PxHere

Brennero, scontro Italia-Austria: l’udienza alla Corte Ue sulle restrizioni ai camion

Puoi leggere questo articolo in 3 minuti

La battaglia sul Brennero – il corridoio alpino più trafficato per il trasporto su gomma in Europa – è arrivata martedì a Lussemburgo. Da una parte l'Italia, che accusa l'Austria di comprimere il traffico merci transfrontaliero; dall'altra il Tirolo, convinto che le proprie valli non possano reggere un ulteriore aumento di mezzi pesanti. Qualunque sarà l'esito, la decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea è destinata a fare scuola ben oltre il Brennero.

Il testo che stai leggendo è stato tradotto utilizzando uno strumento automatico, che potrebbe portare a delle imprecisioni. Grazie per la comprensione.

Il 21 aprile i giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea hanno esaminato la causa C-524/24 (Italia contro Austria), relativa alle limitazioni al traffico dei camion lungo l’asse dell’Inn e dell’autostrada del Brennero. Al centro del contenzioso ci sono quattro misure adottate in Tirolo: il divieto di circolazione notturna, il divieto settoriale, il divieto invernale e il sistema di “dosaggio” dei mezzi pesanti.

L’udienza non ha portato a una sentenza: si è trattato della fase orale del procedimento, in cui la Corte ha passato al vaglio le argomentazioni dell’Italia. Roma sostiene che le restrizioni austriache ostacolino in modo illegittimo il trasporto merci su uno dei principali corridoi stradali nord-sud del continente. La linea dell’Italia è che le misure tirolesi comprimano la libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione.

Secondo una nota diffusa dall’IRU prima dell’udienza, il ricorso è stato presentato il 30 luglio 2024 e la Commissione europea interviene a sostegno dell’azione. Nella stessa comunicazione si afferma che l’Austria viene accusata di violare il diritto Ue con misure come il divieto settoriale e controlli del traffico in stile Blockabfertigung.

Austria e Tirolo ribattono che i provvedimenti siano indispensabili per tutelare qualità dell’aria, mobilità, infrastrutture e residenti in un’area alpina da tempo sotto pressione. L’emittente regionale austriaca ORF Tirol aveva anticipato che, in aula, il Tirolo avrebbe affiancato ai legali anche esperti di qualità dell’aria e mobilità, a conferma che la partita viene giocata anche sul terreno ambientale e dell’interesse pubblico, oltre che su quello dei trasporti.

Ed è proprio questo il nodo della causa: fino a che punto uno Stato membro può imporre limitazioni incisive al traffico dei mezzi pesanti su un corridoio internazionale strategico per proteggere comunità locali e ambiente, senza oltrepassare i confini fissati dalle regole del mercato unico.

Dal fronte tirolese, dopo l’udienza di martedì, sono arrivate indicazioni positive. Il quotidiano popolare Krone ha riportato che il Tirolo si è detto «vorsichtig optimistisch» – prudentemente ottimista – al termine della discussione in aula.

La sentenza, però, non è ancora arrivata e servirà tempo. ORF Tirol aveva spiegato che, dopo la fase orale, il passaggio successivo sarà il parere dell’Avvocato generale. La decisione finale potrebbe arrivare nell’autunno del 2026 o, se l’iter si allungasse, nei primi mesi del 2027.

Tags:

Leggi anche