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Fino a 1.000 euro l’anno per camion. Nuovi pedaggi

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Dal 1° gennaio 2027 il Burgenland potrebbe introdurre un nuovo pedaggio su alcune strade regionali. La misura riguarderebbe i veicoli con massa massima autorizzata superiore a 3,5 tonnellate, con vignette digitali annuali dal costo compreso tra 650 e 1.000 euro. Le autorità puntano a finanziare la manutenzione della rete e a ridurre il traffico di transito, mentre il settore teme ripercussioni sulle imprese locali, sulle consegne e sui consumatori.

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I punti principali:

  • Il nuovo pedaggio dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027 su alcune strade regionali del Burgenland.
  • La misura riguarderebbe i veicoli con massa massima autorizzata superiore a 3,5 tonnellate, compresi camion, mezzi per le consegne e autobus.
  • La vignetta annuale dovrebbe costare tra 650 e 1.000 euro, mentre quella giornaliera avrebbe un prezzo indicativo compreso tra 14 e 17 euro.
  • Le prime strade interessate sarebbero alcuni tratti della B16, della B61a e della B63, oltre a una parte della B50.
  • Secondo le autorità regionali, il traffico di transito rappresenta il 75-80% dei flussi sulle tratte interessate.
  • Le associazioni austriache del trasporto avvertono che il costo aggiuntivo potrebbe ricadere sulle imprese e sui consumatori.

Prima di essere esaminato dal Parlamento regionale in ottobre, il progetto sarà sottoposto a una consultazione di quattro settimane e potrebbe ancora essere modificato. Al momento, l’entrata in vigore resta prevista per il 1° gennaio 2027.

Il Land del Burgenland indica due obiettivi per la proposta: reperire nuove risorse per la manutenzione stradale e indirizzare i mezzi pesanti verso arterie di categoria superiore. Le organizzazioni del settore del trasporto, tuttavia, dubitano che il provvedimento colpisca soprattutto il traffico di transito.

Il pedaggio riguarderebbe 144 chilometri di strade

Il piano iniziale riguarda tre zone della regione: la B16 nel distretto di Eisenstadt-Umgebung, la B61a nel distretto di Oberpullendorf e la B63, insieme a un breve tratto della B50, nel distretto di Oberwart. Nel complesso, il sistema interesserebbe circa 144 chilometri di strade, sulle quali i mezzi pesanti percorrono ogni anno circa 12 milioni di chilometri.

L’obbligo scatterebbe per i veicoli con massa massima autorizzata superiore a 3,5 tonnellate. La misura non riguarderebbe quindi soltanto le aziende di autotrasporto: sarebbero inclusi anche corrieri e operatori di autobus. Le tariffe dovrebbero dipendere da elementi come il numero di assi e la classe emissiva. Sono previste vignette digitali giornaliere, settimanali, mensili e annuali.

La vignetta giornaliera dovrebbe costare tra 14 e 17 euro, mentre quella annuale avrebbe un prezzo compreso tra 650 e 1.000 euro.

Le vignette sarebbero acquistabili tramite un negozio online e presso distributori automatici installati in otto punti. I permessi avrebbero esclusivamente formato digitale. I controlli verrebbero effettuati dalle autorità regionali anche con il supporto di telecamere.

Le autorità: i camion devono contribuire alla manutenzione

Heinrich Dorner, responsabile dei trasporti del Burgenland, sostiene che la regione debba farsi carico dei costi per mantenere e mettere in sicurezza la rete stradale. Secondo il suo ragionamento, chi sottopone l’infrastruttura alle sollecitazioni maggiori dovrebbe contribuire in misura più significativa alla sua manutenzione.

La manutenzione delle strade ha un costo.

Lo sottolinea Dorner.

Il secondo obiettivo è alleggerire il traffico di transito sulle strade di categoria inferiore e spostare una parte dei flussi pesanti sulle arterie principali. Il Burgenland stima che il traffico di transito rappresenti il 75-80% dei flussi sui tratti interessati. Per questo, il governo regionale sostiene che il sistema sarà concepito per limitare il più possibile le conseguenze sull’economia locale.

L’installazione del sistema richiederebbe, secondo le stime, un investimento iniziale di circa 1,4 milioni di euro e costi di gestione annui nell’ordine di 150.000 euro. Le entrate potrebbero raggiungere diversi milioni di euro all’anno e sarebbero destinate alla manutenzione delle strade regionali. Se una parte dei mezzi pesanti si spostasse su altri itinerari, tuttavia, gli incassi potrebbero risultare inferiori.

Il settore: non sarebbe colpito soltanto il traffico di transito

Le associazioni del trasporto hanno una lettura molto diversa del progetto. Zentralverband Spedition & Logistik (ZV) ricorda che l’Austria applica già alcuni dei pedaggi per camion più elevati d’Europa. Il sistema GO-Maut considera non solo i costi infrastrutturali, ma anche quelli esterni legati all’inquinamento atmosferico, al rumore e alle emissioni di CO2.

In Europa l’Austria impone già ai camion uno degli oneri di pedaggio più pesanti. Aggiungere altri tributi regionali aumenterebbe la pressione su un settore essenziale per le catene di approvvigionamento, la produzione e la prosperità.

Lo afferma Alexander Friesz, presidente di Zentralverband Spedition & Logistik, in dichiarazioni riportate dalla testata austriaca kurier.at.

L’associazione sostiene che il nuovo pedaggio potrebbe riguardare non solo il traffico di transito, ma anche i trasporti in entrata e in uscita, la distribuzione e le consegne dell’ultimo miglio. Tra le attività coinvolte rientrerebbero le consegne a negozi, siti industriali, cantieri e aziende agricole, oltre alla raccolta dei rifiuti. In molti di questi casi, il trasporto ferroviario non rappresenterebbe un’alternativa praticabile.

Per una flotta di 10 camion il costo potrebbe aumentare di 10.000 euro l’anno

Anche la Camera economica federale austriaca (WKÖ) critica la proposta. Markus Fischer, alla guida dell’organizzazione che rappresenta gli autotrasportatori, sottolinea che molte aziende devono già affrontare prezzi elevati dell’energia, costi del personale, investimenti per la decarbonizzazione e pedaggi in aumento.

Secondo i suoi calcoli, un vettore regionale con 10 camion potrebbe sostenere costi aggiuntivi fino a 10.000 euro l’anno se ogni veicolo dovesse acquistare la vignetta annuale nella fascia tariffaria più alta.

Spesso si tratta di piccole imprese a conduzione familiare, per le quali costi di questa entità possono incidere concretamente sulla possibilità di continuare l’attività.

Lo afferma Fischer. La WKÖ respinge inoltre l’idea che siano i vettori ad assorbire interamente la spesa aggiuntiva.

Quando il trasporto diventa più costoso, alla fine aumentano anche il prezzo dei beni e quello dei servizi. Alimenti, medicinali, materiali da costruzione e prodotti di consumo non arrivano nei negozi da soli.

Osserva Fischer.

In Austria l’82% delle merci viaggia per meno di 80 chilometri

Le associazioni austriache del trasporto evidenziano che una quota consistente delle movimentazioni di merci è di carattere locale. Secondo i dati della WKÖ, l’82% delle merci trasportate in Austria percorre al massimo 80 chilometri.

Per la Camera, un pedaggio sulle strade regionali rischierebbe quindi di colpire soprattutto le catene di approvvigionamento locali, comprese le consegne destinate ad artigiani, produttori e imprese edili. Alexander Klacska, rappresentante del comparto trasporti della WKÖ, sottolinea che, a differenza dei flussi di transito, questi viaggi spesso non possono essere trasferiti sulle autostrade o sulla ferrovia.

I critici temono inoltre che il Burgenland possa creare un precedente per gli altri Länder austriaci.

Se un Land inizia a introdurre propri tratti a pedaggio, tariffe, esenzioni e sistemi di pagamento, la domanda è: chi sarà il prossimo?

È l’avvertimento di Oliver Wagner, direttore di ZV.

Le associazioni chiedono una valutazione dell’impatto

Zentralverband Spedition & Logistik chiede un’analisi dettagliata degli effetti economici, sulla mobilità e sotto il profilo giuridico prima che il progetto proceda. L’organizzazione vuole dati sulla reale quota di traffico di transito, sui costi per l’economia regionale, sul rischio che i flussi vengano deviati su altre strade e sulle entrate disponibili una volta sottratti i costi amministrativi e operativi.

Il settore chiede inoltre di verificare la conformità del sistema proposto al diritto dell’Unione europea e alla Costituzione austriaca.

Anche la WKÖ invita a rivedere il progetto, avvertendo che l’onere aggiuntivo potrebbe indebolire la competitività delle imprese locali.

I sostenitori: i camion usurano la strada molto più delle auto

La proposta può contare anche su alcuni sostenitori. L’organizzazione per la mobilità VCÖ sostiene che i veicoli pesanti contribuiscano al deterioramento dell’infrastruttura in misura nettamente maggiore rispetto alle automobili. Secondo i dati citati dall’organizzazione, un camion a tre assi da 26 tonnellate esercita sulla pavimentazione un carico paragonabile a quello di circa 26.000 autovetture, mentre un autoarticolato a cinque assi da 40 tonnellate equivale a circa 32.000 automobili.

Per VCÖ, applicare un pedaggio ai mezzi pesanti su alcune strade permetterebbe di far sostenere almeno una parte dei costi infrastrutturali a chi sottopone la rete alle sollecitazioni maggiori.

Il Burgenland potrebbe estendere il provvedimento

Per ora il progetto riguarda quattro strade distribuite in tre zone del Burgenland, ma le autorità regionali non escludono un’estensione dei pedaggi in futuro. I primi mesi di applicazione dovrebbero chiarire se il sistema riuscirà davvero a ridurre il traffico di transito sulle strade regionali e a spostare i camion verso itinerari di categoria superiore.

Il confronto non riguarda soltanto il prezzo della futura vignetta. La questione centrale è capire quale quota dei costi ricadrà sul traffico di transito e quale, invece, sulle consegne regionali, sui trasporti per l’edilizia, sui commercianti e sui vettori locali.

Se la legge sarà approvata secondo il calendario previsto, dal 1° gennaio 2027 si avranno le prime indicazioni sugli effetti del provvedimento.

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