Foto: Girteka

Norvegia, richiesta da 4,2 milioni di euro a Girteka

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Le autorità fiscali norvegesi chiedono a Girteka Group circa 4,2 milioni di euro. Al centro della contestazione ci sono i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro: secondo Oslo, una società del gruppo avrebbe applicato per anni un’aliquota non corretta. Il gruppo lituano respinge l’impostazione dell’amministrazione e sostiene di avere argomentazioni fondate, ma la chiusura definitiva della vicenda potrebbe arrivare solo verso la fine del 2027.

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Come indicato dal gruppo nel report 2025, la verifica riguarda il periodo 2018–2023 e si concentra sui contributi sociali versati dal datore di lavoro.

Secondo il fisco norvegese, una controllata di Girteka avrebbe utilizzato un’aliquota contributiva errata. Girteka nega qualsiasi irregolarità e afferma che calcoli e versamenti sono stati effettuati nel rispetto delle norme applicabili.

“Riteniamo che i contributi siano stati calcolati e versati nel pieno rispetto di tutti i requisiti. L’azienda ha svolto attività reali nel nord della Norvegia e ha fornito elementi a supporto delle proprie operazioni, per questo consideriamo la nostra posizione nella controversia ben fondata”, ha dichiarato Girteka in commenti riportati da BNS e tv3.lt.

Il gruppo ricorda inoltre che, in Norvegia, l’aliquota dei contributi a carico del datore di lavoro dipende anche dalla regione e dal luogo in cui viene svolta l’attività. Allo stesso tempo sottolinea che le differenze tra le aliquote non incidono sul livello di tutela sociale riconosciuto ai lavoratori.

Girteka ha presentato ricorso al collegio norvegese competente per gli appelli fiscali nell’ottobre 2025. L’azienda mette però in conto tempi lunghi: una decisione potrebbe non arrivare prima della fine del 2027.

Per l’autotrasporto, la partita non è rilevante solo per l’importo. La Norvegia è da tempo un mercato in cui vettori locali, autorità pubbliche e operatori dell’Europa centrale e orientale attivi nel traffico internazionale e nel cabotaggio si trovano spesso su posizioni contrapposte.

Norvegia, un dossier già caldo per Girteka

La controversia fiscale si inserisce in una serie di episodi che hanno visto Girteka confrontarsi con istituzioni norvegesi. Nel 2022 il vettore lituano è stato accusato di aver svolto cabotaggio in modo irregolare. Le contestazioni facevano riferimento a fatti del 2019 e 2020 e citavano 11 presunte violazioni delle regole, tra cui il cambio dei camion durante operazioni di cabotaggio.

All’epoca Girteka sosteneva che il procedimento avrebbe dovuto contribuire a chiarire come documentare correttamente il cabotaggio in Norvegia. Il rappresentante aziendale Simonas Bartkus parlò della necessità di regole più nette per poter continuare a operare nel Paese in conformità con la normativa.

In precedenza, verso la fine del 2021, il giornale sindacale norvegese Frifagbevegelse aveva riportato accuse sui livelli retributivi dei conducenti impiegati nel cabotaggio in Norvegia. Le segnalazioni riguardavano Girteka Logistics e RV Transport. Le aziende hanno negato irregolarità e l’ispettorato del lavoro norvegese ha confermato di aver ricevuto documentazione sulle retribuzioni corrisposte, senza avviare un’indagine.

Un autista citato all’epoca affermò che i lavoratori impegnati in queste attività per vettori lituani percepivano circa 70–90 euro per giornata lavorativa. Dopo la pubblicazione, Postnord dichiarò che avrebbe rivisto e irrigidito i requisiti richiesti ai trasportatori, precisando che il cabotaggio rappresentava il 3,7% dell’attività complessiva di trasporto del gruppo.

Perdite in calo, ma anche ricavi in diminuzione

La disputa in Norvegia arriva mentre Girteka cerca di consolidare i risultati dopo una fase difficile per il mercato europeo del trasporto stradale merci. Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi pari a 1,3 miliardi di euro, in calo del 9% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo la perdita netta consolidata si è ridotta: da 28,9 milioni di euro nel 2024 a 12,4 milioni di euro nel 2025.

Girteka gestisce una flotta di circa 6,5 mila trattori stradali. Nel report del gruppo i semirimorchi risultano circa 7 mila, mentre un comunicato separato sui risultati finanziari parla di circa 8 mila unità. Ogni anno l’operatore movimenta in Europa circa 800 mila spedizioni a carico completo.

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