L’essenziale in breve
- Chiesti ristori anche per le imprese che utilizzano veicoli sotto le 7,5 tonnellate di classe Euro 5.
- Le associazioni sollecitano più risorse per settembre e ottobre e una proroga dei termini di compensazione.
- Secondo la loro stima, per un mezzo pesante il maggiore costo del gasolio rispetto a settembre 2025 può raggiungere circa 18.300 euro su base annua.
Nella memoria presentata alla Commissione Finanze della Camera sul decreto sostegni, illustrata in un comunicato del 1° ottobre, CNA e Confartigianato riconoscono la necessità degli interventi adottati dal Governo, ma chiedono di rafforzarli e ampliare la platea dei beneficiari. Il caro energia, sostengono, continua a comprimere i margini delle piccole imprese e a mettere sotto pressione le filiere produttive.
Gasolio: circa 18.300 euro in più per un mezzo pesante
Nell’autotrasporto, secondo le due organizzazioni, il carburante arriva a rappresentare il 40% dei costi di esercizio.
Il comunicato propone un esempio: con il gasolio a un prezzo calmierato di 2,19 euro al litro, un mezzo pesante che percorre 100mila chilometri e consuma circa 33mila litri l’anno sostiene un maggiore costo di circa 18.300 euro su base annua rispetto al prezzo medio di settembre 2025.
Si tratta di una stima riferita alle percorrenze e ai consumi indicati, che mostra quanto il rincaro possa incidere sui conti delle imprese anche in presenza di interventi di contenimento dei prezzi.
Depositi aziendali e veicoli esclusi dai sostegni
CNA e Confartigianato giudicano apprezzabile il contenimento volontario dei prezzi da parte delle compagnie petrolifere, ma ne segnalano una copertura disomogenea. Tra i rifornimenti che restano scoperti indicano quelli effettuati attraverso i depositi aziendali.
Le associazioni chiedono quindi misure di ristoro anche per le imprese che utilizzano veicoli sotto le 7,5 tonnellate di classe Euro 5, insieme a un rifinanziamento sostanzioso del credito d’imposta per settembre e ottobre.
Un’altra richiesta riguarda i tempi: la proroga dei termini di compensazione dovrebbe consentire alle imprese di utilizzare pienamente i crediti anche oltre l’anno corrente.
Adeguare i corrispettivi al costo del carburante
Le proposte non si limitano agli aiuti fiscali. CNA e Confartigianato chiedono di destinare al trasporto merci l’extragettito IVA generato dai rincari e di rendere effettivo l’adeguamento dei corrispettivi all’aumento del carburante.
Sollecitano inoltre controlli più incisivi contro eventuali comportamenti speculativi. Il punto è affiancare ai sostegni pubblici strumenti che permettano alle imprese di recuperare l’aumento dei costi anche nei rapporti commerciali.
Credito del 20% sull’elettricità per le piccole imprese
Sul fronte energetico, le organizzazioni propongono un credito d’imposta per le piccole imprese non energivore, che subiscono i rincari dell’elettricità senza accedere alle agevolazioni riconosciute alle aziende a forte consumo di energia.
La proposta prevede un credito pari al 20% della spesa per la componente energia elettrica sostenuta nel terzo trimestre 2026, destinato alle imprese che abbiano registrato un aumento di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il valore complessivo dell’intervento è stimato in circa 750 milioni di euro.
Richiesti interventi anche per taxi e NCC
CNA e Confartigianato chiedono infine di includere nei sostegni taxi e noleggio con conducente, che il comunicato indica come finora esclusi dal credito d’imposta straordinario. Le proposte comprendono contributi dedicati, adeguamenti di tariffe e contratti agli aumenti eccezionali del carburante e incentivi al rinnovo dei veicoli.
La memoria contiene anche la richiesta di aumentare del 15% le tariffe per le revisioni dei veicoli leggeri, introducendo un meccanismo biennale di rivalutazione legato all’inflazione.







