La decisione riapre un importante dibattito per l’autotrasporto che opera tra la penisola e le Isole Baleari. Il settore avverte di un impatto economico e organizzativo significativo se la Corte Suprema dovesse unificare la giurisprudenza in questa direzione.
Una nuova sentenza che rafforza la posizione della Corte Suprema
L’Alta Corte di Giustizia delle Isole Baleari ha accolto il ricorso di un autista che chiedeva che il tempo trascorso su un traghetto accompagnando il proprio camion fosse retribuito come tempo di reperibilità. La sentenza ordina alla società Xim Escalas di pagare al lavoratore 3.720 €, al tasso di 12 € per ciascuna delle 310 ore trascorse a bordo sulle tratte tra Maiorca e Barcellona o Valencia.
Il fatto che l’azienda abbia messo a disposizione una cabina non modifica la qualificazione giuridica di quel tempo. La Sezione Lavoro del tribunale delle Baleari segue così il ragionamento già espresso dalla Corte Suprema nel maggio 2024, quando stabilì che tale periodo non può essere considerato riposo.
Ora spetta alla Corte Suprema unificare l’orientamento giurisprudenziale, il che potrebbe consolidare definitivamente questa interpretazione.
Il punto chiave: disponibilità e normativa nazionale
Nella sua sentenza del 2024, la Corte Suprema ha sostenuto che, sebbene il regolamento UE sui tachigrafo e sui tempi di guida e di riposo consenta di trattare quel periodo come riposo se sono soddisfatte determinate condizioni, la legislazione nazionale può stabilire condizioni più favorevoli per il lavoratore.
L’alta corte ha basato il proprio ragionamento sul Regio Decreto 1561/1995, che disciplina l’orario di lavoro nel settore dei trasporti, e sul II Accordo Generale sul Trasporto su Strada firmato nel 2012. Entrambe le disposizioni consentono di considerare tale periodo come tempo di reperibilità.
Il fattore decisivo è che l’autista deve rimanere a disposizione sia dell’azienda sia dell’equipaggio del traghetto, ad esempio in caso di emergenza. Tale obbligo di rimanere disponibile impedisce che il periodo venga considerato riposo effettivo.
Massima preoccupazione nel settore
La Federazione Nazionale delle Associazioni di Trasporto della Spagna, Fenadismer, ha espresso profonda preoccupazione per la possibilità che questo criterio possa consolidarsi come giurisprudenza.
Secondo l’organizzazione, le conseguenze potrebbero essere devastanti per il settore dell’autotrasporto, soprattutto per le aziende che operano tra la penisola e le Isole Baleari. L’impatto non si limiterebbe ai salari. Poiché si tratterebbe di tempo di lavoro, queste ore sarebbero soggette ai limiti e ai controlli applicabili all’orario di lavoro e ai tempi di guida.
Fenadismer avverte di un “impatto molto forte, sia economico sia organizzativo”, oltre al previsto aumento del costo dei prodotti trasportati tra la penisola e le Isole.
Appello a modifiche legislative
Alla luce di questo scenario, la federazione solleciterà il Ministero del Lavoro a promuovere modifiche legislative alla disciplina dell’orario di lavoro nei trasporti. L’obiettivo è attenuare l’effetto negativo del nuovo orientamento giudiziario e consentire alle aziende interessate di continuare a operare, cosa ritenuta essenziale per garantire l’approvvigionamento delle Isole.
Il settore attende ora la decisione definitiva della Corte Suprema. Se verrà confermata la linea avviata nel 2024, il modello operativo di molte rotte marittime dovrà essere ripensato a fondo.











