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Parabrezza scheggiato, nuove regole per la revisione dei veicoli

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiarisce quando un parabrezza danneggiato può superare la revisione senza essere sostituito. Criteri differenti per i veicoli fino a 3,5 tonnellate e per quelli più pesanti. Obbligatorio conservare a bordo la certificazione della riparazione.

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L’essenziale in breve:

  • Un parabrezza scheggiato può superare la revisione se il danno rispetta tutti i requisiti previsti dal Ministero.
  • Per i veicoli fino a 3,5 tonnellate, la scheggiatura non deve superare 15-20 mm; per quelli più pesanti, il limite è di 20-25 mm.
  • Il danno non deve compromettere la visuale del conducente e deve essere stato correttamente riparato.
  • La certificazione della riparazione deve essere conservata a bordo ed esibita durante la revisione o su richiesta della Polizia.

Un parabrezza scheggiato non comporta necessariamente la bocciatura alla revisione, purché il danno rispetti precisi requisiti dimensionali, non comprometta la visibilità del conducente e sia stato correttamente riparato, lo riferisce Assotir.

A chiarirlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) con la circolare n. 27890 del 17 settembre 2026, che definisce i criteri da applicare durante le revisioni periodiche e i controlli su strada in presenza di vetri parzialmente danneggiati.

Le indicazioni ministeriali distinguono tra veicoli con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate e mezzi di massa superiore, introducendo parametri specifici per valutare l’ammissibilità delle scheggiature.

Veicoli fino a 3,5 tonnellate: i limiti per le scheggiature

Per le automobili e i veicoli commerciali con massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate, la circolare stabilisce che la scheggiatura non debba superare i 15-20 millimetri.

Il danno deve inoltre trovarsi a una distanza non superiore a 20-25 millimetri dai montanti o dai bordi del parabrezza e non deve interessare la zona di pulitura del tergicristallo che interferisce con la visuale del conducente.

Un ulteriore requisito riguarda l’intervento sul vetro: la scheggiatura deve essere stata correttamente riparata affinché il veicolo possa ottenere un esito regolare della revisione.

Mezzi pesanti: criteri specifici per camion e autocarri

Per i veicoli con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate, il Ministero prevede parametri dimensionali differenti.

La scheggiatura può avere una dimensione massima di 20-25 millimetri, mentre la distanza dai montanti o dai bordi del parabrezza non deve superare 25-50 millimetri.

Anche per camion e autocarri restano imprescindibili due condizioni: il danno non deve compromettere la visuale del conducente e il parabrezza deve essere stato sottoposto a una corretta riparazione.

La circolare introduce così criteri applicativi distinti in funzione della massa del veicolo, mantenendo come riferimento centrale la sicurezza della circolazione.

Quando è obbligatorio sostituire il parabrezza

Il chiarimento ministeriale precisa che i requisiti devono essere rispettati contemporaneamente.

Se anche una sola delle condizioni previste non viene soddisfatta, il parabrezza deve essere sostituito per ottenere un esito regolare della revisione.

Non è quindi sufficiente che la scheggiatura rientri nei limiti dimensionali indicati: occorre verificare anche la posizione del danno, l’eventuale interferenza con la visuale del conducente e la corretta esecuzione della riparazione.

Certificato di riparazione obbligatorio a bordo

Un aspetto rilevante per automobilisti e autotrasportatori riguarda la documentazione da conservare nel veicolo.

La circolare stabilisce che la certificazione dell’avvenuta corretta riparazione, rilasciata dal soggetto autorizzato che ha eseguito l’intervento, debba essere tenuta a bordo.

Il documento dovrà essere esibito durante la revisione periodica oppure, in caso di controllo su strada, su richiesta degli organi di Polizia.

Per i conducenti e le imprese di autotrasporto, la verifica preventiva delle condizioni del parabrezza e la disponibilità della relativa certificazione diventano quindi elementi essenziali per evitare problemi durante le operazioni di revisione e i controlli.

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