La riunione online tenutasi il 3 febbraio ha riunito rappresentanti della Commissione europea, i ministri dei trasporti dei Paesi dei Balcani occidentali e le organizzazioni del trasporto della regione. È stato concordato che vi è un urgente bisogno di sviluppare soluzioni transitorie che consentano agli autisti di svolgere le operazioni di trasporto senza il rischio di violare le nuove regole.
L’incontro ha evidenziato le sfide comuni della regione, tra cui la forte dipendenza delle loro economie dal trasporto su strada e dal transito attraverso l’area Schengen, nonché il rischio di una ripresa dei blocchi alle frontiere se nel breve termine non verranno compiuti progressi concreti.
Il Montenegro comprende pienamente l’importanza della politica migratoria dell’UE, ma in questo caso parliamo di un numero chiaramente definito e limitato di autisti professionisti del trasporto internazionale verso i Paesi dell’UE, principalmente Germania, Paesi Bassi, Italia, Francia, Belgio e Croazia. Queste persone non rappresentano un rischio migratorio, pertanto siamo pronti, in collaborazione con la Commissione europea e con i partner della regione, a contribuire attivamente allo sviluppo di soluzioni concrete e pratiche, nel pieno rispetto dell’acquis dell’UE”, ha dichiarato Maida Gorčević, ministra del Montenegro per gli Affari europei.
EES e proteste degli autisti
Ricordiamo che gli autisti professionisti di quattro Paesi della regione hanno protestato contro il soggiorno massimo nell’area Schengen di 90 giorni in un periodo di 180 giorni, che ritengono insufficiente per svolgere il lavoro di trasporto. I blocchi alle frontiere sono durati diversi giorni, causando gravi ritardi nel flusso di merci da e verso l’UE e perdite per gli operatori logistici.
Le associazioni di trasporto sottolineano che l’EES minaccia la capacità degli autisti di lavorare e che l’implementazione del sistema, che dovrà essere completata entro il 9 aprile 2026, richiede un adeguato modello transitorio che consenta, ad esempio, di completare un’operazione di trasporto senza sanzioni.
Gruppo di lavoro e proposte di soluzioni transitorie
Poiché i rappresentanti della maggior parte degli Stati membri dell’UE hanno indicato che al momento non esiste un consenso politico su modifiche alle regole di Schengen o sull’introduzione di esenzioni dall’EES, la Commissione europea ha espresso la propria disponibilità a cercare soluzioni nell’ambito dell’attuale quadro giuridico, per non mettere a rischio le catene di approvvigionamento e il commercio regionale.
Durante la riunione è stato confermato che il sistema di ingresso/uscita sarà pienamente implementato entro aprile 2026 e che tutti gli attraversamenti delle frontiere esterne di Schengen saranno registrati, con un’applicazione rigorosa della regola 90/180.
Per proseguire il dialogo, è prevista la creazione di un gruppo di lavoro tecnico a livello degli Stati UE e dei Balcani occidentali, che si riunirà già dalla prossima settimana. All’interno di questo gruppo verranno discussi dati statistici dettagliati relativi al numero di autisti professionisti, ai modelli di permanenza e alle criticità legate all’applicazione della regola 90/180 e del sistema di ingresso/uscita.
I rappresentanti della CE hanno dichiarato che non esistono soluzioni rapide, ma che vi è la volontà di avviare un dialogo accelerato e strutturato per sviluppare soluzioni durature nel quadro delle normative applicabili.
Cosa significa per il settore dei trasporti
Gli operatori logistici dovrebbero prepararsi a controlli alle frontiere in linea con il nuovo sistema EES e a potenziali ritardi nei viaggi degli autisti provenienti dai Paesi dei Balcani occidentali. Lo sviluppo di un modello transitorio è fondamentale per mantenere un flusso regolare della catena di approvvigionamento tra l’UE e la regione dei Balcani occidentali.









