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120 milioni per trasformare i distributori in stazioni di ricarica e impianti per biocarburanti

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Contributi fino a 60 mila euro per la riconversione, indennizzi ai gestori che cessano l’attività e procedure più snelle per la dismissione degli impianti. Pichetto: «Strumenti concreti per accelerare la decarbonizzazione».

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Il governo mette sul tavolo 120 milioni di euro per riconvertire la rete italiana dei carburanti, favorendo la trasformazione dei distributori tradizionali in stazioni di ricarica per veicoli elettrici o in impianti destinati alla produzione e alla distribuzione di biocarburanti.

La misura, proposta dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, è contenuta nel disegno di legge Concorrenza approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede per i titolari degli impianti un contributo fino a 60 mila euro, entro il limite massimo del 50% delle spese sostenute per la riconversione.

Le risorse saranno distribuite in tre anni: 40 milioni di euro per ciascuna annualità dal 2028 al 2030, finanziati attraverso il Fondo alimentato dai proventi delle aste delle quote di emissione di anidride carbonica.

Indennizzo fino a 20 mila euro per i gestori

Accanto agli incentivi destinati ai proprietari, il disegno di legge introduce un ulteriore sostegno per chi gestisce gli impianti. Il gestore che decida di non proseguire l’attività dopo la riconversione potrà richiedere un indennizzo fino a 20 mila euro.

L’obiettivo è accompagnare la trasformazione di un settore chiamato a confrontarsi con il progressivo cambiamento della mobilità, evitando che il passaggio verso infrastrutture a minore impatto ambientale ricada interamente sugli operatori.

«Queste norme – spiega il ministro Gilberto Pichetto – introducono strumenti concreti e adeguate risorse economiche per accelerare l’evoluzione di un settore decisivo per la decarbonizzazione», ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto.

Secondo il ministro, la transizione del trasporto stradale dovrà seguire un percorso governato e sostenibile, aperto alle diverse tecnologie disponibili. «Le misure approvate vanno in questa direzione», ha aggiunto.

Procedure semplificate per la dismissione

Il provvedimento interviene anche sulle modalità di chiusura e messa in sicurezza degli impianti tradizionali, con l’intento di semplificare le procedure amministrative e definire con maggiore precisione gli obblighi a carico dei titolari.

Tra le operazioni previste figurano la rimozione delle infrastrutture fuori terra non più funzionali alla nuova stazione di ricarica, l’eliminazione dei fondami e degli eventuali residui presenti nei serbatoi, oltre all’inertizzazione dei serbatoi interrati e delle relative condotte.

La norma disciplina inoltre l’isolamento delle matrici ambientali, così da ridurre i rischi connessi alla presenza di carburanti e sostanze residue nel sottosuolo.

Più informazioni sui carburanti alternativi

Un altro articolo del disegno di legge rafforza gli obblighi informativi nei confronti dei consumatori. I titolari degli impianti dovranno segnalare in modo adeguato la disponibilità, presso i punti vendita, di biocarburanti in purezza, biometano per autotrazione e altri carburanti alternativi.

L’obbligo comprenderà anche soluzioni come idrogeno ed e-fuel, con l’obiettivo di rendere più trasparente e riconoscibile l’offerta di combustibili alternativi lungo la rete distributiva nazionale.

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