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Amazon, in Italia rischiano di essere confermate le sanzioni per servizi postali senza licenza

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Il parere dell'Avvocato generale della Corte di giustizia dell'Unione europea rafforza la posizione delle autorità italiane: la gestione delle consegne e degli armadietti automatici rientra nella disciplina dei servizi postali.

Le società Amazon Italia Logistica, Amazon Italia Services e Amazon Italia Transport potrebbero vedere confermate le sanzioni inflitte dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) per aver svolto servizi postali senza la necessaria autorizzazione. È questa la conclusione cui giunge Manuel Campos Sánchez-Bordona, Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), nel parere presentato nell’ambito di un contenzioso destinato a definire l’interpretazione della normativa europea sul settore postale.

La vicenda trae origine dalle sanzioni comminate nel 2018 dall’AGCOM alle tre società del gruppo Amazon, accusate di aver effettuato attività riconducibili ai servizi postali pur in assenza della licenza prevista dalla normativa italiana. Le società hanno contestato il provvedimento davanti alla giustizia amministrativa e il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte di Lussemburgo di chiarire se la direttiva europea sui servizi postali consenta agli Stati membri di imporre tale autorizzazione anche in casi come quello in esame.

Il ruolo delle diverse società del gruppo

Secondo l’Avvocato generale, sulla base degli elementi trasmessi dal giudice italiano, ciascuna delle tre società svolge attività che rientrano nella definizione di servizio postale prevista dal diritto dell’Unione.

Per Amazon Italia Logistica, l’attività di smistamento delle spedizioni rappresenta un passaggio essenziale del servizio postale. Amazon Italia Services, invece, gestisce gli armadietti automatici per il ritiro dei pacchi, un’attività che viene considerata parte integrante della consegna delle spedizioni.

Nel parere si sottolinea come il funzionamento dei locker presenti un carattere attivo della consegna, anche perché prevede la restituzione automatica della merce al mittente quando il destinatario non la ritira entro i termini stabiliti. Una modalità che, secondo l’Avvocato generale, si distingue dalla semplice deposizione della corrispondenza nelle cassette postali.

Quanto ad Amazon Italia Transport, la società organizza il trasporto delle spedizioni verso i destinatari finali attraverso una rete di corrieri locali. Pur non effettuando materialmente il trasporto, il coordinamento dell’intera fase distributiva è ritenuto sufficiente per ricondurre l’attività nell’ambito dei servizi postali.

La decisione finale spetterà alla Corte e al Consiglio di Stato

Il parere dell’Avvocato generale non è vincolante, ma rappresenta un riferimento di particolare rilievo: nella maggior parte dei casi la Corte di giustizia segue l’impostazione proposta dagli Avvocati generali.

Dopo la sentenza della CGUE, sarà il Consiglio di Stato a pronunciarsi definitivamente sulla controversia, applicando i criteri interpretativi fissati dalla Corte europea. Il procedimento riguarda le cause C-535/25, C-536/25 e C-537/25 e potrebbe avere conseguenze significative per gli operatori della logistica e dell’e-commerce che svolgono attività assimilabili ai servizi postali all’interno dell’Unione europea.

Fonte: dvz.de

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