Un’azienda di trasporti attiva nella regione dell’Haaglanden, nei Paesi Bassi, è stata obbligata a sospendere tutte le attività di trasporto per due mesi a seguito di gravi e ripetute violazioni della legislazione sul lavoro. La decisione è stata presa dalla Nederlandse Arbeidsinspectie, che ha concluso che le precedenti sanzioni e diffide non erano riuscite a riportare l’azienda in regola.
La chiusura riguarda non solo le operazioni svolte direttamente dall’azienda, ma anche le attività di trasporto effettuate per suo conto da altre imprese, una misura che sottolinea la gravità del caso.
Escalation dopo anni di mancato rispetto delle norme
Secondo l’Ispettorato del lavoro, l’azienda ha ripetutamente violato la Wet minimumloon en minimumvakantiebijslag (WML), che disciplina il salario minimo e l’indennità di ferie, nonché la Wet arbeid vreemdelingen (Wav), che regola l’impiego di lavoratori stranieri.
Nell’azione di enforcement più recente, gli ispettori hanno comminato una multa di €90.000 per violazioni della WML e un’ulteriore multa di €112.500 ai sensi della Wav. Quest’ultima è stata collegata alla mancata presentazione, da parte dell’azienda, della documentazione d’identità dei lavoratori, rendendo impossibile agli ispettori verificare se fossero impiegati legalmente.
L’autorità ha sottolineato che non si trattava di episodi isolati, ma di parte di un andamento di irregolarità protratto nel tempo.
Un’ispezione precedente aveva già portato a multe e a una diffida
Il caso risale almeno al 2022, quando una precedente ispezione aveva rilevato gravi irregolarità amministrative e occupazionali. All’epoca, gli ispettori accertarono che sette lavoratori erano impiegati senza contratti formali, mentre mancavano documenti chiave come buste paga, prove dei pagamenti degli stipendi e registri delle ore lavorate.
Quell’indagine si concluse con €42.000 di multe per violazioni delle norme sul salario minimo e con un’ulteriore sanzione di €21.000 per violazioni della normativa sul lavoro dei cittadini stranieri. In modo determinante, l’azienda ricevette anche un ammonimento formale secondo cui ulteriori infrazioni avrebbero potuto portare alla sospensione delle sue attività.
Violazioni ripetute confermate nella nuova ispezione del 2025
Nonostante tale ammonimento, un’ispezione di follow-up nel 2025 ha rivelato che i problemi non erano stati risolti. Gli ispettori hanno rilevato che, per dieci dipendenti, l’azienda non era nuovamente in grado di fornire la documentazione di base relativa a retribuzioni o rapporti di lavoro.
Di conseguenza, l’Ispettorato del lavoro ha dichiarato di non poter stabilire se i lavoratori fossero pagati in modo equo o ricevessero almeno il salario minimo previsto dalla legge. L’indagine ha inoltre accertato che alcuni dipendenti lavoravano senza contratti di lavoro scritti e venivano pagati in contanti, circostanza che costituisce un’ulteriore violazione della normativa sul lavoro.
Secondo l’autorità, l’assenza della documentazione di base ha ostacolato un’azione di vigilanza efficace e ha reso insufficienti ulteriori sanzioni amministrative.
Chiusura come ultima risorsa
La chiusura di due mesi rappresenta uno degli strumenti di enforcement più incisivi a disposizione dell’Ispettorato del lavoro olandese ed è in genere utilizzata solo quando le altre misure falliscono. Sospendendo tutte le attività di trasporto — inclusi i lavori affidati in subappalto — l’autorità mira a prevenire ulteriori violazioni e a imporre cambiamenti strutturali all’interno dell’azienda.
L’Ispettorato ha sottolineato che la decisione è stata presa per prevenire recidive e per tutelare condizioni di lavoro eque nel settore.









