Pixabay/JirkaF rifornimento benzina diesel

Carburanti ai massimi in Germania: il diesel resta caro, ma nei Paesi Bassi costa ancora di più

Puoi leggere questo articolo in 3 minuti

In Germania i prezzi del diesel continuano a segnare nuovi record. E guardando oltre confine si scopre che nei Paesi Bassi i livelli sono ancora più alti. Per le aziende di trasporto, quindi, il carburante resta una delle principali voci di costo in tutta Europa.

Il testo che stai leggendo è stato tradotto utilizzando uno strumento automatico, che potrebbe portare a delle imprecisioni. Grazie per la comprensione.

All’inizio di aprile, i prezzi dei carburanti in Germania hanno raggiunto un nuovo picco. Secondo l’ADAC, il 6 aprile il prezzo medio del diesel è stato di €2.443 al litro, superando il precedente massimo del 2022.

È aumentata anche la benzina: il Super E10 ha registrato una media di €2.192 al litro, avvicinandosi a sua volta ai massimi storici.

Paesi Bassi ben oltre i livelli tedeschi

Nel confronto europeo, però, emerge chiaramente che la Germania non è in cima alla classifica.

Secondo quanto riportato dai media, nei Paesi Bassi oggi si pagano circa €2.80 al litro di diesel, circa 36 centesimi in più rispetto alla Germania. Anche i prezzi della benzina risultano sensibilmente più elevati.

Le differenze dipendono soprattutto da imposte e accise più alte.

La “regola delle 12” non sta funzionando

Con l’introduzione del cosiddetto modello austriaco il 1 aprile, l’obiettivo era limitare la volatilità dei prezzi in Germania.

Secondo la valutazione dell’ADAC, finora la misura non ha prodotto effetti. L’automobile club definisce la norma “controproducente”. Le compagnie petrolifere avrebbero sfruttato il margine ridotto di modifica per applicare rincari aggiuntivi.

Per l’ADAC questo ha portato regolarmente a scatti di prezzo di diversi centesimi al litro intorno a mezzogiorno.

La geopolitica continua a spingere i prezzi verso l’alto

Uno dei principali fattori resta il prezzo del petrolio, sullo sfondo delle crescenti tensioni in Medio Oriente.

A causa delle restrizioni nello Stretto di Hormuz, l’offerta sul mercato globale è diminuita. Di recente il prezzo di un barile di Brent si attestava intorno a $111, nettamente più alto rispetto al periodo precedente all’escalation.

La concorrenza viene alterata dagli interventi nazionali

Per le imprese di trasporto, i prezzi alla pompa contano solo fino a un certo punto, perché le flotte più grandi acquistano spesso a condizioni all’ingrosso o ricorrono a clausole di adeguamento del prezzo del carburante. Molto più rilevante è il quadro politico: mentre alcuni Paesi intervengono sul mercato e offrono sostegni mirati alle aziende, in altri Stati mancano misure comparabili.

Un esempio è la Polonia, dove interventi governativi come sgravi fiscali e tetti ai prezzi riducono in modo evidente il costo del carburante. Questo crea uno svantaggio competitivo strutturale, soprattutto per le aziende dei Paesi confinanti

L’impatto si avverte soprattutto nelle aree di confine e nel trasporto internazionale. Le aziende dei Paesi senza misure di sollievo operano con costi più elevati, mentre i concorrenti provenienti da mercati regolati possono proporre tariffe più basse.

Di conseguenza, la concorrenza nel trasporto stradale merci in Europa è sempre più influenzata non solo dai prezzi di mercato, ma anche dagli interventi politici.

Tags:

Leggi anche