Tutti i lavoratori inquadrati al 6J al 31 dicembre 2025 sono passati automaticamente al sesto livello ordinario, senza necessità di verifiche o adempimenti da parte delle aziende. Questo passaggio produce effetti immediati sul piano retributivo: il nuovo livello comporta un aumento mensile di 127,85 euro lordi, pari a circa 1.662 euro su base annua per lavoratore.
Impatto sul costo del lavoro
Il Ministero del Lavoro ha stimato, per il sesto livello, un costo medio orario pari a 22,14 euro da gennaio 2025, con incrementi progressivi previsti fino al 2027. Questo parametro è rilevante nei bandi pubblici e privati, dove rappresenta una soglia di congruità per gli appalti.
Obiettivo: superare il salario d’ingresso
La cancellazione del 6J, introdotto inizialmente come livello di ingresso per lavoratori senza esperienza, è stata salutata con favore dai sindacati. Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, si tratta di un passo fondamentale per contrastare il lavoro povero e riconoscere il valore delle professionalità operative fin dall’assunzione.
Le preoccupazioni delle imprese
Dal lato datoriale, pur riconoscendo l’importanza dell’intervento, le associazioni di categoria segnalano l’aumento dei costi nei processi di inserimento e formazione, specie per le imprese con alta rotazione di personale e margini ridotti.
Riforma più ampia del Ccnl
L’eliminazione del 6J si inserisce in una revisione profonda del contratto, che ha coinvolto oltre un terzo del testo contrattuale. Tra le novità anche una nuova struttura dell’Elemento professionale d’area, aumenti retributivi a tappe fino al 2027, aggiornamento dei profili professionali in chiave digitale, e modifiche su orario di lavoro e sicurezza.
Il nuovo contratto interessa circa un milione di addetti lungo tutta la filiera logistica e del trasporto merci in Italia.









