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Tachigrafo e passaggi di frontiera: Bruxelles chiarisce le regole

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La Commissione europea ha pubblicato un documento di domande e risposte per spiegare come applicare, nella pratica, alcune disposizioni del Pacchetto Mobilità legate all’uso del tachigrafo. I chiarimenti riguardano soprattutto la registrazione dei passaggi di frontiera, l’adeguamento obbligatorio dei dispositivi e le regole di utilizzo delle carte conducente.

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Le linee guida di Bruxelles non modificano la normativa: servono a rendere più chiaro cosa ci si aspetta da autisti e aziende e, allo stesso tempo, come dovrebbero muoversi gli organi di controllo. In diversi passaggi emerge un approccio più “elastico”, ma gli obblighi centrali restano invariati.

Passaggi di frontiera: l’inserimento manuale resta un obbligo

Il punto più rilevante è la conferma che l’autista deve continuare a registrare manualmente l’attraversamento della frontiera inserendo il simbolo del Paese una volta entrato nel territorio.

L’obbligo è in vigore dal 2020 per i tachigrafi analogici e dal 2022 per quelli digitali, compresi gli smart tachograph di prima generazione. L’obiettivo è facilitare i controlli su cabotaggio e distacco dei conducenti.

La Commissione ribadisce anche quando va fatto l’inserimento: alla prima sosta utile dopo il passaggio di confine. Ed è proprio l’interpretazione di “prima sosta utile” a generare, più spesso, dubbi operativi.

Che cosa significa davvero “prima sosta utile”

Nei chiarimenti si legge che non ogni punto lungo la strada può essere considerato idoneo per fermarsi. Per esempio, non rientrano le corsie di emergenza quando l’utilizzo comporterebbe una violazione delle regole di sicurezza.

Allo stesso tempo viene riconosciuto un margine di flessibilità: se l’area di sosta più vicina è piena o raggiungerla comporta un rischio, il conducente può proseguire fino al primo luogo disponibile in condizioni di sicurezza.

In pratica, la correttezza dell’operazione verrà valutata caso per caso, e chi controlla dovrebbe considerare elementi come traffico, possibilità di parcheggio e situazione reale su strada.

Una fase temporanea in attesa dello smart tachograph di seconda generazione

La registrazione manuale dei confini è pensata come soluzione transitoria. Nel tempo sarà superata dallo smart tachograph di seconda generazione, che registra automaticamente i passaggi di frontiera.

Le scadenze di implementazione sono già definite:

  • entro il 31 dicembre 2024 – sostituzione dei tachigrafi analogici e dei digitali più datati,
  • entro il 18 agosto 2025 – retrofit degli smart tachograph di prima generazione,
  • dal il 21 agosto 2023 – obbligo del nuovo dispositivo sui veicoli di nuova immatricolazione,
  • dal il 1 luglio 2026 – estensione dell’obbligo ai veicoli commerciali leggeri da 2,5 a 3,5 t impegnati in trasporto internazionale o cabotaggio.

Carte conducente: come gestire la transizione

Un altro tema affrontato riguarda le carte tachigrafiche durante il periodo di passaggio. Fino ad agosto 2028, spiega la Commissione, convivranno più generazioni di carte con un funzionamento “in parallelo”.

Secondo le indicazioni:

  • chi effettua trasporto internazionale dovrà passare alle sole carte di seconda generazione entro tale termine,
  • eventuali “vuoti” nelle registrazioni dovuti ai limiti tecnici delle carte più vecchie non saranno automaticamente considerati infrazione, se il conducente può dimostrarli con altri elementi (per esempio dati del tachigrafo o stampe).

Esenzioni e trasporti extra-Ue

Le FAQ chiariscono anche alcuni casi di esclusione. L’obbligo di retrofit non riguarda i veicoli che operano esclusivamente fuori dall’Unione europea nel quadro AETR, a condizione che non svolgano attività all’interno dell’Ue.

Viene inoltre richiamato il tema delle carte rilasciate da Paesi extra-Ue, che dovranno essere integrate progressivamente nel sistema europeo.

Più chiarimenti, ma anche più attenzione in azienda

Le indicazioni pubblicate confermano che, pur essendo le regole note da anni, l’applicazione concreta continua a generare incertezze. La Commissione punta a ridurre le zone grigie, lasciando però spazio a valutazioni legate al contesto.

Di conseguenza cresce il peso della formazione dei conducenti e delle procedure interne delle imprese di trasporto: non basta conoscere la norma, bisogna saperla applicare correttamente nelle condizioni reali di viaggio e di sosta.

Per approfondire l’impatto dell’estensione dell’obbligo ai veicoli commerciali leggeri, si veda anche il tema del tachigrafo e le implicazioni operative per i furgoni.

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