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Da settembre nuove regole per il trasporto su strada in Europa

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Settembre 2026 porta una serie di novità operative per i vettori internazionali che attraversano l’Europa. In Slovacchia cambiano le regole sulla classificazione dei sovraccarichi e aumentano alcune sanzioni per le infrazioni stradali più gravi. In Norvegia diventa obbligatoria la trasmissione dei dati tramite Digitoll prima dell’arrivo alla frontiera, mentre nei Paesi Bassi il pedaggio per i camion diminuirà temporaneamente, prima del previsto aumento delle tariffe da gennaio 2027.

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Punti chiave

  • Dal 1° settembre, in Slovacchia il superamento di almeno il 10% dei limiti consentiti per la massa complessiva o per il carico per asse sarà classificato come infrazione stradale grave.
  • Aumenteranno anche le sanzioni per gli eccessi di velocità più gravi, con multe fino a 1.300 euro.
  • I divieti di circolazione per i camion la domenica e nei giorni festivi saranno più brevi: resteranno in vigore dalle 6 alle 22.
  • Dal 15 settembre, i vettori diretti in Norvegia dovranno trasmettere elettronicamente i dati relativi al trasporto e alla merce prima di raggiungere la frontiera.
  • Dal 1° settembre al 31 dicembre 2026, nei Paesi Bassi saranno applicate tariffe di pedaggio temporaneamente ridotte per i camion.
  • Per un camion diesel Euro 6 con massa complessiva massima tecnicamente autorizzata superiore a 32 tonnellate, da settembre la tariffa olandese sarà pari a 0,156 euro al chilometro.

Le novità di settembre riguardano diversi aspetti dell’attività dei trasportatori: dalla responsabilità per le infrazioni e dai limiti di peso alla pianificazione dei viaggi nel fine settimana e alle procedure per l’attraversamento della frontiera. Per evitare ritardi e costi imprevisti, sarà quindi fondamentale verificare attentamente itinerari e documenti prima della partenza.

Slovacchia, dal 1° settembre nuova soglia per i sovraccarichi

Una delle modifiche più rilevanti per il trasporto pesante entrerà in vigore in Slovacchia. Dal 1° settembre, il superamento di almeno il 10% dei limiti autorizzati per la massa del veicolo o per il carico per asse sarà classificato come infrazione stradale grave.

La nuova soglia riguarda la massa complessiva massima consentita, la massa autorizzata del complesso veicolare, del rimorchio o del semirimorchio, nonché il carico ammesso per asse. Ciò non significa, tuttavia, che un superamento inferiore al 10% diventi consentito. La nuova soglia determina esclusivamente il momento in cui l’infrazione viene classificata come grave; i limiti di massa e di carico per asse restano invariati.

Per esempio, se per una determinata combinazione di veicoli il limite autorizzato è di 40 tonnellate, il 10% corrisponde a 4 tonnellate. Al raggiungimento delle 44 tonnellate, il sovraccarico rientrerebbe quindi nella categoria delle infrazioni gravi. Lo stesso criterio si applica ai carichi per asse, sulla base del limite previsto per la specifica configurazione del veicolo.

La riforma amplia inoltre i poteri di controllo della polizia. Gli agenti potranno trattenere il documento di circolazione e la targa, anche nel caso di veicoli immatricolati all’estero, qualora la sanzione relativa al superamento dei limiti di massa o di carico per asse non venga pagata sul posto.

Un controllo per sovraccarico potrebbe quindi comportare non solo una sanzione economica, ma anche il fermo del mezzo fino alla regolarizzazione dell’infrazione.

Slovacchia, aumentano le multe per gli eccessi di velocità più gravi

Dal 1° settembre saranno inasprite anche le sanzioni per gli eccessi di velocità più gravi. Le nuove disposizioni riguarderanno chi supera il limite di oltre 50 km/h nei centri abitati o di oltre 60 km/h fuori dai centri abitati.

Nel procedimento amministrativo, la multa passerà dall’attuale fascia compresa tra 500 e 1.000 euro a una compresa tra 800 e 1.300 euro. Per le sanzioni irrogate direttamente su strada, l’importo salirà invece dagli attuali 250-800 euro a 500-1.000 euro.

Divieti di circolazione più brevi, ma violazioni classificate come gravi

La Slovacchia modifica anche le restrizioni alla circolazione dei veicoli pesanti nei fine settimana e nei giorni festivi. Le regole continueranno a interessare i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate e i veicoli a motore con massa superiore a 3,5 tonnellate che trainano un rimorchio o un semirimorchio.

La domenica e nell’ultimo giorno di un periodo festivo il divieto sarà in vigore dalle 6 alle 22, anziché dalla mezzanotte come avviene attualmente. I conducenti avranno quindi a disposizione sei ore in più per viaggiare prima dell’entrata in vigore del divieto domenicale.

Parallelamente, la violazione del divieto da parte delle categorie di veicoli interessate sarà inserita nell’elenco delle infrazioni stradali gravi.

Sarà inoltre ampliato l’elenco delle esenzioni. Ne faranno parte i veicoli utilizzati per la raccolta ordinaria dei rifiuti urbani, quelli destinati alle consegne presso stabilimenti produttivi a ciclo continuo e i veicoli che rientrano nel Paese avendo la Slovacchia come destinazione.

Più responsabilità per il proprietario del veicolo

La Slovacchia estenderà inoltre la responsabilità del proprietario del veicolo per le infrazioni accertate senza fermare direttamente il conducente.

Da settembre la disciplina comprenderà anche il mancato rispetto della distanza di sicurezza dal veicolo che precede, l’uso del telefono o di dispositivi analoghi durante la guida e il mancato utilizzo della cintura di sicurezza da parte degli occupanti dei sedili anteriori.

Le sanzioni previste saranno pari a 99 euro per il mancato rispetto della distanza di sicurezza, 249 euro per l’uso del telefono o di un dispositivo analogo durante la guida e 78 euro qualora un occupante del sedile anteriore non indossi la cintura di sicurezza.

Le autorità potranno inoltre utilizzare un numero maggiore di strumenti per accertare le violazioni senza fermare il mezzo. Oltre alle apparecchiature della polizia, potranno essere impiegati dispositivi gestiti dai concessionari e dai gestori di autostrade e strade, nonché dal gestore dell’infrastruttura ferroviaria, a condizione che i dati siano trattati secondo le procedure previste dalla legge.

Paesi Bassi, pedaggi per i camion ridotti temporaneamente dal 1° settembre

Anche il sistema di pedaggio olandese cambierà a settembre. Dal 1° settembre al 31 dicembre 2026 saranno applicate tariffe temporaneamente ridotte per i camion. La misura è stata introdotta in risposta all’aumento dei costi del carburante legato al conflitto in Medio Oriente.

Per un camion diesel Euro 6 con massa complessiva massima tecnicamente autorizzata superiore a 32 tonnellate, da settembre la tariffa sarà pari a 0,156 euro al chilometro. Per un veicolo elettrico appartenente alla stessa categoria di peso, il pedaggio sarà invece di 0,030 euro al chilometro.

La riduzione avrà carattere temporaneo e resterà in vigore fino alla fine del 2026.

Da gennaio 2027 previsto un forte aumento delle tariffe olandesi

Dal 1° gennaio 2027 le tariffe ordinarie dovrebbero aumentare del 2,6% per effetto dell’inflazione. Nello stesso momento terminerà la riduzione temporanea introdotta a settembre. Il salto dei costi tra dicembre 2026 e gennaio 2027 sarà quindi sensibilmente superiore alla sola indicizzazione.

Per un camion diesel Euro 6 con massa superiore a 32 tonnellate, la tariffa dovrebbe passare da 0,156 a 0,206 euro al chilometro, con un incremento di circa il 32%.

Su una percorrenza di 10.000 chilometri soggetti a pedaggio, il costo salirebbe da 1.560 a 2.060 euro, con una differenza di 500 euro. Per un camion elettrico della stessa classe di peso, la tariffa dovrebbe invece aumentare da 0,030 a 0,040 euro al chilometro.

Le tariffe per il 2027 non sono ancora definitive. Il ministero olandese delle Infrastrutture e della Gestione delle risorse idriche dovrebbe pubblicare gli importi ufficiali a settembre.

Norvegia, Digitoll obbligatorio dal 15 settembre

Un’altra importante novità interessa i vettori diretti in Norvegia. Dal 15 settembre 2026 Digitoll diventerà obbligatorio, imponendo la trasmissione delle informazioni relative al trasporto e alla merce prima dell’arrivo alla frontiera.

Prima che il veicolo raggiunga il confine dovranno essere comunicati elettronicamente i dati relativi alla merce trasportata, le informazioni sul veicolo utilizzato per il trasporto e il luogo e l’orario previsti per l’attraversamento della frontiera.

Nella pratica, i dati relativi alla spedizione e quelli relativi al trasporto vengono spesso trasmessi da soggetti diversi, per esempio dallo spedizioniere e dal vettore. Le autorità doganali norvegesi richiedono che le due serie di informazioni siano correttamente collegate prima dell’arrivo del camion alla frontiera.

In caso contrario, le procedure doganali possono subire ritardi o diventare più complesse.

Digitoll si affianca ai sistemi doganali esistenti

Il nuovo obbligo non sostituirà le procedure già in vigore. Digitoll funzionerà parallelamente a TVINN e NCTS. Le dichiarazioni doganali continueranno a essere presentate tramite TVINN, mentre quelle di transito resteranno gestite attraverso NCTS.

Digitoll aggiunge quindi un ulteriore adempimento informativo, specificamente dedicato ai dati relativi al trasporto e alla spedizione.

Ai valichi di Svinesund e Ørje, le telecamere ANPR riconosceranno i camion, mentre la segnaletica indicherà al conducente se può proseguire o se deve presentarsi alla dogana.

L’obiettivo a lungo termine è rendere più fluido l’attraversamento della frontiera per le spedizioni correttamente dichiarate, riducendo le fermate non necessarie.

Norvegia, un’altra modifica in arrivo a marzo 2027

L’obbligo introdotto a settembre rappresenta soltanto la prima fase della riforma. Dal 1° marzo 2027 le dichiarazioni dovranno essere presentate al più tardi al momento dell’attraversamento della frontiera.

Nella stessa data terminerà il sistema norvegese di trasporto diretto, che attualmente consente di consegnare la merce al destinatario completando alcune formalità in un secondo momento.

Le imprese che utilizzano Digitoll dovranno essere registrate presso il Central Coordinating Register for Legal Entities norvegese e disporre di un numero di organizzazione norvegese oppure di un numero NUF. Le comunicazioni potranno essere trasmesse direttamente attraverso i sistemi informatici aziendali mediante integrazione API oppure tramite un rappresentante doganale.

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