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Autotrasporto, 133 imprese ammesse agli incentivi per l’esodo

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Pubblicata dal Comitato centrale per l’Albo la graduatoria della misura sperimentale finanziata con 2 milioni di euro. I beneficiari hanno 30 giorni per cancellarsi dall’Albo e dal Ren. Per dieci anni non potranno rientrare nel settore come titolari o soci.

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È online dal 7 agosto la graduatoria delle imprese ammesse agli incentivi per l’esodo volontario dal mercato dell’autotrasporto, misura riservata agli operatori monoveicolari e pensata per favorire una riduzione e una riorganizzazione della capacità complessiva del settore. Il Comitato centrale per l’Albo nazionale degli Autotrasportatori ha approvato l’elenco dei beneficiari previsto dal bando del 22 aprile: sono 133 le imprese collocate utilmente in graduatoria, a fronte di una dotazione complessiva di 2 milioni di euro.

Il meccanismo, di carattere sperimentale, riconosce un incentivo di 15mila euro a ciascun operatore che sceglie di cessare volontariamente l’attività. L’obiettivo dichiarato è razionalizzare l’offerta di autotrasporto, intervenendo in particolare sulla fascia delle microimprese che operano con un solo mezzo.

Il bando era stato approvato dal Comitato centrale nella seduta del 16 aprile 2026, su proposta di Confartigianato Trasporti e con il sostegno del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il successivo decreto direttoriale n. 1491 del 22 aprile aveva definito modalità, requisiti e criteri per l’accesso alla misura.

Chi poteva accedere all’incentivo

Per presentare domanda l’imprenditore doveva aver compiuto almeno 45 anni e svolgere attività di trasporto di cose per conto terzi utilizzando un solo veicolo, o un solo complesso veicolare, con massa complessiva pari o superiore a 3,5 tonnellate.

Tra i requisiti figuravano inoltre l’iscrizione al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane, oltre all’iscrizione all’Albo nazionale degli autotrasportatori e al Registro elettronico nazionale, il Ren, da almeno cinque anni. L’impresa doveva avere sede principale o secondaria in Italia.

Una volta verificate le condizioni di ammissibilità, l’ordine della graduatoria è stato determinato dando priorità ai titolari più giovani tra quelli che avevano già raggiunto la soglia minima dei 45 anni. A parità di età, il criterio successivo era la maggiore anzianità di iscrizione all’Albo.

Nell’elenco allegato al decreto, la fascia degli aventi diritto si ferma alla posizione 133, occupata da Passeri Pier Vincenzo. Dalla posizione 134 in poi i richiedenti sono indicati come non aventi diritto per esaurimento delle risorse disponibili.

Trenta giorni per uscire dall’Albo e dal Ren

L’inserimento in graduatoria non determina però automaticamente il pagamento. Per ottenere il contributo le imprese dovranno dimostrare di essersi cancellate sia dall’Albo nazionale degli autotrasportatori sia dal Ren entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Il termine è perentorio: chi non trasmetterà nei tempi previsti la documentazione perderà il beneficio.

Le risorse che dovessero liberarsi saranno redistribuite attraverso lo scorrimento della graduatoria, a favore degli idonei collocati nelle posizioni successive. È per questo che l’elenco pubblicato non può ancora essere considerato del tutto cristallizzato: la graduatoria diventerà definitiva dopo la verifica delle cancellazioni e gli eventuali scorrimenti.

Prima dell’erogazione saranno inoltre completati i controlli sulle dichiarazioni relative alla clausola Deggendorf e sul rispetto della disciplina europea degli aiuti di Stato in regime “de minimis”, secondo quanto previsto dal Regolamento Ue 2023/2831.

Il vincolo dei dieci anni

La scelta di aderire all’esodo produce effetti che vanno oltre la cessazione immediata dell’attività. L’ammissione al contributo comporta infatti il divieto, per i successivi dieci anni, di tornare nel settore come titolare o socio di un’impresa iscritta, o intenzionata a iscriversi, all’Albo degli Autotrasportatori.

È uno degli elementi che qualificano la misura come un vero incentivo all’uscita strutturale dal mercato, e non come un sostegno temporaneo alla sospensione dell’attività. Il contributo viene cioè riconosciuto in cambio di una rinuncia che deve avere carattere duraturo.

La pubblicazione della graduatoria sul portale dell’Albo e nella sezione Amministrazione trasparente del Mit vale come notifica formale per tutte le imprese partecipanti. Dal momento della pubblicazione decorrono anche i termini per gli eventuali ricorsi: 60 giorni davanti al Tar competente oppure 120 giorni per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Per il settore si apre ora la fase operativa della sperimentazione. Con 133 imprese già ammesse e un meccanismo di scorrimento destinato a utilizzare integralmente il fondo, la misura punta a verificare se un incentivo economico all’uscita possa contribuire a riequilibrare un comparto ancora caratterizzato da una forte presenza di operatori di piccolissima dimensione.

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