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Nessun obbligo di camion elettrici, almeno per ora. Bruxelles fa marcia indietro

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Non ci sarà alcun obbligo per i trasportatori di acquistare camion elettrici. La Commissione europea ha fatto un passo indietro, abbandonando l’idea di quote obbligatorie di elettrificazione delle flotte e chiarendo che le norme sulle emissioni di CO2 non verranno ulteriormente inasprite.

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La Commissione ha ufficialmente rinunciato ai piani per introdurre requisiti vincolanti di elettrificazione per le flotte aziendali di camion, ritirandosi da una delle proposte più controverse discusse negli ultimi mesi nell’ambito dell’iniziativa Rendere Verdi le Flotte Aziendali.

Il cambio di rotta è confermato nel Pacchetto Automotive presentato il 16 dicembre, che definisce l’attuale strategia dell’UE per la decarbonizzazione del trasporto su strada, cercando al contempo di preservare la competitività dei settori automobilistico e logistico.

Per i trasportatori, il pacchetto è particolarmente rilevante perché chiarisce simultaneamente due questioni altamente sensibili: l’eventuale elettrificazione obbligatoria delle flotte e il futuro delle norme sulle emissioni di CO2.

Abbandonate le quote obbligatorie di camion elettrici

Nelle precedenti fasi di discussione politica, la Commissione aveva valutato l’introduzione di un obbligo per le aziende di sostituire una quota fissa delle proprie flotte con veicoli a zero emissioni, inclusi i camion. L’ipotesi, avanzata nell’ambito dell’iniziativa Rendere Verdi le Flotte Aziendali, aveva suscitato una forte opposizione nel settore dei trasporti.

Oltre 5.000 imprese avevano presentato proteste formali, avvertendo che imporre l’acquisto di camion elettrici in assenza di un’adeguata infrastruttura di ricarica, di sufficiente capacità di rete e di una reale disponibilità di veicoli avrebbe compromesso la capacità di trasporto e la competitività delle aziende.

Nel Pacchetto Automotive definitivo, la Commissione non introduce alcun obbligo a livello UE che imponga alle imprese di trasporto l’elettrificazione di una quota specifica delle flotte di camion. I veicoli pesanti sono esplicitamente esclusi dai requisiti obbligatori di rinnovo delle flotte aziendali.

Al contrario, la Commissione riconosce apertamente che le condizioni per un’elettrificazione su larga scala del trasporto pesante non sono ancora mature, in particolare per quanto riguarda la ricarica nei depositi e sulla rete pubblica, le connessioni alla rete elettrica e l’offerta di veicoli.

Cosa cambia (e cosa no) nelle regole sulle emissioni di CO2

Pur facendo marcia indietro sull’elettrificazione obbligatoria delle flotte, la Commissione ribadisce che la riduzione delle emissioni di CO₂ resta un pilastro centrale della politica europea dei trasporti. Tuttavia, il Pacchetto Automotive introduce importanti chiarimenti.

In particolare, per i trasportatori la Commissione conferma che:

  • non vengono introdotti nuovi limiti alle emissioni di CO₂;
  • gli standard di CO₂ esistenti per automobili, furgoni e veicoli pesanti restano invariati.

Per i camion, ciò significa che gli obiettivi di riduzione già concordati continuano ad applicarsi, ma senza alcun ulteriore irrigidimento attraverso questo pacchetto. Allo stesso tempo, la Commissione esclude esplicitamente di collegare la conformità alle norme sulle emissioni all’obbligo di acquistare camion elettrici.

Questo rappresenta una chiara smentita dei timori diffusi nel settore secondo cui la politica sul CO₂ sarebbe stata applicata indirettamente, costringendo le aziende di trasporto ad adottare veicoli elettrici indipendentemente dalla loro fattibilità operativa.

Obiettivi di CO2 e politica delle flotte restano separati

Uno dei messaggi centrali del Pacchetto Automotive è la netta separazione tra la regolamentazione sulle emissioni di CO2 e le politiche di “inverdimento” delle flotte aziendali.

La Commissione continua a fare affidamento su:

  • obiettivi di CO2 imposti ai costruttori di veicoli,
  • sviluppo delle infrastrutture,
  • incentivi finanziari a livello nazionale,

per guidare la riduzione delle emissioni, anziché imporre obblighi diretti di acquisto ai trasportatori.

Secondo l’analisi della Commissione, il mercato dei veicoli pesanti a zero emissioni resta ancora limitato da:

  • infrastrutture di ricarica e rifornimento insufficienti,
  • capacità di rete carente in molte regioni,
  • costi di acquisto e di esercizio ancora elevati.

In questo contesto, forzare una rapida sostituzione delle flotte rischierebbe di destabilizzare le catene di fornitura, anziché produrre benefici ambientali concreti.

Obiettivi nazionali invece di obblighi per le aziende

Al posto di regole vincolanti per le singole imprese, il pacchetto propone che siano gli Stati membri a fissare obiettivi nazionali per favorire l’adozione di veicoli a zero e basse emissioni nelle flotte aziendali.

Queste misure sono rivolte principalmente alle automobili e ai veicoli commerciali leggeri, segmenti in cui l’elettrificazione è già più avanzata. Per i camion, l’approccio resta limitato a strumenti di supporto, come finanziamenti per le infrastrutture e schemi di incentivazione, lasciando le decisioni di investimento agli operatori.

Un chiaro passo indietro politico – almeno per ora

Per il settore del trasporto su strada, il messaggio è inequivocabile: l’elettrificazione obbligatoria delle flotte di camion a livello UE non è più all’ordine del giorno.

Allo stesso tempo, il Pacchetto Automotive conferma che la riduzione delle emissioni di CO2 resta un obiettivo dell’Unione, ma che – almeno per ora – verrà perseguito attraverso gli standard esistenti, gli investimenti infrastrutturali e i meccanismi di supporto nazionali, piuttosto che tramite nuovi obblighi imposti ai trasportatori.

Sebbene la Commissione lasci aperta la possibilità di future revisioni, il pacchetto attuale riflette un approccio più prudente e pragmatico verso il trasporto pesante su strada, modellato dalla pressione dell’industria e da vincoli infrastrutturali ancora irrisolti.

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