Secondo una nuova analisi di Milence, operatore di ricarica, il conto economico del trasporto merci a batteria è già sostenibile in una parte d’Europa. Altrove, invece, la diffusione resta frenata da incentivi meno solidi, da una rete di ricarica che cresce a macchia di leopardo e da condizioni operative meno favorevoli.
Milence osserva che l’adozione dei mezzi pesanti elettrici sta uscendo dalla fase di test in pochi mercati “apripista” – tra cui Svizzera, Danimarca e Paesi Bassi – mentre molti altri Paesi europei sono ancora alle battute iniziali dell’elettrificazione. Il divario, sostiene l’azienda, dipende meno dalla tecnologia e molto di più da politiche nazionali, costo dell’energia, sistemi di pedaggio e disponibilità di ricarica pubblica adatta ai camion.
La valutazione, basata su 14 Paesi europei, indica che il mercato accelera quando più elementi entrano in gioco insieme:
- prezzi dell’elettricità competitivi,
- pedaggi stradali differenziati in base alle emissioni di CO2,
- misure di sostegno economico con orizzonte pluriennale,
- e un’infrastruttura di ricarica pubblica affidabile per i veicoli pesanti.
Quando uno o più tasselli mancano, la crescita resta lenta e soprattutto imprevedibile.
TCO: i divari tra i mercati si allargano
Il white paper quantifica anche l’ampiezza del divario. In Germania, l’esenzione completa dalla LKW-Maut genererebbe un vantaggio di 0,32 euro per chilometro sulle tratte soggette a pedaggio e di circa 0,24 euro per chilometro in media nello scenario di lungo raggio considerato, dove si ipotizza che il 75% dei chilometri venga percorso su strade a pedaggio. Nei Paesi Bassi, lo studio sostiene che dal 2027 il business case diventa strutturalmente competitivo anche senza sussidi. In Svezia, al contrario, oggi il gap di TCO è stimato in circa 0,11 euro per chilometro, che scenderebbe a 0,04 euro nel 2027, con un TCO positivo atteso nel 2028.
La volatilità dei carburanti spinge verso l’elettrico
Nelle simulazioni pesa anche la volatilità del mercato dei carburanti. Milence sostiene che le recenti oscillazioni di petrolio e gas abbiano aumentato i costi operativi dei camion di 9-11 centesimi di euro per chilometro, rendendo l’elettricità più attraente come fonte energetica più stabile, soprattutto dove è legata alla produzione rinnovabile domestica. In parallelo, l’azienda evidenzia che l’efficienza dei veicoli sta migliorando e che le reti di ricarica stanno maturando nei mercati chiave, rafforzando ulteriormente la convenienza dei camion a batteria.
Risultati migliori rispetto al 2025
Il report aggiunge che la sostenibilità economica è migliorata rispetto al precedente studio TCO pubblicato da Milence a fine 2025, grazie a più fattori: la proroga dell’esenzione dai pedaggi in Germania, il rinvio dell’ETS2, l’adozione significativa degli incentivi all’acquisto e i test su strada, che mostrano prestazioni più efficienti rispetto alle ipotesi iniziali. Milence indica che un consumo reale intorno a 1,1 kWh per chilometro sta diventando sempre più comune, rispetto all’assunzione di 1,25 kWh per chilometro utilizzata nel documento precedente.
Infrastruttura: la rete cresce, ma non abbastanza
Sul fronte infrastrutturale, Milence stima che lungo i principali corridoi europei del trasporto merci siano disponibili circa 1.800 punti di ricarica pubblici adatti ai camion. La società afferma inoltre di gestire 33 hub con 221 punti di ricarica in otto Paesi. Nonostante ciò, sottolinea che la diffusione resta disomogenea e che la rete deve crescere più rapidamente per sostenere un’adozione su larga scala.
Chi parte prima, risparmia di più
Infine, lo studio collega la riduzione dei costi di ricarica all’aumento dell’utilizzo: con più camion elettrici che ricaricano in siti pubblici, i costi fissi dell’infrastruttura possono essere ripartiti su volumi energetici maggiori. Questo migliorerebbe i conti per gli operatori e potrebbe aprire la strada a prezzi per kilowattora più bassi per le flotte. Milence lo indica come una delle ragioni per cui chi parte prima potrebbe ottenere benefici maggiori lungo l’intero ciclo di vita del veicolo, man mano che i volumi di mercato aumentano.
Il white paper quantifica anche l’ampiezza del divario. In Germania, l’esenzione completa dalla LKW-Maut genererebbe un vantaggio di 0,32 euro per chilometro sulle tratte soggette a pedaggio e di circa 0,24 euro per chilometro in media nello scenario di lungo raggio considerato, dove si ipotizza che il 75% dei chilometri venga percorso su strade a pedaggio. Nei Paesi Bassi, lo studio sostiene che dal 2027 il business case diventa strutturalmente competitivo anche senza sussidi. In Svezia, al contrario, oggi il gap di TCO è stimato in circa 0,11 euro per chilometro, che scenderebbe a 0,04 euro nel 2027, con un TCO positivo atteso nel 2028.
Il prezzo del diesel continua a oscillare e, paradossalmente, sta ottenendo un risultato che anni di obiettivi climatici non erano riusciti a garantire: in alcuni Paesi europei i camion elettrici iniziano a sembrare una scelta economicamente più prudente. Non ovunque, però.








