In Europa si moltiplicano le esperienze di trasporto su lunga distanza con camion elettrici che vanno oltre il tradizionale utilizzo “locale” o regionale. Un caso esemplare arriva dalla Svizzera, dove il vettore Hugelshofer Logistik AG ha dimostrato che una flotta di mezzi a batteria può operare intensamente con risultati operativi di alto livello.
La società, con sede a Frauenfeld, gestisce una flotta di circa 220 camion, di cui 80 elettrici, supportata da una squadra di 150 conducenti. Utilizzando veicoli Renault Trucks E‑Tech T con doppio equipaggio e un’infrastruttura di ricarica rapida presso il deposito, la compagnia riesce a far percorrere mediamente oltre 600 km al giorno a ciascun camion, nonostante il range nominale di circa 300 km.
In un giorno record, uno dei mezzi ha coperto 1.007 km in 24 ore grazie a una gestione accurata dei tempi di guida, alle soste strategiche per la ricarica e alla ricarica notturna completa in deposito. Questo evidenzia come la chiave non sia la sola capacità della batteria, ma piuttosto l’integrazione tra la pianificazione operativa e l’infrastruttura di ricarica.

Renault Trucks
Infrastruttura di ricarica e sostenibilità operativa
Il sito di Frauenfeld dispone di 30 stazioni di ricarica rapida con potenze fino a 480 kW, in grado di gestire la ricarica di circa 100 camion al giorno. Gran parte dell’energia (circa il 95%) viene erogata direttamente in deposito, grazie anche a un impianto fotovoltaico da 1,2 milioni di kWh annui e a un sistema di trasformazione studiato per garantire stabilità alla rete.
Dal punto di vista dei costi, Hugelshofer segnala che i camion elettrici consentono di ridurre i costi operativi di circa 30% rispetto ai veicoli diesel comparabili. Il quadro regolatorio elvetico agevola inoltre l’elettrificazione: gli HGV a emissioni zero beneficiano di riduzioni sul pedaggio LSVA (la tassa svizzera sul traffico pesante) e uno stanziamento da 20 milioni di franchi svizzeri è previsto tra il 2026 e il 2030 per potenziare l’infrastruttura di ricarica per veicoli pesanti.
Nel 2025 la quota di elettrificazione dei camion oltre 16 tonnellate in Svizzera ha raggiunto 14,7%, ben al di sopra della media europea dell’1,9%.
Nord Europa: elettrico anche oltre confine
Un altro importante segmento di sperimentazione riguarda le operazioni transfrontaliere quotidiane con camion elettrici. Nel primo semestre del 2026 è stato avviato un progetto pilota tra Landskrona (Svezia) e Horsens (Danimarca), con due camion elettrici che percorrono la tratta di 339 km attraverso il Ponte di Øresund ogni giorno.
L’obiettivo è testare non solo i veicoli, ma l’intero coordinamento logistico e le infrastrutture di ricarica su un corridoio internazionale. Il progetto coinvolge operatori come Øresundsbron, Kim Johansen International Transport e DSV, con monitoraggi continui per valutare l’efficacia dell’approccio intermodale e la praticabilità dell’elettrico su rotte internazionali.

Øresundsbron
Analisi: la tecnologia non è più il principale limite
Questi esempi confermano un trend già in atto: i camion elettrici non sono più confinati alle brevi tratte regionali. I limiti tecnologici delle batterie, una volta percepiti come ostacoli insormontabili, stanno lasciando spazio a vincoli organizzativi e infrastrutturali, che richiedono pianificazione operativa, investimenti in ricarica e modelli di lavoro adeguati.
La crescente diffusione dei camion elettrici e l’emergere di corridoi internazionali dimostrano che la transizione verso un trasporto su strada più sostenibile non è un’utopia, ma una realtà in rapida evoluzione. Tuttavia, per massimizzare l’efficacia di questi mezzi su vasta scala, resta essenziale il coordinamento tra operatori logistici, infrastrutture pubbliche e policy nazionali ed europee.








