Sebbene i vettori di diversi Paesi balcanici abbiano annunciato blocchi alle frontiere, la situazione resta fluida e poco chiara. In alcuni Paesi le proteste sono ancora in programma; in altri sono state sospese in attesa di soluzioni da Bruxelles. Per il comparto trasporti significa una cosa: cresce il rischio di disagi nelle operazioni di trasporto internazionale.
EES: controlli più rigidi sulla permanenza degli autisti
In sintesi, l’EES è un nuovo sistema europeo di gestione delle frontiere che registra i cittadini extra UE in viaggio verso l’Unione europea per soggiorni di breve durata ogni volta che attraversano le frontiere esterne di 29 Paesi europei. L’introduzione avviene per fasi, a partire dal 12 ottobre 2025 alle frontiere esterne dei Paesi aderenti, e diventerà pienamente operativo dal 10 aprile 2026. Questo significa applicazione completa della regola dei 90 giorni su qualsiasi periodo di 180 giorni nell’Area Schengen.
Per gli autisti professionisti dei Balcani occidentali, che svolgono regolarmente trasporti all’interno dell’Unione europea, ciò comporta vincoli operativi rilevanti. Il nuovo sistema prevede anche la raccolta di dati biometrici alle frontiere, complicando ulteriormente le procedure di attraversamento.
Come evidenziato al Parlamento europeo, questi cambiamenti hanno già generato tensioni e azioni di protesta coordinate all’inizio del 2026. Parallelamente, sono in corso discussioni su possibili soluzioni, come visti di lunga durata o permessi speciali per gli autisti professionisti.
Proteste e blocchi ai confini nella regione
L’iniziativa più incisiva è stata annunciata in Montenegro. L’associazione dei vettori ha confermato un blocco di 72 ore dei valichi di frontiera dal 14 al 17 aprile, che riguarderà i confini con Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Kosovo e Albania. I blocchi dovrebbero interessare esclusivamente il trasporto merci, senza impatti su auto private o traffico di autobus.
Anche i vettori in Serbia avevano annunciato un’azione simile. Alla fine, però, hanno scelto di rinunciare temporaneamente ai blocchi, confidando in soluzioni elaborate congiuntamente con la Commissione europea.
Secondo i rappresentanti del settore, il nodo centrale è una decisione su come interpretare la regola 90/180 giorni. Sono emersi segnali secondo cui potrebbe essere possibile “azzerare” il tempo già accumulato dagli autisti nell’Area Schengen, rendendo più semplice l’operatività delle imprese di trasporto.
Settore diviso, decisioni ancora incerte
Il quadro nella regione resta incerto. Alcune organizzazioni di categoria stanno rinviando le proteste, altre preparano iniziative, e le decisioni possono cambiare di giorno in giorno. I rappresentanti del trasporto in Serbia sottolineano che gli autisti hanno un ruolo cruciale nell’economia e che l’accesso al mercato UE è strategicamente importante.
Allo stesso tempo, gli esperti avvertono che l’assenza di soluzioni chiare potrebbe portare a ulteriori tensioni e a interruzioni nelle catene di fornitura.
La pressione su Bruxelles aumenta
Al Parlamento europeo sono state sollevate domande sull’impatto dell’EES sul trasporto merci e sull’intera supply chain. I principali dubbi riguardano se l’Unione europea deciderà di introdurre facilitazioni specifiche per gli autisti professionisti extra UE.
Allo stesso tempo, alcuni Stati membri si oppongono a qualsiasi deroga, richiamando motivi di sicurezza e la necessità di tutelare l’integrità dell’Area Schengen.
Nel frattempo, in Europa aumenta anche la pressione sul sistema trasporti per effetto di scioperi e mobilitazioni, con potenziali ripercussioni sulla continuità operativa delle imprese.








