AdobeStock

Autisti insultati mentre fanno il loro lavoro e camion fermi

Puoi leggere questo articolo in 4 minuti

I portafogli ordini sono pieni, ma non ci sono abbastanza autisti. A Wittenberg i camion restano fermi nei piazzali e il lavoro dell’autista di lungo raggio in Germania sta diventando sempre meno attraente. Gli autisti se ne vanno, i salari arrivano ai limiti della sostenibilità economica e il settore non ha ancora sviluppato soluzioni sistemiche.

Il testo che stai leggendo è stato tradotto utilizzando uno strumento automatico, che potrebbe portare a delle imprecisioni. Grazie per la comprensione.

Torsten Plaul, ex vincitore del concorso “Safest Truck Driver in Germany”, ha rinunciato al lavoro dei suoi sogni al volante e oggi gestisce una scuola guida.

Se consegni merci in Germania, verrai insultato continuamente. Per alcuni siamo come zerbini – dice l’ex autista in un’intervista al portale di notizie tedesco mdr.de.

L’esempio dell’azienda di Natalie Ehrlich che impiega 90 autisti dimostra che la carenza di autisti significa una flotta sottoutilizzata e la necessità di annullare gli ordini di trasporto, anche quando i portafogli ordini sono pieni.

Sono tempi economici turbolenti. La carenza di autisti è estremamente dolorosa. E la situazione peggiora di giorno in giorno” – ammette Natalie Ehrlich, direttrice di una società di spedizioni a Wittenberg, citata da mdr.de.

Elevato turnover e nessun ricambio

Il turnover del personale nel settore dei trasporti sta aumentando a un ritmo allarmante. Secondo il Bundesverband Güterverkehr Logistik und Entsorgung (BGL), in Germania mancano attualmente 100.000 autisti professionisti.

Ogni anno vanno in pensione circa 30.000 autisti, mentre solo 15.000 giovani entrano nella professione. I nuovi candidati arrivano sempre più spesso dall’estero, soprattutto dall’Europa orientale. Di conseguenza, le aziende di trasporto sono costrette a fare i conti con la carenza di manodopera e i costi del personale continuano a salire.

Pressione e mancanza di riconoscimento

Torsten Plaul descrive la pressione quotidiana: scadenze, lunghe ore al volante e mancanza di rispetto da parte dei clienti. 

In altri Paesi, come i Paesi Bassi, la Danimarca o la Polonia, gli autisti sono trattati con maggiore rispetto” – osserva l’ex autista.

Inoltre, l’elevata barriera d’ingresso nella professione limita l’afflusso di giovani autisti. Una patente di guida di categoria C può costare fino a 8.000 euro, e sono richieste anche formazioni per il trasporto di merci pericolose e per l’ancoraggio del carico.

Più soldi non basteranno

La retribuzione degli autisti di lungo raggio in Germania varia da 2.700 a 4.000 euro lordi al mese. I costi del personale, già aumentati a causa della carenza di addetti, spesso non si riflettono nelle tariffe di trasporto.

La professione dell’autista di lungo raggio deve tornare a essere attraente. Meno burocrazia sulle qualifiche, immigrazione più semplice, patenti più economiche e accesso a parcheggi a prezzi sostenibili – le idee non mancano, ma purtroppo si fa ancora troppo poco” – sottolinea Natalie Ehrlich.

Flotta sottoutilizzata e costi in aumento

Ogni camion inutilizzato genera perdite: canoni di leasing, assicurazione e mancati ricavi incidono sulla redditività delle aziende. Con troppo pochi autisti, neppure portafogli ordini pieni proteggono dai tempi di fermo.

Il rallentamento economico peggiora ulteriormente la situazione del settore. Esperti e organizzazioni di categoria chiedono riforme urgenti, migliori infrastrutture sociali per gli autisti e regolamenti semplificati che aiutino ad attirare le generazioni più giovani verso la professione. Senza tutto questo, la carenza di autisti potrebbe paralizzare il trasporto stradale in Germania e in tutta Europa.

L’Europa deve agire ora

Anche la International Road Transport Union (IRU). evidenzia la portata del problema. L’organizzazione ricorda che oggi in Europa mancano quasi 500.000 autisti e che meno del 5% di loro ha meno di 25 anni.

Senza autisti, il sistema si fermerà. Il trasporto stradale rappresenta il 75% del trasporto merci in Europa e la maggior parte degli spostamenti dei passeggeri. È il momento di agire, adesso” – ha dichiarato Raluca Marian, direttrice IRU UE, durante un dialogo con la Commissione europea.

Per questo l’IRU propone soluzioni specifiche:

  • semplificare e armonizzare le normative sulla mobilità dei lavoratori,
  • introdurre un calcolatore UE per il calcolo dei salari degli autisti distaccati,
  • sviluppare strumenti digitali a supporto delle operazioni transfrontaliere,
  • garantire pari diritti agli autisti dell’UE e dei Paesi terzi,
  • armonizzare le regole sulla sicurezza sociale.
Tags:

Leggi anche