L’intervento si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da crescente attenzione alla sicurezza stradale, alla tutela dei lavoratori e alla concorrenza leale nel settore dell’autotrasporto.
Tra le novità più rilevanti figura la possibilità, in circostanze specifiche, di procedere alla perquisizione personale del conducente durante un controllo su strada, qualora vi siano elementi oggettivi che facciano ritenere che nel tachigrafo sia stata utilizzata la carta di un altro autista.
La bozza precisa che non sarebbe sufficiente un semplice sospetto: per attivare la misura occorrerebbero riscontri concreti, ad esempio anomalie nei dati registrati dal dispositivo. L’eventuale perquisizione dovrebbe svolgersi con modalità proporzionate, nel rispetto della privacy e, ove possibile, alla presenza di un testimone.
Competenza esclusiva alla polizia
Nel corso dell’iter legislativo, il governo ha escluso l’ipotesi iniziale di estendere tali poteri agli ispettori. A seguito di una valutazione giuridica, le perquisizioni – personali o del veicolo – resterebbero di competenza esclusiva della polizia.
Gli altri organismi di controllo continuerebbero a svolgere le verifiche ordinarie, ma le misure che incidono direttamente sulla sfera privata sarebbero riservate agli agenti, in coerenza con le garanzie previste dall’ordinamento.
Reclusione fino a un anno per le manomissioni più gravi
Sul fronte penale, la proposta prevede un inasprimento delle sanzioni per chi altera il tachigrafo. Nei casi più gravi, oltre alle sanzioni amministrative, potrebbe essere applicata la reclusione fino a un anno.
La responsabilità penale non riguarderebbe soltanto i conducenti. Nel mirino finirebbero anche i soggetti che producono, vendono o distribuiscono dispositivi progettati per aggirare i sistemi di registrazione dei tempi di guida e riposo. L’obiettivo dichiarato è colpire l’intera filiera delle pratiche elusive, dall’utilizzatore finale ai fornitori delle soluzioni illegali.
Entrata in vigore dal luglio 2026
Secondo il calendario indicato nella bozza governativa, il nuovo pacchetto normativo dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio 2026. Da quel momento la polizia disporrebbe di strumenti aggiuntivi per individuare e reprimere le infrazioni più gravi nel trasporto su strada.
Maggiore flessibilità per le irregolarità minori
Parallelamente alla stretta sulle violazioni più serie, la Svezia ha introdotto dall’inizio del 2026 un meccanismo che consente, in determinate circostanze, di sostituire la sanzione economica con un richiamo formale per le irregolarità di minore entità.
La misura punta a evitare automatismi sanzionatori per errori marginali e a favorire una migliore comprensione delle regole da parte delle imprese. I richiami, tuttavia, incidono sul profilo di rischio dell’azienda e possono influire sulla frequenza dei controlli successivi.
Il precedente spagnolo
Un approccio penalmente più severo non è una novità in Europa. In Spagna, dal 2020, la manipolazione del tachigrafo può rientrare nel reato di falsificazione documentale, a seguito di una pronuncia della Corte Suprema che ha equiparato l’alterazione del dispositivo – ad esempio mediante l’uso di magneti – alla manipolazione di documenti ufficiali.
In alcuni casi i conducenti hanno rischiato pene fino a tre anni di reclusione. La responsabilità può estendersi anche ai datori di lavoro qualora emerga un loro coinvolgimento, diretto o per tolleranza, nelle condotte illecite.
Con la riforma in preparazione, la Svezia si allinea dunque a una linea europea più rigorosa, rafforzando l’impianto sanzionatorio per tutelare sicurezza, correttezza competitiva e affidabilità del sistema di trasporto su strada.









