L’iniziativa segna un rafforzamento della competizione diretta con operatori come UPS, FedEx, DHL, GXO Logistics e Maersk. I mercati hanno reagito immediatamente, con ribassi significativi per diversi titoli del comparto logistico.
Dalla logistica interna al servizio conto terzi
Amazon Supply Chain Services consente alle imprese di utilizzare trasporto, distribuzione, logistica di magazzino e spedizioni di pacchi anche senza vendere su Amazon. L’offerta è rivolta ad aziende “di ogni tipo e dimensione”, inclusi settori come sanità, automotive, manifattura e retail.
«Amazon sta portando infrastruttura, intelligenza e scala dei propri servizi di supply chain — collaudati in decenni — alle aziende di tutto il mondo, analogamente a quanto Amazon Web Services ha fatto per il cloud», ha dichiarato Peter Larsen, vicepresidente di ASCS.
Il parallelismo con AWS non è casuale: così come il gruppo ha monetizzato la propria capacità informatica trasformandola in piattaforma globale, ora punta a fare lo stesso con la logistica, valorizzando un’infrastruttura costruita per gestire volumi enormi e picchi stagionali.
Una rete globale integrata
Secondo l’azienda, ASCS permette di movimentare, stoccare e consegnare merci — dalle materie prime ai prodotti finiti — facendo leva sulla stessa infrastruttura logistica che sostiene Amazon.com.
L’offerta comprende freight marittimo, aereo, stradale e ferroviario, distribuzione, fulfilment e consegne di pacchi in due-cinque giorni. La rete include oltre 200 centri di fulfilment negli Stati Uniti, più di 80.000 rimorchi, oltre 24.000 container intermodali e una flotta di più di 100 aeromobili, secondo stime diffuse in occasione del lancio.
Tra i primi utilizzatori figurano Procter & Gamble, 3M, Lands’ End e American Eagle Outfitters. P&G utilizza i servizi di trasporto per materie prime e prodotti finiti, mentre 3M impiega la rete per trasferire merci dagli stabilimenti ai centri di distribuzione.
Mercati finanziari: reazione immediata
L’annuncio ha avuto un impatto diretto in Borsa. Secondo Reuters, le azioni di UPS e FedEx hanno perso oltre il 9% nella seduta successiva alla comunicazione, finendo tra i peggiori titoli dell’S&P 500 secondo il Wall Street Journal. Anche DHL, GXO e Maersk hanno registrato flessioni.
Gli investitori leggono l’iniziativa come un’ulteriore espansione di Amazon lungo la catena del valore logistica, con potenziali pressioni sui margini degli operatori tradizionali, in particolare nel mercato statunitense del parcel e del contract logistics.
Implicazioni strategiche
L’ingresso strutturato nel mercato della logistica conto terzi avviene in una fase di elevata volatilità dei costi operativi, tra prezzo del carburante, tensioni geopolitiche e pressione sui tempi di consegna. In questo contesto, la capacità di offrire un servizio integrato — dal freight intercontinentale all’ultimo miglio — rappresenta un vantaggio competitivo significativo.
Per Amazon, ASCS non è soltanto una nuova linea di business: è un modo per monetizzare economie di scala già esistenti e rafforzare ulteriormente il controllo sulla catena di approvvigionamento globale. Per i grandi operatori logistici, invece, si apre una fase di competizione più intensa con un player che combina infrastruttura fisica, tecnologia proprietaria e capacità finanziaria.









