L’essenziale in breve
- Secondo le associazioni, gli sconti alla pompa non si riflettono sugli acquisti extrarete, utilizzati prevalentemente dall’autotrasporto professionale.
- Le richieste riguardano nuove misure sulle accise, maggiori risorse per il credito d’imposta gasolio e più tempo per la compensazione tramite F24.
- Chiesta anche una verifica sugli impegni di maggio: Consulta, ristori e fondo per il rinnovo dei veicoli.
La lettera è indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e al viceministro Edoardo Rixi. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano figura in copia conoscenza.
Prezzi extrarete, il nodo dei rifornimenti professionali
Al centro della segnalazione c’è una disparità che, secondo le organizzazioni firmatarie, penalizza le imprese di trasporto. Le riduzioni applicate da alcune compagnie petrolifere al gasolio alla pompa non trovano riscontro nei prezzi extrarete, il canale attraverso cui si rifornisce prevalentemente l’autotrasporto professionale.
Le associazioni ritengono che questa situazione danneggi le imprese e provochi gravi distorsioni di mercato. Chiedono quindi al Governo di intervenire con un’azione di persuasione nei confronti delle compagnie petrolifere, per uniformare le condizioni di mercato.
Accise e credito d’imposta: le richieste al Governo
Il confronto dovrebbe partire dagli strumenti da attivare dal 6 ottobre, data che la lettera indica come termine del taglio generalizzato delle accise.
Le rappresentanze chiedono inoltre di aumentare le risorse destinate al credito d’imposta sul gasolio, giudicate già insufficienti, e di rinviare la scadenza del 31 dicembre per la compensazione del credito tramite modello F24. La lettera non propone una nuova data per questo termine.
Consulta, ristori e rinnovo della flotta
La richiesta di incontro si inserisce nel dialogo avviato a Palazzo Chigi il 22 maggio. Le associazioni intendono verificare anche lo stato di attuazione del protocollo di maggio, concentrandosi su tre punti: l’istituzione della Consulta dell’autotrasporto e della logistica, l’erogazione dei ristori già concessi alla categoria e l’operatività del Fondo investimenti da 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare.
Il documento è sottoscritto da ANITA, CNA/FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, FEDIT, FIAP, SNA Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, UNATRAS, ASSOTIR e Trasportounito. Le organizzazioni chiedono un riscontro del Governo sulla convocazione.








