La possibile reintroduzione dell’“accisa mobile” sul carburante allarma le imprese dell’autotrasporto. La Federazione Autotrasportatori Italiani esprime “profonda preoccupazione” per lo scenario emerso dopo il Consiglio dei ministri, mentre i prezzi di benzina e diesel tornano a salire e si intensificano le proteste dei consumatori per i rincari estivi.
A preoccupare la FAI sono soprattutto le indiscrezioni sull’assenza di nuove risorse dirette contro il caro energia e sulla possibilità, lasciata aperta dall’esecutivo, di intervenire attraverso il meccanismo dell’accisa mobile. Una prospettiva che la Federazione respinge con decisione, perché rischierebbe di compromettere i risultati ottenuti dal comparto nella recente vertenza con il governo.
Misura decisiva contro il settore
I listini di benzina e diesel tornano a livelli record, ma l’esecutivo frena su aiuti al settore per mancanza di fondi lasciando però intendere che si potrebbe intervenire sull’accisa mobile”, ha dichiarato il presidente nazionale della FAI, Paolo Uggè.
Secondo Uggè, un intervento di questo tipo annullerebbe gli effetti delle risorse già stanziate a sostegno delle imprese di trasporto. Il presidente della Federazione richiama quindi il ruolo della Consulta generale per l’autotrasporto, recentemente riattivata, che dovrebbe diventare la sede nella quale individuare soluzioni condivise senza imporre nuovi costi al comparto.
La riattivazione della Consulta Generale per l’autotrasporto deve servire anche a questo: individuare soluzioni efficaci che non penalizzino il settore dell’autotrasporto. Chiediamo di essere coinvolti immediatamente nella predisposizione di misure per il contenimento del caro carburante”, ha aggiunto Uggè.
La richiesta di un confronto urgente
La Federazione teme che decisioni unilaterali possano scaricare sulle aziende di trasporto il peso della mancanza di risorse pubbliche. In un settore già esposto all’aumento dei costi operativi, il carburante rappresenta una delle voci più rilevanti e ogni variazione fiscale può incidere direttamente sui margini delle imprese e, a cascata, sui prezzi della logistica.
Per questo la FAI chiede la convocazione urgente di un tavolo con il governo, con l’obiettivo di evitare arretramenti rispetto alle tutele economiche concordate nelle scorse settimane. Il rischio, avverte la Federazione, non riguarda soltanto la sostenibilità delle singole aziende: provvedimenti penalizzanti potrebbero ripercuotersi sull’intera catena di approvvigionamento e mettere sotto pressione la tenuta logistica del Paese.









