L’operazione rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita del gruppo, fondato su un modello industriale che integra rinnovo del parco mezzi, continuità operativa e specializzazione logistica.
La collaborazione con Scania, avviata durante l’emergenza Covid-19 con l’ingresso dei primi 20 veicoli, si è progressivamente trasformata in una relazione strutturata basata su obiettivi condivisi e gestione integrata dell’assistenza.
Come sottolineato dall’amministratore delegato Luca Chiggiato:
«Un mezzo deve essere performante, ma è il post-consegna a fare la differenza: supporto e presenza costante sono i pilastri che hanno cementato la nostra fiducia».
Il nuovo payoff aziendale — “Siamo parte del tuo valore” — segna simbolicamente il passaggio da una logica tradizionale fornitore-cliente a una partnership orientata alla creazione di valore lungo tutta la filiera.
Rinnovo della flotta e continuità operativa
L’investimento riguarda sia il ricambio di circa 70 mezzi sia l’ampliamento della capacità operativa con nuovi trattori e motrici destinati ad allestimenti gran volume.
Nel 2024 l’azienda ha introdotto il primo trattore elettrico, avviando un percorso di progressiva elettrificazione. Tuttavia, per le missioni internazionali e le tratte di lungo raggio — incluse quelle verso il Medio Oriente — il motore diesel resta centrale per affidabilità e autonomia.
Uno degli indicatori chiave è la disponibilità della flotta, attestata al 97%, grazie a una gestione tecnica affidata alla rete ufficiale del costruttore. Questo modello consente alla struttura interna di concentrarsi sul servizio al cliente, mentre la manutenzione predittiva viene programmata nelle ore di riposo dei conducenti, riducendo al minimo i tempi di fermo.
Specializzazione pharma e infrastrutture dedicate
La crescita dimensionale è accompagnata da investimenti infrastrutturali. A luglio entrerà in funzione a Piombino Dese un nuovo hub farmaceutico da 20.000 posti pallet, dotato di celle a doppia temperatura controllata (15–25°C e 2–8°C) e baie di carico sigillate per garantire l’integrità della catena del freddo.
La competenza nella logistica a temperatura controllata si estende anche a rotte ad alta complessità operativa, come il trasporto di plasma umano dall’Iran. In collaborazione con il Gruppo IFAC, Chiggiato utilizza semirimorchi dotati di tre gruppi frigoriferi indipendenti, in grado di mantenere una temperatura costante di -30°C anche in presenza di condizioni climatiche estreme, superiori ai 50°C.
Sicurezza e capitale umano
Con oltre 350 dipendenti, di cui 250 autisti, l’azienda pone al centro anche la sicurezza e la qualità del lavoro. I mezzi sono dotati di sistemi di allarme attivi 24 ore su 24 e certificazione TAPA, standard internazionale per la sicurezza del trasporto.
L’esperienza personale dell’amministratore delegato — tredici anni trascorsi alla guida — rappresenta un elemento identitario del modello organizzativo:
«Conosco i sacrifici della strada e la lontananza dagli affetti. Per questo credo fermamente che ogni autista debba sentirsi parte integrante del nostro progetto industriale».
In un settore attraversato da transizione energetica, pressione sui costi e crescente specializzazione, la strategia di Chiggiato punta su integrazione industriale, controllo operativo e valorizzazione del capitale umano come leve di competitività nel medio periodo.









