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ETS2 colpirà duramente i vettori. Fino a 6.000 € per camion all’anno

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L’entrata in vigore del sistema ETS2 per il trasporto su strada comporta costi concreti e elevati per le aziende di trasporto. Secondo le stime dell’associazione italiana dei trasporti Federtrasporti, ogni camion che percorre circa 100.000 chilometri l’anno genererà un onere aggiuntivo di circa 6.000 €. Per molte imprese, questo potrebbe tradursi in un duro colpo alla redditività.

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Il nuovo sistema di scambio delle emissioni, che dovrebbe includere il trasporto su strada a partire dal 2028, sta suscitando forti emozioni nel settore da tempo. Sebbene il suo obiettivo sia accelerare la transizione climatica, i vettori ritengono che possa diventare un fattore di destabilizzazione del mercato, soprattutto nel segmento delle flotte piccole e medie.

6.000 € per veicolo all’anno. Margini sotto pressione

I calcoli di Federtrasporti mostrano che il costo aggiuntivo derivante dall’ETS2 potrebbe arrivare a circa 6.000 € per camion all’anno, ipotizzando un chilometraggio annuo di circa 100.000 chilometri. Rapportato a una singola tratta di 400 chilometri, ciò significa un aumento dei costi di trasporto compreso tra 40 € e 60 €.

Per una piccola flotta di 20 veicoli, parliamo già di circa 120.000 € di costi aggiuntivi all’anno. In una realtà di mercato in cui la redditività delle imprese di trasporto spesso oscilla tra l’1% e il 3%, un simile aumento degli oneri può risultare critico.

Federtrasporti ha presentato le proprie stime durante i lavori parlamentari su una proposta di modifica dei regolamenti UE relativi alla riserva stabilizzatrice del mercato per i settori delle costruzioni e del trasporto su strada. L’organizzazione sottolinea che attualmente mancano tecnologie che consentano di ridurre le emissioni nel trasporto pesante in modo efficace e con una sostenibilità economica dimostrabile.

Veicoli più costosi, carenza di infrastrutture

I veicoli a basse emissioni oggi disponibili costano 2–3 volte più dei camion conformi allo standard Euro VI. Questa differenza non è attualmente compensata da costi operativi inferiori, e un ulteriore problema è rappresentato da un’infrastruttura di ricarica e rifornimento ancora insufficientemente sviluppata.

In una situazione del genere, il meccanismo ETS2 potrebbe tradursi direttamente in maggiori costi operativi, che le aziende non sempre saranno in grado di trasferire ai clienti. In condizioni di forte concorrenza di mercato e pressione sui prezzi, ciò comporta il rischio di un peggioramento della liquidità e, nei casi estremi, una minaccia alla continuità dei servizi di trasporto.

Sebbene l’entrata in vigore del sistema per il trasporto su strada sia stata spostata dal 2027 al 2028, secondo il settore questo non cambia la natura strutturale del problema: lo rinvia soltanto.

3 miliardi di euro di supporto dalla Banca europea per gli investimenti

Accanto al dibattito sui costi, tuttavia, è emerso uno strumento per aiutare il settore a prepararsi alla nuova realtà. La Banca europea per gli investimenti, in collaborazione con la Commissione europea, ha lanciato l’ETS2 Frontloading Facility: una linea di finanziamento da 3 miliardi di euro destinata a sostenere i settori coperti dall’ETS2, incluso il trasporto su strada.

Il meccanismo prevede un accesso anticipato ai fondi, prima che il sistema inizi formalmente a operare e prima che si generino entrate dai contributi sulle emissioni. L’obiettivo è consentire alle imprese di pianificare e finanziare investimenti che riducano le emissioni.

Il supporto può includere:

  • l’acquisto di veicoli a zero emissioni, inclusi elettrici e a idrogeno,
  • lo sviluppo di infrastrutture di ricarica e rifornimento,
  • soluzioni che aumentino l’efficienza energetica e la multimodalità del trasporto.

Un costo o un catalizzatore per la modernizzazione?

Lo strumento finanziario non elimina i costi aggiuntivi derivanti dall’ETS2, ma offre la possibilità di ridurli nel medio periodo migliorando l’efficienza energetica e modernizzando gradualmente le flotte.

In pratica, oggi il settore si trova di fronte a una scelta: accettare passivamente costi operativi più elevati oppure utilizzare gli strumenti finanziari disponibili per accelerare gli investimenti e costruire un vantaggio competitivo.

Una cosa è certa: quando i margini sono di pochi punti percentuali, ogni costo aggiuntivo conta. Per questo, il modo in cui l’ETS2 verrà implementato e se i fondi del sistema saranno effettivamente reinvestiti nel settore potrebbero determinare se le nuove regole diventeranno una barriera per i vettori o un catalizzatore di una trasformazione profonda.


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