In sintesi:
- Da 850 a 3.400 euro: la sanzione per chi mette in servizio un veicolo privo del tachigrafo obbligatorio o dotato di un dispositivo guasto o manomesso.
- Da 800 a 3.200 euro: la sanzione per la mancata formazione o per istruzioni insufficienti, l’assenza di controlli periodici sui conducenti o l’uso di incentivi che inducano a utilizzare il tachigrafo in modo irregolare.
- Da 500 a 2.000 euro: la sanzione per non fornire i fogli di registrazione necessari o non consentire la stampa dei dati.
- Da 400 a 1.600 euro: la sanzione per lo scarico o la conservazione dei dati del tachigrafo effettuati in modo non corretto.
- 60 giorni per presentare la documentazione: le imprese avrebbero questo termine per dimostrare di aver rispettato gli obblighi nei confronti del conducente.
- Le regole non sono ancora in vigore: il Consiglio dei ministri italiano ha approvato in prima lettura il testo il 13 ottobre 2026, ma il provvedimento può ancora cambiare.
L’articolo 107 del disegno di legge di modifica del Codice della strada italiano definisce le responsabilità delle imprese di trasporto in materia di tachigrafi. Il testo stabilirebbe che le imprese devono verificare il corretto utilizzo dei dispositivi da parte dei conducenti e non possono mettere in servizio veicoli privi del tachigrafo quando previsto dalla normativa. Lo stesso varrebbe per i mezzi dotati di apparecchiature guaste o manomesse.
Il provvedimento vieterebbe inoltre bonus e altre forme di retribuzione capaci di indurre i conducenti a utilizzare il tachigrafo in modo irregolare.
Alle imprese spetterebbe anche il compito di organizzare adeguatamente il lavoro dei conducenti, fornire formazione e istruzioni sull’uso corretto del dispositivo e verificare periodicamente il rispetto delle regole.
Dati del tachigrafo da conservare per almeno un anno
Le imprese dovrebbero scaricare i dati dalle unità di bordo e dalle carte dei conducenti e conservarli per almeno un anno, insieme ai fogli di registrazione e alle eventuali stampe pertinenti.
I conducenti dovrebbero sapere come registrare correttamente le proprie attività, utilizzare la carta tachigrafica e comportarsi in caso di malfunzionamento del dispositivo.
Per le imprese sarebbe inoltre fondamentale poter dimostrare il rispetto degli obblighi. In caso di controllo o contestazione, potrebbero risultare determinanti gli attestati dei corsi, le istruzioni consegnate ai conducenti e la documentazione relativa ai controlli effettuati.
Sanzioni fino a 3.400 euro per le violazioni
Il disegno di legge prevede diversi livelli di sanzione amministrativa, stabiliti in base alla violazione commessa. La fascia più elevata, da 850 a 3.400 euro, riguarderebbe l’impresa che mette in servizio un veicolo senza il tachigrafo obbligatorio oppure con un dispositivo guasto o manomesso. L’utilizzo di incentivi che favoriscano un impiego irregolare del tachigrafo, così come la mancata formazione, l’assenza di istruzioni o di controlli periodici, comporterebbe invece una sanzione da 800 a 3.200 euro.
La mancata disponibilità dei fogli di registrazione o l’impossibilità di stampare i dati sarebbero punite con una sanzione da 500 a 2.000 euro. Le irregolarità nello scarico o nella conservazione dei dati comporterebbero invece sanzioni da 400 a 1.600 euro.
Tutti gli importi sono indicati nella tabella delle sanzioni allegata al testo e potrebbero essere modificati durante l’iter legislativo.
Quando l’impresa risponde delle violazioni del conducente?
La proposta consentirebbe di chiamare l’impresa a rispondere delle violazioni del tachigrafo commesse dai propri conducenti, ma la responsabilità non scatterebbe automaticamente. L’impresa potrebbe presentare documenti che dimostrino il rispetto degli obblighi previsti dalle norme europee, compresi quelli relativi alla formazione, alle istruzioni e alla supervisione dei conducenti.
L’impresa avrebbe 60 giorni dalla contestazione della violazione o dalla notifica del verbale di controllo per consegnare la documentazione necessaria. L’autorità competente disporrebbe poi di 30 giorni per esaminare le prove e stabilire se archiviare il procedimento.
Conservare le registrazioni della formazione, delle istruzioni impartite e dei controlli sui conducenti potrebbe quindi rivelarsi decisivo nelle controversie sulla responsabilità dell’impresa per la condotta di un conducente.
Le nuove disposizioni non sono ancora in vigore
Il disegno di legge sul Codice della strada ha ricevuto una prima approvazione dal Consiglio dei ministri italiano il 13 ottobre 2026. Il 14 ottobre è stato trasmesso alla Camera dei deputati come Atto del Governo n. 448. Le commissioni parlamentari competenti dovranno esprimere il proprio parere entro il 12 gennaio 2027.
Fino alla conclusione dell’iter legislativo, sia le nuove disposizioni sia gli importi previsti per le sanzioni restano soggetti a modifica. Nel frattempo continuano ad applicarsi le regole attualmente in vigore sui tachigrafi.








