L’essenziale in breve
- Nei primi sei mesi del 2026, i fallimenti nell’autotrasporto olandese sono saliti a 75, contro i 52 dello stesso periodo del 2025.
- Il governo non prevede nuove riduzioni delle accise sui carburanti o dell’IVA, ma conferma le misure di sostegno già annunciate.
- Dal 1° settembre al 31 dicembre 2026, le tariffe del pedaggio chilometrico per i camion sono ridotte temporaneamente del 22,3%.
Il ministro delle Infrastrutture e della Gestione delle Acque Vincent Karremans ha presentato questi dati rispondendo alle domande parlamentari poste da Hidde Heutink. Le richieste riguardavano la situazione economica delle imprese di trasporto, alle prese con il diesel più costoso e con l’introduzione di nuovi oneri stradali.
Secondo Statistics Netherlands, l’ufficio statistico olandese noto come CBS, per 75 imprese di trasporto su strada è stata avviata una procedura fallimentare nei primi sei mesi del 2026. Nello stesso periodo del 2025 erano state 52: l’aumento supera quindi il 44%.
Il dato è inoltre superiore a quello registrato nei primi sei mesi del 2021, 2022 e 2023, quando i fallimenti erano stati rispettivamente 44, 34 e 55. Non si tratta però del massimo degli ultimi anni: nei primi sei mesi del 2024 le imprese fallite erano state 98.
I numeri mostrano dunque un netto deterioramento rispetto all’anno scorso, pur restando inferiori ai livelli di due anni fa.
L’aumento era già iniziato prima dell’entrata in vigore, il 1° luglio 2026, del nuovo sistema di tariffazione basato sui chilometri percorsi. Non è quindi possibile attribuire direttamente i fallimenti al nuovo sistema di tariffazione.
Karremans ha ricordato che il fallimento di un’impresa raramente dipende da un’unica causa. Contano sia la solidità finanziaria del vettore sia le condizioni concordate con i clienti, compresa la possibilità di trasferire loro l’aumento dei costi. Le clausole di adeguamento legate al prezzo del carburante possono aiutare gli autotrasportatori ad aggiornare le tariffe al variare del costo del diesel.
Il governo olandese esclude nuovi aiuti
Nonostante il peggioramento della situazione, il governo dei Paesi Bassi non sta preparando un nuovo pacchetto di sostegno per le imprese di trasporto. Il ministro richiama invece gli interventi già disponibili o annunciati in precedenza.
Tra questi figura la riduzione temporanea del 22,3% delle tariffe della tassa chilometrica per i camion, valida dal 1° settembre al 31 dicembre 2026. La tariffa media passa così da circa 0,191 euro a circa 0,148 euro per chilometro.
Inoltre, dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, i veicoli con massa complessiva pari o superiore a 12 tonnellate beneficiano di un’aliquota pari a zero per la tassa automobilistica.
Il governo intende anche prorogare di due anni la riduzione temporanea dell’accisa sul diesel. In base ai piani attuali, lo sconto resterà in vigore nel 2027 e sarà ridotto gradualmente nel 2028. L’accisa si attesterebbe così a circa 0,55 euro per litro nel 2027, rispetto agli 0,67 euro circa previsti senza proroga.
Per il momento, tuttavia, il ministro non ritiene giustificate ulteriori riduzioni delle accise sui carburanti o dell’IVA.
La tassa chilometrica riguarda anche i vettori stranieri
Il 1° luglio 2026 i Paesi Bassi hanno introdotto un sistema di tariffazione stradale calcolato sulla distanza percorsa. Si applica ai camion con massa massima tecnicamente ammissibile superiore a 3,5 tonnellate che percorrono quasi tutte le autostrade e alcune strade regionali e locali.
L’importo dipende anche dal peso del veicolo e dalla classe di emissioni. Le regole valgono per gli autotrasportatori olandesi e stranieri, comprese le imprese polacche che trasportano merci verso o attraverso i Paesi Bassi.
Secondo il governo, la riforma dovrebbe riequilibrare le condizioni di concorrenza. Prima dell’introduzione del nuovo sistema, gli operatori olandesi pagavano sia la tassa automobilistica sia l’Eurovignette, mentre i vettori esteri erano soggetti soltanto all’Eurovignette.
Le autorità riconoscono che il nuovo onere aumenta i costi operativi. Le analisi effettuate prima dell’avvio stimavano una crescita tra l’1% e il 3% dei costi complessivi del trasporto su strada. L’impatto effettivo varia però da impresa a impresa, in base ai chilometri percorsi e ai veicoli utilizzati.
Il ministro si aspetta che la maggior parte degli autotrasportatori trasferisca i costi aggiuntivi sui clienti.
I piccoli operatori restano sotto pressione
Le domande rivolte in Parlamento hanno evidenziato anche il rischio che l’aumento dei costi operativi spinga le imprese più piccole fuori dal mercato, rafforzando la posizione dei grandi operatori.
Karremans non ritiene, almeno nel breve periodo, che la concorrenza nel mercato olandese dell’autotrasporto sia a rischio. A suo avviso, la capacità di tenuta non dipende soltanto dalle dimensioni della flotta, ma anche dalla qualità della gestione, dalla solidità finanziaria e dai rapporti con i partner commerciali.
Il governo afferma di monitorare con attenzione l’evoluzione del settore e di mantenere il dialogo con le associazioni di categoria.
Per le imprese più piccole resta disponibile anche il programma AanZET, che contribuisce a finanziare i camion a emissioni zero. Nella sessione di finanziamento della primavera 2026, le aziende di minori dimensioni hanno ottenuto il 38% del budget disponibile.
Gli autotrasportatori possono inoltre richiedere sovvenzioni per sviluppare infrastrutture di ricarica, riducendo il costo della transizione verso il trasporto elettrico.
Ponti datati e deviazioni fanno lievitare i costi
Il deterioramento delle infrastrutture aggrava ulteriormente la situazione dei vettori olandesi. Il ministro ha riconosciuto che un numero crescente di ponti e viadotti si avvicina alla fine della propria vita utile. Riparazioni, interventi di ammodernamento e chiusure di sicurezza non programmate sono sempre più frequenti.
Tra gli esempi figurano le limitazioni sul ponte Papendrechtsebrug, sulla N3, e la chiusura del ponte Merwedebrug, sull’autostrada A27.
Per le imprese di trasporto, queste interruzioni significano deviazioni, più chilometri da percorrere, tempi di viaggio più lunghi e costi operativi maggiori.
Nonostante queste criticità, il governo non intende sospendere temporaneamente la tassa chilometrica. Ha però previsto una spesa di circa 18 miliardi di euro per la manutenzione essenziale e l’ammodernamento delle infrastrutture di trasporto.
Anche in Romania aumentano i fallimenti nell’autotrasporto
Anche i vettori rumeni devono affrontare difficoltà analoghe. Un’analisi di Sierra Quadrant, citata in precedenti resoconti, indica che nel settembre 2026 i fallimenti nel trasporto stradale rumeno sono aumentati del 73%. Gli analisti avvertono che la pressione sulle imprese potrebbe raggiungere il suo apice nel primo trimestre del 2027.
Le aziende rumene risentono dell’impatto dei costi energetici elevati, dei consumi più contenuti, dell’aumento della pressione fiscale e del costo più elevato dei finanziamenti. La liquidità rappresenta una preoccupazione particolare: molte imprese sostengono l’operatività quotidiana rinviando i pagamenti ai fornitori.
I dati olandesi e rumeni si riferiscono a periodi diversi e non sono direttamente comparabili. Nel complesso, mostrano però le difficoltà che gli autotrasportatori stanno affrontando nei due mercati. Mentre il governo olandese considera sufficienti le misure di sostegno già in vigore, in Romania gli analisti prevedono un ulteriore aumento delle insolvenze.









