L’essenziale in breve
- Peron chiede una rappresentanza comune tra le diverse componenti della filiera.
- Messaggi divergenti su questioni condivise rendono meno efficace il confronto con i parlamentari.
- Fiducia tra imprese e associazioni e partecipazione degli imprenditori sono alla base della collaborazione.
Una filiera, troppe voci
«La divisione tra di noi è vecchia e superata: siamo tutti parte della stessa filiera, e solo ragionando come filiera potremo fare lobby vera.» Con queste parole Alessandro Peron ha chiuso la dodicesima edizione di One Day Truck & Logistics, l’evento promosso da FIAP in collaborazione con la rivista Parts Truck, che ha riunito a Bologna oltre 450 operatori.
Il punto più concreto del suo intervento riguarda il rapporto con la politica: dieci associazioni che portano ai parlamentari dieci messaggi diversi su questioni sostanzialmente identiche compromettono l’efficacia della rappresentanza. Peron ha quindi richiamato la necessità di costruire posizioni condivise, superando la separazione tra concessionari, autotrasportatori, costruttori e altre componenti del settore.
L’obiettivo è rafforzare la capacità della filiera di incidere sulle scelte nazionali ed europee. Per raggiungerlo, secondo il segretario generale di FIAP, occorre ragionare sugli interessi comuni e coordinare l’azione delle organizzazioni.
La fiducia si costruisce nei rapporti di lavoro
Peron ha ricondotto questa esigenza alle tre parole scelte per aprire la giornata: fiducia, patriottismo e coraggio.
La fiducia, nel suo ragionamento, deve tradursi nei rapporti quotidiani: tra fornitori e clienti, tra collaboratori e imprese, tra imprenditori e associazioni. La collaborazione di filiera parte dalla qualità di queste relazioni, prima ancora di arrivare ai tavoli istituzionali.
Il patriottismo è stato inteso come responsabilità verso il sistema Paese, oltre i confini della propria azienda. Il coraggio riguarda invece la scelta di fare impresa, innovare e partecipare con convinzione alla vita associativa, contribuendo alla definizione delle posizioni del settore.
Dalle recriminazioni all’azione comune
Nel suo intervento di apertura, Peron aveva anche messo in guardia dalla tentazione di attribuire ogni difficoltà alle istituzioni, alle norme europee o alla concorrenza sleale. Una reazione comprensibile, ma che, nel suo ragionamento, non basta a costruire una risposta.
La strada indicata è trasformare le esigenze delle singole imprese in un’azione collettiva. Da qui l’invito finale a fare più sistema: il futuro del settore dipende anche dalla capacità delle sue diverse componenti di presentarsi alla politica con richieste coerenti e condivise.







