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Brennero, il conto che non si vede: la strada pesa molto più della ferrovia

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Attraversare le valli alpine in camion non significa sostenere solo i costi di gasolio, pedaggi e manutenzione. Secondo un nuovo studio delle società di consulenza Stratec e TRT, realizzato nell’ambito della strategia UE per la Regione Alpina (EUSALP), il traffico su sei corridoi chiave genera ogni anno costi esterni per la collettività e l’ambiente pari a miliardi di euro. Il corridoio più oneroso è quello tra Monaco e Verona, attraverso il valico del Brennero.

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Cosa emerge dal rapporto:

  • I costi esterni sul corridoio del Brennero sfiorano 2,1 miliardi di euro l’anno.
  • Di questi, circa 1,1 miliardi di euro sono legati al trasporto merci.
  • Sul Brennero, il 96 per cento dei costi esterni complessivi generati da traffico passeggeri e merci è imputabile alla strada; la ferrovia pesa per il 4 per cento.
  • Nel corridoio del Brennero, il trasporto merci su gomma produce oltre quattro volte i costi esterni del trasporto merci ferroviario.
  • Considerando tutti e sei i corridoi analizzati, la gomma costa in media quasi cinque volte più della ferrovia in termini di costi esterni.
  • Per tonnellata-chilometro, i veicoli commerciali leggeri generano quasi nove volte i costi esterni dei mezzi pesanti.
  • Le autorità del Tirolo stimano che circa un terzo dei camion in transito attraversi il Brennero pur avendo a disposizione itinerari più brevi.
  • Secondo il Tirolo, spostare le merci dalla strada alla ferrovia può ridurre le emissioni di anidride carbonica dell’85 per cento e i consumi energetici dell’80 per cento rispetto alla gomma.

Nello studio, per “costi esterni” si intendono i danni sociali, economici e ambientali che non vengono pagati direttamente da vettori o conducenti. In questa categoria rientrano, tra l’altro, le emissioni di gas serra, l’inquinamento dell’aria, il rumore, gli incidenti, la congestione, le perdite di tempo e gli impatti su habitat ed ecosistemi.

In ambiente alpino questi effetti risultano più intensi che in pianura: pendenze, quota, meteo e morfologia delle valli incidono sia sulla dispersione degli inquinanti (più difficile nei fondovalle stretti) sia sulla propagazione del rumore, che tende a riflettersi e a persistere.

Perché in montagna ogni impatto si amplifica

Uno degli aspetti centrali dell’analisi Stratec/TRT è l’approccio specifico per i trasporti in area montana, distinto dalle condizioni “standard”. Invece di applicare un unico fattore correttivo, gli autori hanno utilizzato coefficienti diversi a seconda del tipo di emissione o dell’impatto considerato.

Le salite aumentano consumi di carburante ed energia. Le discese, invece, accelerano l’usura di freni e pneumatici, con un incremento delle polveri non legate allo scarico e quindi non direttamente connesse alla combustione.

Pesano anche l’altitudine e le condizioni di dispersione meno favorevoli. Inversioni termiche e valli strette possono far salire la concentrazione di alcuni inquinanti ben oltre i livelli attesi nelle aree di pianura. I fattori di adeguamento del rapporto variano in base alla sostanza e al meccanismo valutato.

Le pendici vallive, inoltre, possono amplificare il rumore. L’analisi considera anche la presenza di turisti e residenti stagionali, spesso non pienamente rappresentati nelle statistiche ufficiali sulla popolazione.

Per i comuni alpini inclusi, gli autori hanno applicato in media un incremento del 20 per cento ai dati di popolazione. In alcune località turistiche, lo scarto tra residenti registrati e persone effettivamente presenti risulta molto più elevato.

Il Brennero è il corridoio con i costi esterni più alti

Lo studio prende in esame sei grandi corridoi transalpini: Ventimiglia, Fréjus–Mont-Cenis, Monte Bianco, Gottardo, Brennero e Tauern–Katschberg.

Il valore più elevato riguarda il corridoio del Brennero, lungo circa 430 chilometri tra Monaco e Verona, con costi esterni annui pari a 2,096 miliardi di euro.

Segue il corridoio di Ventimiglia tra Marsiglia e Genova, dove i costi esterni arrivano a 1,819 miliardi di euro. Sul Brennero incidono in modo particolare incidenti e congestione, oltre alle emissioni di gas serra e all’inquinamento atmosferico. A Ventimiglia, invece, pesano soprattutto traffico e rumore, anche per via della forte urbanizzazione lungo l’asse costiero: il rapporto indica una media di 1.362 residenti per chilometro di corridoio.

Sul solo Brennero, circa 1,1 miliardi di euro di costi esterni sono attribuiti al trasporto merci.

Merci su gomma: quasi cinque volte più costose della ferrovia

Nei sei corridoi analizzati, il trasporto merci stradale genera in media 8,04 centesimi di euro di costi esterni per tonnellata-chilometro. Per la ferrovia il valore scende a 1,65 centesimi di euro per tonnellata-chilometro: in media, la strada genera quasi cinque volte i costi esterni del trasporto ferroviario.

Il divario cambia da corridoio a corridoio. Sul Brennero, in particolare, i costi esterni del trasporto merci su strada risultano più che quadrupli rispetto a quelli del trasporto merci su ferro. Il governo regionale del Tirolo sottolinea inoltre che, sul Brennero, il 96 per cento dei costi esterni complessivi legati a traffico passeggeri e merci è generato dalla strada, mentre la ferrovia si ferma al 4 per cento.

I furgoni sembrano “leggeri” per chilometro, ma non per tonnellata

Il rapporto evidenzia anche la differenza tra veicoli commerciali leggeri e camion pesanti. Per veicolo-chilometro, un mezzo pesante genera in media 103,04 centesimi di euro di costi esterni. Un veicolo commerciale leggero si ferma a 33,93 centesimi di euro, mentre un’auto a 30,09 centesimi di euro.

Quando però si considera la quantità di merce trasportata, il quadro cambia. Per tonnellata-chilometro, i veicoli commerciali leggeri arrivano a 62,79 centesimi di euro, mentre i camion si attestano su 7,25 centesimi di euro.

In sostanza, un veicolo commerciale leggero produce circa 8,7 volte più costi esterni per tonnellata-chilometro rispetto a un camion pesante, soprattutto perché trasporta volumi molto inferiori.

Pedaggi più bassi e traffico “di deviazione”

Le autorità tirolesi richiamano l’attenzione anche sul cosiddetto traffico di deviazione. Secondo l’amministrazione regionale, circa un terzo dei camion in transito sceglie il passaggio in Tirolo anche se esiste un’alternativa più corta di oltre 60 chilometri. Tra le cause principali viene indicato il livello più basso degli oneri stradali sul corridoio del Brennero.

René Zumtobel, responsabile dei trasporti nel governo del Tirolo, parla di mancanza di “verità dei costi”: gli effetti su salute, ambiente e società non sarebbero ancora pienamente incorporati nel prezzo dei servizi di trasporto.

Se il principio “chi inquina paga” fosse applicato integralmente, una quota maggiore dei costi oggi sostenuti da residenti, pubbliche amministrazioni e sistema sanitario ricadrebbe sul trasporto stradale.

L’intermodale resta più conveniente

Gli autori hanno valutato anche il trasporto combinato e intermodale, includendo nei calcoli sia il tratto stradale di accesso ai terminal sia la tratta ferroviaria principale.

I collegamenti su gomma da e verso i terminal aggiungono costi esterni pari a da 0,40 a 0,79 centesimi di euro per tonnellata-chilometro, a seconda del corridoio. Anche così, però, una catena intermodale continua a generare costi esterni nettamente inferiori rispetto a un trasporto interamente su strada.

Il rapporto osserva inoltre che i treni merci hanno minori possibilità di recupero energetico in frenata rispetto ai treni passeggeri. Tra i motivi citati: la quota ridotta di assi motorizzati lungo la composizione e l’elevata massa del convoglio.

Ferrovia: meno emissioni e meno energia

Secondo le autorità del Tirolo, trasferire le merci dalla strada alla ferrovia può tagliare le emissioni di anidride carbonica dell’85 per cento e ridurre i consumi energetici dell’80 per cento. La stessa nota regionale ribadisce che i costi esterni della ferrovia sarebbero circa cinque volte inferiori rispetto a quelli del trasporto stradale.

Un ulteriore alleggerimento potrebbe arrivare dal Tunnel di base del Brennero, attualmente in costruzione. Portare sottoterra una parte significativa del traffico ferroviario potrebbe ridurre gli impatti acustici, particolarmente critici nelle valli alpine.

Resta però un punto condiviso sia dagli autori dello studio sia dal governo tirolese: senza una revisione dei sistemi di tariffazione, capace di riflettere meglio nel prezzo del trasporto i costi sociali e ambientali, lo spostamento delle merci dalla gomma al ferro continuerà a procedere con lentezza.

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