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Francia, le zone a basse emissioni restano in vigore

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Per alcune settimane la Francia è sembrata vicina a una scelta inedita nel contesto europeo: cancellare le zone a basse emissioni (ZFE). Dopo il via libera del Parlamento, il settore dell’autotrasporto si preparava a un cambio di rotta. La prospettiva è però cambiata con la decisione del Consiglio costituzionale: le ZFE restano in vigore e il quadro normativo non cambia.

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A fine maggio il Consiglio costituzionale ha bocciato la norma che avrebbe eliminato le zone a basse emissioni, giudicandola non conforme alle regole del procedimento legislativo. Di conseguenza, l’impianto attuale resta valido e le imprese di trasporto continueranno a operare con le restrizioni già in vigore.

Il voto del Parlamento aveva aperto la strada allo stop

Ad aprile il Parlamento francese aveva approvato un testo di legge che includeva anche l’abolizione delle ZFE. Il Senato aveva confermato la misura con 224 voti favorevoli e 100 contrari, il giorno successivo a un passaggio analogo all’Assemblea nazionale.

La scelta aveva alimentato il dibattito sia sul piano politico sia nel settore dei trasporti. In Francia le zone a basse emissioni sono operative dal 2019 e, con la legge sul clima, il loro perimetro è stato ampliato nel 2021. L’obiettivo è limitare progressivamente l’accesso dei veicoli più inquinanti nelle principali aree urbane, con l’intento di migliorare la qualità dell’aria.

In quel contesto, l’iniziativa parlamentare era stata letta da molti come un segnale in controtendenza rispetto a quanto avviene in buona parte d’Europa, dove misure analoghe vengono estese e rese più stringenti.

Il Consiglio costituzionale ferma la cancellazione

L’abolizione, tuttavia, non entrerà in vigore. Il 21 maggio il Consiglio costituzionale ha annullato l’articolo che avrebbe eliminato le ZFE. Secondo i giudici, la disposizione non era direttamente collegata alla finalità principale del disegno di legge sulla semplificazione della vita economica ed era stata inserita nel corso dell’iter parlamentare.

Il Consiglio l’ha quindi qualificata come un “cavaliere legislativo”, ossia una misura priva di un legame sufficiente con l’impianto originario del provvedimento. In pratica, la decisione conferma che le zone a basse emissioni in Francia restano in vigore e non sono previste modifiche alle regole attuali.

FNTR: serve chiarezza per programmare

La FNTR, organizzazione francese dell’autotrasporto, precisa di non aver mai contestato le finalità ambientali alla base delle ZFE.

Da tempo, però, la federazione segnala criticità operative: assenza di un quadro nazionale uniforme, calendari di applicazione diversi tra le varie aree metropolitane, esenzioni non omogenee e sostegni ritenuti insufficienti per le imprese chiamate a sostenere i costi elevati del rinnovo del parco veicoli.

“La FNTR non ha mai messo in discussione l’obiettivo ambientale di questa misura. Ma abbiamo sempre richiamato le difficoltà pratiche: nessuna armonizzazione a livello nazionale, calendari di attuazione diversi a seconda della metropoli, esenzioni differenti tra territori e mancanza di un sostegno realmente adeguato per le imprese”, sottolinea la federazione.

Investimenti già fatti: in alcuni casi centinaia di migliaia di euro

Secondo la FNTR, molte aziende hanno già investito in modo significativo per adeguare le flotte ai requisiti ambientali.

In alcuni casi, tra acquisto di nuovi mezzi e interventi di aggiornamento, la spesa ha raggiunto centinaia di migliaia di euro. Per le imprese, quindi, la certezza del diritto e la stabilità delle regole diventano elementi cruciali per pianificare investimenti e operatività.

“La decisione del Consiglio costituzionale mantiene l’attuale quadro regolatorio delle ZFE in un momento in cui le aziende chiedono soprattutto stabilità, prevedibilità e un supporto concreto per portare a termine con successo la transizione energetica”, afferma l’organizzazione.

Il confronto sulle ZFE non si chiude qui

Il tentativo di cancellare le zone a basse emissioni è fallito, ma la discussione sul loro futuro resta aperta.

La FNTR ribadisce che continuerà a chiedere una transizione verde capace di conciliare obiettivi ambientali e sostenibilità economica delle imprese di trasporto.

Per ora, la Francia resta agganciata al sistema ZFE che fino a poche settimane fa sembrava destinato a essere smantellato. Il confronto si sposta nuovamente su come applicare le regole e su quali aiuti mettere a disposizione delle aziende chiamate a una modernizzazione costosa delle flotte.

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