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Trasporti in Italia: più nuove imprese e meno fallimenti nel secondo trimestre

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Nel secondo trimestre del 2026, il settore italiano dei trasporti e del magazzinaggio ha registrato un aumento delle nuove imprese e una diminuzione delle dichiarazioni di fallimento rispetto ai tre mesi precedenti. I dati Eurostat delineano un andamento più favorevole per entrambi gli indicatori, che restano tuttavia superiori ai rispettivi livelli di riferimento del 2021.

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L’essenziale in breve

  • L’indice delle registrazioni di nuove imprese è aumentato dell’11,6% rispetto al primo trimestre.
  • L’indice delle dichiarazioni di fallimento è diminuito del 12,4%.
  • I dati riguardano l’intero settore dei trasporti e del magazzinaggio, non soltanto l’autotrasporto merci.
  • Entrambi gli indicatori restano sopra il livello di riferimento del 2021; i valori riportati sono contrassegnati come imputati.

Nel secondo trimestre del 2026, l’indice delle registrazioni di nuove imprese nel settore si è attestato a 147,8, contro 132,4 del primo trimestre, con un aumento dell’11,6%.

Nello stesso periodo, l’indice delle dichiarazioni di fallimento è sceso da 133,9 a 117,3, registrando una diminuzione del 12,4%.

Le nuove registrazioni tornano a crescere

Le registrazioni di nuove imprese sono tornate ad aumentare dopo due trimestri consecutivi di calo. Nel terzo trimestre del 2025 l’indice era pari a 163,4, per poi scendere a 141,0 nel quarto trimestre e a 132,4 nei primi tre mesi del 2026.

La risalita a 147,8 nel secondo trimestre ha quindi interrotto questa tendenza. Il valore resta inferiore a quello del terzo trimestre del 2025, ma supera nettamente il livello di inizio 2026.

Con una base pari a 100 nel 2021, l’indice di 147,8 indica un livello delle registrazioni superiore del 47,8% rispetto al riferimento del 2021. Si tratta di un confronto tra livelli dell’indice, non di una crescita annua del 47,8%.

Diminuiscono le dichiarazioni di fallimento

L’indice delle dichiarazioni di fallimento ha seguito un andamento diverso. Dal valore di 111,0 nel terzo trimestre del 2025 è salito a 119,8 nel quarto trimestre, raggiungendo 133,9 nei primi tre mesi del 2026.

Nel secondo trimestre è poi sceso a 117,3. Il calo ha interrotto due trimestri consecutivi di aumento, pur lasciando l’indicatore al di sopra del livello di riferimento del 2021. Il valore di 117,3 corrisponde infatti a un livello superiore del 17,3% rispetto alla base.

Le due serie mostrano dunque una dinamica più favorevole rispetto all’inizio dell’anno: aumentano le registrazioni di nuove imprese e diminuiscono le dichiarazioni di fallimento. Questi dati, da soli, non consentono però di valutare la redditività delle aziende o l’andamento della domanda di trasporto.

Il perimetro dei dati e le cautele di lettura

Le statistiche Eurostat riguardano l’intera categoria dei trasporti e del magazzinaggio. Comprendono quindi un insieme di attività più ampio del solo trasporto merci su strada e non possono essere interpretate come un indicatore specifico dell’autotrasporto.

I valori riportati sono destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario. Sono inoltre contrassegnati dal simbolo «(i)», che indica dati imputati da Eurostat o dall’istituzione che li ha trasmessi. Questa caratteristica va tenuta presente nella lettura dei risultati.

Infine, gli indici descrivono l’evoluzione delle due serie rispetto alla propria base, senza fornire il numero assoluto delle imprese registrate o delle dichiarazioni di fallimento. Non permettono quindi di calcolare un saldo tra nuove imprese e fallimenti.

Nel secondo trimestre del 2026 emerge un’inversione di tendenza rispetto ai tre mesi precedenti. Per stabilire se si tratti di un miglioramento duraturo, sarà necessario osservare l’andamento dei trimestri successivi.

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