi sufficiente, da solo, per parlare di ripresa: una parte della pressione sul mercato deriva dalla riduzione della capacità che i vettori riescono concretamente a mettere a disposizione.
Le ferie accentuano la carenza di autisti
La criticità diventa particolarmente evidente durante i mesi estivi. La domanda di trasporto tende tradizionalmente a rallentare nel periodo delle vacanze, ma contemporaneamente diminuisce anche il numero di conducenti disponibili.
Secondo ELVIS, molti vettori non dispongono più di personale sufficiente per mantenere una riserva operativa adeguata. Quando gli autisti abituali sono in ferie, può diventare difficile persino mettere su strada tutti i mezzi disponibili.
È un elemento cruciale per interpretare correttamente la capacità del mercato: il numero di camion presenti in una flotta non coincide necessariamente con il numero di mezzi che possono essere effettivamente impiegati. Senza un conducente, un veicolo tecnicamente operativo non genera capacità di trasporto.
ELVIS invita quindi le imprese a rafforzare le politiche di assunzione e fidelizzazione degli autisti in vista dell’aumento stagionale dell’attività previsto per l’autunno. Per molti operatori, tuttavia, i margini di intervento restano limitati.
Il costo del lavoro continua a crescere
La scarsità di personale si riflette direttamente sui costi dei vettori. Nel settore tedesco del trasporto e della logistica, il costo del personale è aumentato del 3,7% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Secondo i dati riportati da ELVIS, nel 2025 la retribuzione lorda media mensile dei conducenti professionali in Germania, al netto dei benefit aggiuntivi, era pari a 3.400 euro, ovvero 40.800 euro su base annua.
La media raggiungeva 3.459 euro al mese nei Länder occidentali e 3.122 euro in quelli orientali. Includendo i benefit, il dato nazionale saliva a 3.524 euro mensili, pari a 42.288 euro l’anno. Rispetto al 2024, la retribuzione di base degli autisti è aumentata in media del 4,1%.
La dinamica conferma come la disponibilità di personale stia diventando non soltanto un vincolo operativo, ma anche un fattore strutturale di costo.
Diesel in calo a giugno, ma resta la volatilità
I costi energetici costituiscono un’altra importante fonte di incertezza. A giugno l’indice del prezzo del diesel per i grandi clienti è diminuito dell’11,8% rispetto a maggio. La flessione mensile non ha tuttavia compensato l’aumento su base annua: il carburante costava ancora l’11,2% in più rispetto a giugno 2025.
Secondo ELVIS, inoltre, le quotazioni successive hanno riportato i prezzi su livelli elevati. Per le imprese il problema non riguarda soltanto il valore assoluto del carburante, ma soprattutto la rapidità delle oscillazioni, che rende più difficile stimare e programmare i costi.
«Per gli spedizionieri la difficoltà non dipende solo dal livello dei prezzi, ma anche dalla velocità con cui cambiano. Calcolare con affidabilità i costi di trasporto è sempre più difficile», osserva Grabowski.
Il mercato spot è particolarmente esposto a queste variazioni: le tariffe definite a ridosso della partenza devono incorporare costi che possono cambiare sensibilmente in tempi molto brevi.
AdBlue: prezzi ancora nettamente superiori al 2025
La pressione sui costi non riguarda soltanto il carburante. A giugno il prezzo dell’AdBlue risultava superiore del 37,7% rispetto allo stesso mese del 2025, nonostante una diminuzione del 6,1% rispetto a maggio.
Sono aumentati anche i prezzi dei servizi. Gli ultimi dati disponibili, relativi al primo trimestre, indicano una crescita del 2,8% su base annua delle tariffe del trasporto stradale e del 3,2% per i servizi di magazzinaggio e le attività collegate.
Per i vettori, l’effetto combinato di salari, energia e altri costi operativi rende quindi più complesso trasformare l’elevato utilizzo della flotta in un miglioramento della redditività.
Le imprese valutano meglio il presente, ma temono il futuro
Anche le indagini condotte presso le aziende di autotrasporto restituiscono un quadro a due velocità. A luglio la valutazione della situazione corrente risultava superiore del 15,6% rispetto a un anno prima. Le aspettative per il futuro, al contrario, erano inferiori del 22% su base annua.
Nel solo confronto mensile, il giudizio sulle prospettive aziendali è peggiorato del 2,6%, mentre le previsioni sui ricavi sono diminuite del 3%.
Il settore non considera quindi l’elevato utilizzo dei mezzi una garanzia di miglioramento dei margini. La scarsità di capacità sostiene l’attività delle flotte, ma contemporaneamente le imprese devono assorbire l’aumento del costo del lavoro, la volatilità dell’energia e la persistente debolezza dell’industria.
In autunno la capacità potrebbe contare più della domanda
Con la fine delle ferie, secondo ELVIS, la disponibilità effettiva di capacità potrebbe assumere un peso ancora maggiore. La rete invita pertanto i vettori ad assicurarsi per tempo il personale e i mezzi necessari per affrontare l’aumento stagionale dell’attività.
In questo scenario, disporre di una flotta propria e di autisti assunti stabilmente può rappresentare un vantaggio operativo. Permette alle imprese di esercitare un maggiore controllo sulla capacità realmente disponibile, pur aumentando l’esposizione ai costi fissi del personale e della gestione dei mezzi.
«Le aziende che riescono a trattenere i propri autisti, ad assicurarsi la capacità necessaria e a preservare i margini avranno la flessibilità indispensabile per operare in un mercato difficile», conclude Grabowski.
Il mercato tedesco dell’autotrasporto si trova così di fronte a un paradosso strutturale: i volumi non indicano un boom, ma la capacità disponibile è sufficientemente scarsa da mantenere elevato l’utilizzo delle flotte.
Con l’avvicinarsi dell’autunno, l’equilibrio del mercato potrebbe quindi dipendere sempre meno dal numero teorico di camion presenti nelle flotte e sempre più da quanti mezzi i vettori riusciranno effettivamente a mettere su strada con un autista al volante.




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