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Prezzi del gasolio sopra i 2 euro: l’autotrasporto italiano lancia l’allarme

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Il prezzo del gasolio ha superato la soglia dei 2 euro al litro in gran parte d’Italia e il settore dell’autotrasporto lancia un nuovo allarme al Governo. L’aumento dei costi del carburante — aggravato dalle tensioni geopolitiche e dagli effetti della guerra in Iran — rischia di mettere in difficoltà migliaia di imprese del trasporto merci su strada, con possibili ripercussioni sull’intera filiera logistica nazionale.

Il tema è stato al centro dell’incontro che si è svolto il 12 marzo 2026 al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) tra il viceministro Edoardo Rixi e le principali associazioni del settore, tra cui UNATRAS e ANITA.

Secondo le rilevazioni del ministero dell’Industria, nella stessa giornata il prezzo medio del gasolio ha raggiunto 2,04 euro al litro sulla rete stradale e 2,09 euro su quella autostradale, livelli che per molte imprese risultano ormai difficili da sostenere.

Margini ridotti e liquidità sotto pressione

Per il settore dell’autotrasporto il carburante rappresenta una delle principali voci di costo. Quando il prezzo del gasolio aumenta rapidamente, l’impatto sui bilanci aziendali è immediato.

Le associazioni spiegano che molte imprese non riescono ad adeguare le tariffe dei servizi di trasporto con la stessa velocità con cui crescono i costi. Di conseguenza i margini si riducono e la liquidità si assottiglia.

Secondo UNATRAS, la situazione è ormai critica e richiede interventi urgenti. Il prezzo del gasolio è molto alto da circa due settimane» hanno spiegato i rappresentanti del settore durante l’incontro al MIT.

Il rischio, avvertono le associazioni, è che alcune imprese possano essere costrette a fermare i camion nei piazzali perché non più in grado di sostenere i costi operativi. Un eventuale blocco dell’autotrasporto avrebbe effetti diretti sulla distribuzione delle merci, considerando che in Italia la gran parte dei beni viaggia su gomma.

L’allarme delle associazioni

Le organizzazioni dell’autotrasporto parlano di una situazione sempre più difficile da gestire.

UNATRAS ha definito l’attuale livello dei prezzi “inaccettabile”, sostenendo che l’aumento sia legato anche a dinamiche speculative che dovrebbero essere contrastate con maggiore decisione.

Anche ANITA ha espresso forte preoccupazione per gli effetti della crisi geopolitica sulle catene di approvvigionamento.

Secondo l’associazione, le tensioni in Medio Oriente stanno già producendo conseguenze significative per il sistema logistico europeo, colpendo un comparto che viene definito strategico per il funzionamento dell’economia nazionale.

Le richieste del settore al Governo

Durante l’incontro al ministero le associazioni hanno presentato una serie di misure per fronteggiare l’emergenza carburanti.

Tra le principali proposte avanzate da UNATRAS:

  • utilizzare immediatamente il rimborso trimestrale delle accise, senza attendere i 60 giorni previsti dal meccanismo del silenzio-assenso;
  • sospendere temporaneamente versamenti fiscali, previdenziali e contributivi per garantire liquidità alle imprese;
  • introdurre un credito d’imposta straordinario per compensare l’aumento dei costi del carburante, come già avvenuto durante la crisi legata alla guerra russo-ucraina;
  • aggiornare i valori indicativi dei costi di esercizio del trasporto merci;
  • rafforzare la clausola del fuel surcharge nei contratti di trasporto per adeguare automaticamente le tariffe all’andamento del prezzo del carburante.

ANITA ha inoltre proposto un intervento a livello europeo, chiedendo al Governo di promuovere in sede UE un Temporary Framework che consenta di ampliare temporaneamente il tetto agli aiuti di Stato e introdurre misure straordinarie di sostegno al settore.

Tra le possibili soluzioni indicate figurano un esonero contributivo temporaneo sul costo del personale o strumenti fiscali per compensare l’aumento dei costi energetici.

Il nodo dell’accisa mobile

Nel corso del confronto è stata sollevata anche una questione tecnica relativa all’eventuale utilizzo dell’accisa mobile.

Secondo ANITA, qualora il Governo decidesse di intervenire su questo meccanismo, il beneficio potrebbe risultare limitato per le imprese dotate di flotte moderne e a basse emissioni, poiché l’effetto verrebbe assorbito dalla struttura stessa del sistema. Per questo motivo l’associazione chiede che qualsiasi intervento mantenga invariato l’attuale livello del rimborso.

Il confronto con il Governo

Il viceministro Edoardo Rixi ha riconosciuto la gravità della situazione segnalata dalle associazioni dell’autotrasporto e ha chiesto alle organizzazioni di trasmettere al ministero un dettaglio tecnico delle proposte.

Le misure saranno valutate insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’ambito dei prossimi provvedimenti che l’esecutivo intende adottare per affrontare l’aumento del prezzo del gasolio.

È stato inoltre confermato il proseguimento del tavolo di confronto con il settore, con il coinvolgimento del Garante per la sorveglianza dei prezzi e degli altri ministeri competenti.

Nel frattempo, l’autotrasporto attende segnali concreti. Con il gasolio stabilmente sopra i 2 euro al litro, il margine di manovra per molte imprese si sta rapidamente riducendo — e il rischio di un rallentamento della logistica nazionale torna al centro del dibattito.

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