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Caro gasolio, ultimatum dei trasportatori siciliani: «Pronti a bloccare i porti»

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Il Comitato chiede risposte a Regione e Governo sul sostegno alle imprese e sul Sea Modal Shift. Trascorsi 15 giorni senza novità, sarà fissata la data della protesta. Aricò replica: decreto regionale entro fine settimana.

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L’essenziale in breve

  • Il Comitato Trasportatori Siciliani denuncia ritardi nelle misure promesse dopo l’incontro dello scorso aprile.
  • Nel mirino ci sono il decreto regionale sui contributi per il caro carburanti e i pagamenti legati al Sea Modal Shift.
  • La categoria concede 15 giorni alle istituzioni prima di decidere la data di un eventuale blocco nei porti siciliani.
  • La Regione ha risposto annunciando la pubblicazione del decreto sugli aiuti entro la fine della settimana.

«La pazienza ha un limite e noi l’abbiamo esaurita». I trasportatori siciliani alzano il livello dello scontro sul caro gasolio e annunciano la possibilità di arrivare al blocco del trasporto intermodale in tutti i porti dell’Isola. L’ultimatum arriva dal Comitato Trasportatori Siciliani, che ha chiesto incontri urgenti all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e al viceministro Edoardo Rixi. Se entro 15 giorni non arriveranno risposte, il Comitato si riunirà per stabilire la data della mobilitazione.

L’accusa: «Impegni rimasti sulla carta»

A dare voce alla protesta è Salvatore Bella, coordinatore del Comitato. Secondo i trasportatori, gli impegni assunti da Regione e Governo nazionale durante l’incontro di aprile non avrebbero ancora prodotto i risultati attesi.

Sul fronte siciliano, la contestazione riguarda il decreto necessario per consentire alle aziende di presentare le domande di contributo contro l’aumento dei costi del carburante. «La pazienza ha un limite e noi l’abbiamo esaurita», ha dichiarato Bella, denunciando le ripercussioni economiche dei rincari sulle imprese del settore.

Il secondo nodo riguarda Roma. Il Comitato sostiene che il Governo nazionale si fosse impegnato a liquidare entro luglio la prima annualità del Sea Modal Shift, il cosiddetto Marebonus, ma afferma che le imprese non avrebbero ancora ricevuto le somme.

Bella riferisce inoltre timori per una possibile riduzione delle risorse stanziate per la seconda annualità: un’eventualità denunciata dal Comitato, sulla quale al momento non risultano elementi confermativi nella documentazione citata dal Ministero. La pagina ufficiale del Mit riporta, tra gli ultimi atti, l’apertura nel marzo scorso della fase di rendicontazione della seconda annualità 2024-2025.

L’ultimatum di 15 giorni

La richiesta adesso è quella di un confronto diretto con Aricò e Rixi. Scaduto senza esito il termine di 15 giorni, il Comitato annuncia che fisserà la data del blocco del trasporto intermodale nei porti siciliani.

Una mobilitazione di questa portata coinvolgerebbe uno snodo centrale per il sistema logistico dell’Isola, con possibili ripercussioni sulla movimentazione delle merci e sui collegamenti tra trasporto stradale e marittimo.

La risposta della Regione: decreto entro fine settimana

Dopo l’ultimatum è arrivata la replica dell’assessore Alessandro Aricò. La Regione Siciliana ha confermato l’intenzione di procedere con le misure di sostegno: «Il decreto relativo alle misure di sostegno contro il caro-carburanti sarà pubblicato entro la fine della settimana», ha dichiarato l’assessore.

Aricò ha spiegato che il ritardo sarebbe legato alla necessità di completare approfondimenti tecnici e amministrativi per rendere il provvedimento pienamente applicabile. L’assessore ha inoltre dichiarato la disponibilità a incontrare il Comitato per illustrare tempi e modalità della misura.

Il confronto resta dunque aperto. Da una parte i trasportatori, che fissano una scadenza e prospettano il blocco dei porti; dall’altra la Regione, che assicura l’imminente pubblicazione del decreto. I prossimi giorni diranno se l’annuncio riuscirà a fermare la protesta prima che arrivi alla fase operativa.

Fonte: Aitras

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