Il nuovo assetto introduce una riduzione asimmetrica: lo sconto resta consistente sul gasolio, attorno ai 20 centesimi al litro (più Iva), mentre viene ridimensionato a circa 5 centesimi per la benzina. Una scelta che riflette l’andamento dei prezzi registrato nelle ultime settimane e la diversa incidenza dei rincari sui due carburanti.
Diesel sotto pressione, intervento mirato
Secondo i dati illustrati dall’esecutivo, il gasolio ha subito aumenti ben più marcati rispetto alla benzina — rispettivamente nell’ordine del 24% contro il 6%. Da qui la decisione di concentrare le risorse sul carburante più utilizzato da logistica e trasporto merci.
L’obiettivo è duplice: alleggerire i costi operativi delle imprese e contenere gli effetti a cascata sull’inflazione. Il diesel, infatti, rappresenta un elemento chiave lungo l’intera filiera distributiva, dai trasporti su gomma alla distribuzione dei beni.
Misura temporanea, in attesa di sviluppi
La durata limitata del provvedimento — tre settimane — conferma l’approccio prudente del governo, che lega eventuali proroghe all’andamento dei mercati energetici e alla disponibilità di risorse pubbliche.
Nel breve periodo, i benefici più evidenti saranno per gli utilizzatori di gasolio, mentre per i consumatori di benzina l’impatto sarà sensibilmente più contenuto.
Autotrasporto escluso dal decreto
Resta aperto il capitolo dell’autotrasporto. Il governo ha scelto di non includere nel decreto misure specifiche per il settore, rinviando ogni intervento a un provvedimento successivo, da definire al termine di un confronto con le associazioni di categoria.
Tra queste, UNATRAS ha espresso un giudizio sospeso. Pur riconoscendo la proroga del taglio accise, il coordinamento sottolinea come l’intervento non sia sufficiente a compensare le perdite accumulate dalle imprese negli ultimi mesi.
Le associazioni chiedono misure strutturali e mirate. In assenza di risposte concrete, resta confermato il fermo nazionale dei servizi programmato dal 25 al 29 maggio. Un segnale di tensione che mantiene alta la pressione sul governo, chiamato a dare risposte a uno dei comparti più esposti all’aumento dei costi energetici.









