Punti chiave:
- Sei province dei Paesi Bassi hanno firmato l’accordo per il Corridoio nord-orientale il 21 agosto 2026.
- L’iniziativa mira a spostare più merci dalla strada alla ferrovia e alle vie navigabili interne.
- Il progetto comprende anche il trasporto multimodale, la digitalizzazione, l’innovazione e lo sviluppo di hub logistici.
- La strategia prevede un utilizzo più efficiente della capacità esistente della rete ferroviaria, dei porti e delle vie navigabili interne.
Uno degli obiettivi centrali è trasferire una quota maggiore dei flussi merci dalla strada alla ferrovia e alla navigazione interna, senza però fissare, almeno per ora, volumi, scadenze o investimenti specifici.
Il documento è stato firmato dalle province di Groningen, Frisia, Drenthe, Overijssel, Flevoland e Utrecht. La cooperazione nasce dalla convinzione che i flussi logistici superino i confini amministrativi e richiedano quindi una pianificazione coordinata a livello interprovinciale.
La fase successiva sarà dedicata alla definizione di un programma operativo. Le amministrazioni intendono analizzare i flussi di merci, verificare dove il trasferimento tra diverse modalità di trasporto sia concretamente realizzabile e individuare gli interventi in grado di migliorare l’utilizzo della capacità già disponibile.
Sei province per una rete logistica comune
La nuova cooperazione punta a sviluppare il Corridoio nord-orientale come quadro comune per il trasporto delle merci nel nord-est dei Paesi Bassi.
L’obiettivo non è considerare separatamente strada, ferrovia e navigazione interna, ma costruire una strategia multimodale in cui le diverse modalità possano essere utilizzate in funzione delle caratteristiche dei carichi, delle destinazioni e della capacità disponibile.
La provincia di Utrecht aveva già approvato nel maggio 2026 la propria partecipazione all’iniziativa. La firma della dichiarazione d’intenti del 21 agosto segna ora il passaggio verso una fase più operativa, che dovrà tradurre gli obiettivi condivisi in studi e progetti concreti.
Port of Zwolle, che ha contribuito alla preparazione della cooperazione, considera l’iniziativa un passaggio importante per rafforzare la posizione logistica del nord-est dei Paesi Bassi e i collegamenti della regione con il resto del Paese e con l’Europa.
Più merci su ferrovia e vie navigabili interne
Tra le priorità figura il trasferimento di una parte dei flussi oggi movimentati su strada verso la ferrovia e la navigazione interna.
Per il momento non sono stati definiti né i quantitativi interessati né un calendario per il passaggio modale. La prima fase sarà quindi soprattutto analitica: occorrerà stabilire quali flussi possano essere trasferiti in modo economicamente e operativamente sostenibile.
La cooperazione interesserà anche digitalizzazione, innovazione, sostenibilità della logistica e sviluppo degli hub. Particolare attenzione sarà dedicata alla possibilità di sfruttare meglio la capacità già disponibile sulla rete ferroviaria, nei porti e lungo le vie navigabili interne.
Il progetto non parte quindi necessariamente dalla costruzione di nuove infrastrutture. Prima di programmare ulteriori investimenti, le province vogliono verificare se una migliore organizzazione della rete esistente possa aumentare l’efficienza del sistema.
Un collegamento più forte con le reti europee
Il Corridoio nord-orientale dovrebbe rafforzare il ruolo della regione all’interno delle reti logistiche nazionali ed europee.
L’area occupa una posizione strategica rispetto ai collegamenti verso i grandi porti del Mare del Nord e alle direttrici europee verso la Germania, il Nord Europa e i Paesi baltici. Port of Zwolle sottolinea in particolare la propria posizione sulla direttrice europea Mare del Nord–Baltico e i collegamenti multimodali con Rotterdam, Amsterdam e Anversa.
Una maggiore distribuzione dei flussi attraverso il nord-est potrebbe inoltre contribuire ad alleggerire la pressione su altre parti della rete olandese. L’effettiva portata di questo beneficio dovrà tuttavia essere verificata dagli studi previsti nella fase successiva.
Investimenti ancora da definire
La dichiarazione del 21 agosto non contiene un elenco definitivo di opere né impegni finanziari per specifici progetti infrastrutturali.
Le sei province dovranno ora trasformare l’agenda comune in un programma operativo composto da progetti e studi destinati a orientare le future decisioni di investimento.
Le analisi dovrebbero riguardare, tra l’altro, i flussi di merci, le infrastrutture disponibili, la pianificazione territoriale, la sostenibilità dei trasporti e il potenziale economico della regione.
Solo sulla base di queste valutazioni potranno essere individuate le priorità di investimento di lungo periodo e stabilito quali interventi offrano benefici sufficienti sotto il profilo logistico, economico e ambientale.
La strada resta essenziale nella rete multimodale
La strategia non prevede l’abbandono del trasporto stradale. L’obiettivo è piuttosto utilizzare ciascuna modalità nei segmenti in cui risulta più efficiente e integrare meglio camion, treni e navigazione interna.
Il trasporto su strada continuerà quindi a svolgere un ruolo essenziale, in particolare nei collegamenti con terminal, porti e centri logistici e nelle tratte di primo e ultimo miglio.
La questione decisiva sarà stabilire quali flussi possano essere trasferiti in modo realistico verso ferrovia e vie navigabili senza compromettere efficienza, tempi e sostenibilità economica delle catene logistiche.
Per il momento il Corridoio nord-orientale rappresenta dunque soprattutto un quadro comune per coordinare le future scelte sul trasporto merci. I prossimi studi dovranno stabilire quanto di questa strategia potrà tradursi in nuovi flussi multimodali e quali investimenti saranno necessari per renderli competitivi.









