L’essenziale in breve
- Il Parlamento svizzero ha approvato la riforma della LSVA nella votazione finale del 2 ottobre 2026.
- I camion elettrici e a idrogeno manterranno l’esenzione fino al 31 dicembre 2030.
- Dal 2031 è prevista un’introduzione graduale della tassa per i veicoli a emissioni zero, con riduzioni tariffarie decrescenti.
Le due Camere del Parlamento svizzero hanno approvato definitivamente la riforma della LSVA nella votazione finale del 2 ottobre 2026, chiudendo la fase parlamentare dell’iter legislativo.
La LSVA è la tassa svizzera applicata ai veicoli pesanti che utilizzano la rete stradale nazionale. L’importo dipende, tra gli altri fattori, dalla distanza percorsa, dal peso massimo autorizzato e dalla classe di emissioni del mezzo.
Camion elettrici e a idrogeno: esenzione fino al 2030
Le novità riguardano soprattutto i camion elettrici a batteria e quelli alimentati da celle a combustibile a idrogeno.
Entrambe le categorie beneficiano attualmente dell’esenzione completa dalla LSVA. L’agevolazione resterà in vigore fino alla fine del 2030.
Dal 2031, i mezzi a emissioni zero saranno integrati gradualmente nel sistema di pagamento. Inizialmente potranno beneficiare di sconti significativi, destinati a ridursi negli anni successivi. Per il 2031 la legge prevede uno sconto minimo del 70%, quindi gli operatori pagherebbero al massimo il 30% della tariffa ordinaria.
Secondo ASTAG, il calendario previsto è il seguente:
- 2031 – sconto del 70%;
- 2032 – sconto del 50%;
- 2033 – sconto del 30%;
- 2034 – sconto del 20%;
- 2035 – sconto del 10%.
Dal 2036, i camion elettrici e quelli alimentati a idrogeno dovrebbero pagare la tariffa LSVA completa.
Per gli autotrasportatori che stanno investendo nei veicoli a emissioni zero, il calendario rende più prevedibile il percorso di integrazione di questi mezzi nel sistema svizzero dei pedaggi.
Euro 6 verso una fascia tariffaria più costosa
La riforma mantiene l’impianto di base della LSVA. Il sistema continuerà a prevedere tre fasce tariffarie collegate agli standard Euro, mentre il calcolo del prelievo terrà conto del peso del veicolo, dei chilometri percorsi e della classe di emissioni.
La novità potenzialmente più rilevante riguarda l’assegnazione delle singole classi Euro alle diverse fasce. Secondo ASTAG, dal 2029 i veicoli Euro 6 dovrebbero passare dalla categoria III, la più economica, alla categoria II. La decisione definitiva spetterà al Consiglio federale, poiché la legge non stabilisce direttamente le singole riclassificazioni.
L’ipotesi è legata all’introduzione dello standard Euro 7 e alla permanenza dell’Euro 6 nella fascia tariffaria più vantaggiosa per un periodo prolungato.
Per l’Euro 7 possibile sconto fino al 15%
I nuovi veicoli Euro 7 dovrebbero essere inseriti nella categoria II, ma la normativa consente di applicare uno sconto fino al 15%. In concreto, la tariffa effettiva potrebbe avvicinarsi a quella attualmente pagata dai veicoli Euro 6.
ASTAG sottolinea tuttavia che il Consiglio federale potrebbe ridurre questa agevolazione. L’entità definitiva dello sconto sarà quindi stabilita nell’ordinanza attuativa.
Sette anni di preavviso per cambiare categoria
La riforma punta anche a rendere più prevedibili le future modifiche delle tariffe. Qualsiasi decisione di spostare una categoria di veicoli in una diversa fascia LSVA dovrà essere comunicata con sette anni di anticipo.
Per esempio, una riclassificazione prevista per il 2035 dovrebbe essere annunciata già nel 2028.
Il settore dei trasporti aveva indicato questo preavviso come una delle sue principali richieste. I costi della LSVA incidono in misura significativa sul costo totale di possesso di un camion e sui calcoli di ammortamento. ASTAG ricorda che i veicoli pesanti restano spesso in servizio per almeno 10 anni: una modifica tardiva della categoria tariffaria può quindi incidere concretamente sulla convenienza dell’investimento.
Nessun incentivo LSVA specifico per i carburanti alternativi
Il Parlamento ha respinto l’ipotesi di introdurre sconti sulla LSVA per incentivare i carburanti alternativi. Il principale ostacolo riguarda i controlli: per le autorità sarebbe difficile verificare quale carburante sia effettivamente presente nel serbatoio del veicolo.
È stato quindi ritenuto che un’agevolazione separata sarebbe complessa da applicare e potrebbe aumentare il rischio di abusi.
Niente indicizzazione automatica della LSVA
Resterà invariato anche il meccanismo di adeguamento delle tariffe LSVA all’inflazione. Il Consiglio federale continuerà ad avere la facoltà di aumentare periodicamente gli importi, ma il Parlamento ha respinto l’indicizzazione automatica.
Ogni modifica dovrà quindi essere approvata con una decisione separata.
Al Consiglio federale gli ultimi dettagli
La riforma sarà ora soggetta a un periodo di 100 giorni durante il quale potrà essere richiesto un referendum facoltativo. Per sottoporre la legge al voto nazionale sarebbero necessarie 50.000 firme. All’inizio di ottobre, nessun partito o organizzazione politica aveva annunciato l’intenzione di avviare la procedura e ASTAG ritiene improbabile che si arrivi alla consultazione.
Il prossimo passaggio spetta al Consiglio federale, che dovrà predisporre l’ordinanza attuativa. Il testo disciplinerà, tra l’altro, le tariffe specifiche e la classificazione definitiva di alcuni gruppi di veicoli all’interno del sistema LSVA.









